Duck Tales

Ovvero: “Come depredare dei loro tesori tutti i continenti del mondo, ed uscirne come adorabili eroi della situation.” di Mystical Tango

Come sentite anche dalla mia voce nella “Video soluzione”, questo è uno di quei tipici giochi che riporta alla mente ricordi lontani. Ma non siamo qui a fare i “piangina”, come direbbe il nostro Cummenda, quindi DAJE!!!

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Ai Bassotti nel gioco gli hanno fatto la maglia bianca. Cosí…

Trama:

Nei miei ricordi di bambino innocente, il nostro Zione preferito, doveva recuperare 5 tesori dei quali era stato depredato. I miei compari qua invece, mi hanno riportato alla realtà dicendomi che NO, col Caspio! Il nostro avido figlio della m***@, parte semplicemente per un lungo viaggio in lungo e in largo (e anche “in alto”) per appropriarsi indebitamente di vari preziosi.
L’avaro bastardo, senza un preciso ordine (se non quello scelto dal giocatore) si destreggerà intrepido per Le foreste dell’Amazzonia, il Castello del conte Dracula Duck in Transilvania, delle miniere di diamanti in Africa, l’Himalaya e la Luna. Si, la Luna.

…ah, durante il viaggio dovremo anche salvare i nostri nipotini, ma alla fine stica. Lo Zio vuole la grana.

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Ovviamente sulla Luna senza tuta e respiratore… è roba che costa e il nostro bramoso vecchiardo preferisce rischiare le piume.

Game Play:

Presente Megaman? Ecco, ma con un papero al posto di un robot e un bastone da passeggio al posto del Mega Buster Gun. Ovviamente, tenendo conto del target medio del gioco in questione, parliamo di un livello di difficoltà DECISAMENTE più basso rispetto a Mega Man. Anche a livello “Difficile”. Si tratta insomma del tipico platform con tutti i crismi del caso.
Si può usare il bastone della predace cariatide come arma, a mo di “Pogo Stick” per raggiungere le piattaforme più alte e per saltellare su nemici e su aree dove altrimenti ci faremmo del male passandoci “a zampe”.

 

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Rischiare le piume per due spicci…

Grafica e sonoro:

Il fiore all’occhiello di tutto l’ambaradan. Non storcete la bocca, vi vedo.
Basta dare un’occhiata ai colori, alla brillantezza e al livello di dettaglio del tutto per rendersene conto. Ancora oggi, 20 anni dopo è ancora godibilissimo.
Capcom è sempre stata maestra in questo… e con Duck Tales è riuscita al 100% nell’intento portare su console 8-Bit il cartone/fumetto di casa Disney senza stravolgerlo affatto.
Per quanto riguarda le musiche, a parte il tema classico nei titoli di testa, ogni stage ha il proprio tema e state sicuri che vi riecheggeranno in testa per l’eternità, da quanto sono ben scritte e adatte ad ogni circostanza.

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Longevità:

Duck Tales è relativamente corto. Come detto ha solamente 5 stage, ma non essendoci la possibilità di salvataggio è più che probabile che alla prima botta non lo portiate a termine. Ad aggiungere ore di gioco, entra in campo la possibilità di affrontare i livelli in sequenze sempre diverse, anche se questo non andrà a cambiare finali o modo di affrontare la storia. Potremo decidere però se affrontare il gioco in modalità “completista hardcore” o “sticazzista”. Vi spiego: ci sono numerosi tesori nascosti lungo la via, dovremo solo decidere se depredare tutto il depredabile o limitarci a terminare i livelli e appropriarci dei tesori più importanti che i vari Boss custodiscono a fine livello. Sta a voi e al vostro grado di avarizia.
Poi, per concludere… i Bit-elloni ci giocano anche oggigiorno quando hanno voglia di divertimento senza fronzoli. Fate voi.

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Quando c’è il cash in ballo, non gli fa paura un cazzo.

Reperibilità/come cacchio ci gioco?:

La cartuccia è reperibilissima ma a volte un po costosa. Va da un minimo di una ventina di euro senza custodia, a salire, a seconda delle condizioni più o meno buone del tutto. Se amate il NES come noi, è un pezzo imprescindibile.

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SPIELANLEITUNG!!!!!!!!!!!!!!

Concludendo:

Uno dei migliori giochi usciti sul NES. Sicuramente nella mia TOP TEN.
Non solo per i ricordi che fa riaffiorare, ma perché è davvero un cacchio di capolavoro.
Da Capcom per altro… non che ci si possa aspettare di meno. No?

Mystical Tango

tango

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