Star Wars: Shadows of the Empire (1996)

 

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“Un mese dopo, in una galassia lontana lontana…” (di Bionic Cummenda)

…possiamo finalmente liberarci dalle oppressive e frignanti catene dell’anti-spoiler. Nel mentre è successo di tutto: a Lemmy sono esplosi i punti neri sulla faccia, il Duca Bianco ha abdicato in favore di Adriano Celentano e Checco Zalone ha usurpato l’ambito trono foderato di panettoni su cui sedeva allegramente il mai troppo applaudito Neri Parenti. Una serie di tragedie contro il buon gusto mitigate solo in parte dal più grande tributo cinematografico al retrogaming degli ultimi anni. “The Force Awakens” è un metaforone del triste presente videoludico ed ha come protagonista il piccolo Riccardino Fuffolo nei panni di Kylo Ren.

Herbert Ren“Il Risveglio della Febbra”

Parafrasi: Kylo Ren, come le console contemporanee, indossa la maschera del terrorismo e rovescia la croce laser del diavulo per impressionare la gggente. In realtà nasconde la faccia di Herbert Ballerina, fa le tigne perché non è come Nonno Vader e quando Han Solo lo abbraccia per consolarlo Kylo reagisce lanciandolo in un fosso. Ovvero come se la vostra Wii U (si chiama così?) vi facesse saltare la luce di casa per dispetto perché non riesce ad essere come il Nintendo Entertainment System e poi decidesse di incarognirsi ulteriormente lanciando il vostro Super Nintendo dalla finestra. Un metaforone appunto, e ora che non avete più il Super Nes accendete il Nintendo 64 a velocità iperluce per esplorare il primo finto remake in stile “The Force Awakens” comparso sulla console della casa di Kyoto: “Shadows of the Empire”. Ma prima lasciate che vi risvegli la Forza.

Trailer!

 

Trama

“Shadows of the Empire” è il capitolo 5.5 di Star Wars, ovvero il fil rouge che collega i Giochi Senza Frontiere de “L’impero Colpisce Ancora” al vanziniano “Il Ritorno dello Jedi”. Alcuni lungimiranti managers della Lucasart videro all’orizzonte la Minaccia Fantasma della crisi di mezz’età di George Lucas e decisero di creare un capitolo intermedio della saga sfruttando ogni media conosciuto fatta eccezione per il cinema, tutto questo pur di non dover riconsegnare la cinepresa nelle mani fucilate del vecchio Giorgio e puntare tutto sulla nuova console Nintendo 64 (e sul sempre inossidabile PC). “Shadows of the Empire” riprende la storia presentata nell’omonimo romanzo di Steve Perry (un misconosciuto campione della novelization di opere cinematografiche) e vede come protagonista Dash Rendar, un rappresentante di detersivi che viene assoldato dalla Resistenza per proteggere Han Solo dai cacciatori di taglie del tracontante Jabba The Hutt. Avete presente la scena in cui Darth Vader convoca Boba Fett e altre comparse improbabili per mandarle al martirio contro Han Solo? Ecco, qui sapremo anche che fine hanno fatto quelle comparse, dove spicca l’ignobile sorte del povero droide IG-88 qui di seguito sbeffeggiato da quel simpaticone di Dash.

Dash88“lava così bianco che più bianco non si può”

In seguito scopriremo le macchinazioni di Xizor, il supercriminale dal nome farmaceutico a capo dell’organizzazione del Sole Nero che, attraverso una serie di appalti truccati, riuscirà ad accaparrarsi il concorso per le opere pubbliche di realizzazione della Seconda Morte Nera. Xizor cercherà poi di scalzare Darth Vader dal suo incarico di Presidente del Consiglio tentando prima di uccidere suo figlio Luke (volano gli spoileroni qui eh!) e poi di rapire la Principessa Leia.

Xizor“Te lo do io l’Expo”

Il tutto ovviamente finirà in un gran casino e Xizor dovrà sfuggire sia dal Caccia Stellare dell’Impero che dalla vendetta del prode Dash. Il nostro eroe sceglierà il martirio nel tentativo di far esplodere l’astronave madre di Xizor: la Skyhook. Come al solito per vincere dovrà volare attraverso la sala motori della Skyhook per poi lanciare dei gran missili sul nucleo centrale, una trama originale e autentica come una banconota da 480.000 lire.

480000_Lire“La presi e te la pagai.”

Gameplay 7

Il deja vù è uno stile di vita in Star Wars, lo stesso marchio di fabbrica che ha contraddistinto l’icosalogia delle Vacanze di Natale. Anche il protagonista Dash ama vestire remake e si ispira al testimonial del Laserdromo sia per quanto riguarda le spalline importanti, sia per il suo compulsivo collezionismo di armi laser.

Dash dominator_singolo

 

 

 

 

 

                       

                      

“Imma Firin Mah Lazor!!!”

In “Shadows of the Empire” il completismo è un arma di sopravvivenza e a differenza dei soliti titoli qui non dovrete solo cercare tutte le armi disponibili (tra cui lanciarazzi, pistole a impulsi, lanciafiamme e distruttori al plasma) ma anche gli introvabili e sfuggenti Challenge Points. I tanti snobbati collezionabili che lasciate sempre a metà questa volta saranno indispensabili, solo con questi inafferrabili items potrete accumulare le vite necessarie per superare i 10 capitoli, caratterizzati da diversi stili di gioco nel rispetto della tradizione multievento dei precedenti titoli di Star Wars per Nes e Super Nes. La prima missione in particolare è identica alla sua controparte di “Empire Strikes Back” su Super Nintendo, ancora una volta ci troveremo nel mezzo della battaglia di Hoth e dovremo usare il cavo di carico del nostro Snowspeeder per legare gli AT-AT come capretti (Non mangiate gli AT-AT per Pasqua o Mystical Tango vi prenota una colonscopia DP con i suoi nunchaku!).

At At“Gli AT-AT e il meteorismo”

Il protagonista è un tamarro e non un Jedi, quindi non sentirà disturbi nella Forza. In compenso Dash ha un Jetpack che gli sarà fondamentale superare gli ostacoli che lo separeranno dalla battaglia finale contro Xizor. Nell’ultimo stage piloterà la sua Outrider, una versione smart del Millenium Falcon, che gli consentirà di parcheggiare in ZTL e potrà infine distruggere la Skyhook di Xizor in una delle battaglie spaziali più epiche mai viste nell’universo di Star Wars.

skyhook_battle“Entusiasmo giustificato”

Da bravo tamarro Dash ha anche uno speeder truccato con il quale sfida i balordi di Xizor tra i pistini di Mos Eisley. Questo livello pecca un po’ sul piano della giocabilità a causa di una risposta agli input del controller non sempre eccellente, ma diciamoci la verità: la ciclistica era forse un problema quando si sgasava con lo Zip pompato di marmittone Malossi in una funambolica azione di tentato decollo?

Zip“Come Marquez e Valentino”

Grafica 6.5 e Sonoro 8

Il Nintendone 64 si è sempre distinto per i suoi poligoni patinati. Come sulle pagine di Penthouse qui le forme sono rese più morbide e seducenti da un effetto pastello che rende i poligoni meno spigolosi rispetto all’effetto arlecchino della Playstation. Tuttavia “Shadows of The Empire” soffre molto sul piano grafico, infatti fu uno dei primi titoli usciti per N64 nel 1996 e proprio per questo non sfrutta tutte le potenzialità della console che più avanti vennero esaltate dall’expansion pack. Nonostante i livelli un po’ spogli e dettagli poco curati “Shadows of the Empire” si distingue per una grande fluidità di gioco e delle buone animazioni dei personaggi. La colonna sonora è composta da Joel McNeely e riprende i temi storici di mastro Williams aggiungendo nuove soluzioni orchestrali che culminano nella trionfante “The Destruction of Xizor’s Palace”.

Demo, musica!

 

Longevità 7.5

Difficilissimo. Qui non c’è pietà per i giocatori della domenica: vuoi finirlo con Easy? Il protagonista muore male. Vuoi Finirlo con Medium o Hard? Preparati a raccogliere tutti i Challenge Points disseminati per la Galassia o ti ritroverai ai livelli finali con pochissime vite contro boss devastanti come il Robot Gladiatore, un sandrone alto 6 metri che dovrete sconfiggere in tre fasi dopo che vi avrà pure disattivato il jetpack.

Gladiator“Ispanico! Ispanico! Ispanico!”

Un titolo spietato che vi porterà a sfidare Boba Fett in uno duello aereo sui Jetpack dove il cacciatore più sfigato della Galassia esorcizzerà la sua fine fantozziana ne “il Ritorno dello Jedi” sparandovi una pioggia di raudi in faccia e attaccandovi subito dopo con la sua astronave. Come dite? Volete salvare prima del boss per affrontarlo comodamente più tardi? Scordatevelo, se si muore durante le boss fights dovrete ricompletare tutto il livello e pregare di arrivare alla fine con più vite possibili da sacrificare per la vittoria. Se volete godervi il finale completo giocate almeno a difficoltà Medium e dopo aver distrutto il nucleo della Skyhook di Xizor nel livello finale cercate di uscire attraverso i tunnel della nave prima che esploda tutto o il vostro Dash finirà dritto in lavatrice. Un gioco progettato da programmatori hardcore per arcore gamers di Arcore.

 

Reperibilità/Come cacchio ci gioco?

Soliti prezzi plebei: 10 euro la cartuccia e 25 il gioco completo di confezione. Anche questa settimana i vostri risparmi per il privè sono garantiti.

Alderaan“Guarda che Luna, guarda che mare..”

Concludendo

“The Force Awakens” è stato un perfetto pseudo-remake di “Una Nuova Speranza”  e “Shadows of The Empire” fa la stessa cosa con “l’Impero colpisce ancora”, tributando il giusto omaggio al miglior capitolo della saga di Lucas. Repetita Juve dunque, non ci resta che dare il via al countdown per “Vacanze ad Alderaan” con il gesto liberatorio di soddisfazione reciproca per eccellenza: lo schiaffo sui ciapèt.


“It’s a Trap!”

cummenda

 

 

 

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