Gunstar Heroes

Ehi scusa: per sparare? (di Starfox Mulder)

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Immaginate un tempo in cui “Treasure” volesse dire solo Tesoro in inglese e rimandasse ai romanzi di Stevenson o alle avventure di Guybrush Treepwood. Immaginate un tempo in cui le console war si combattevano a capolavori continui e che i possessori di una macchina avveneristica e potente come lo snes avessero di che invidiare la concorrenza Sega un mese sì e l’altro pure per le sue esclusive. Quel tempo raggiunse il suo apice nel 1993, forse l’anno che vide l’uscita del maggior numero di pietre miliari della storia dei 16 bit: l’anno di Gunstar Heroes. Sigla!

Ora chiariamo: questo articolo è in ritardo. Di media recensiamo un gioco qualche giorno prima (o qualche giorno dopo) aver pubblicato la sua video-soluzione mentre stavolta siam finiti lunghissimi, causa impegni pregressi (doppia settimana FPS e settimana picchiaduro). Però non ci si può esimere da narrare le vicende del miglior run and gun per la scatoletta nera, roba che se non ci avete giocato mannaggiachevelodicoafare.

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Schizzi di un certo rilievo.

Trama:

Il signor Antonino Luce e la signora Mariarca Prisma si sono accoppiati selvaggiamente generando quattro piccoli guerrafondai che per comodità hanno chiamato Green (il maggiore), Red e Blue (i due gemelli secondo geniti), e Yellow (la sorellina minore). Dopo esser stati presi per il culo da ogni istituto in cui i ragazzini venivano iscritti, i signori Luce e Prisma decisero di educarli personalmente all’arte dell’ammazzare ogni cosa che si muovesse. Diventato adulto Green però, un robottone chiamato Golden Silver e dagli istinti ancora più violenti dei quattro ragazzi (soprattutto votato al male) decise di distruggere la civiltà come oggi la conosciamo ed a tal fine assunze anche la milizia mercenaria del colonnello Red, un tizio che pur avendo cambiato divisa e taglio di baffi precedentemente aveva già lavorato come cattivo in Bionic Commando.

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Deviant Art i love you.

Insomma, sto Mr Robot è figo e tutto il resto ma funziona a batteria e le quattro batterie nello specifico sono state rubate dalla famiglia benetton, poi dice che uno non deve comprare da Oviesse. Il colonnello Red a quel punto pensa bene di condizionare Green obbligandolo a vedere il reality di Briatore tante di quelle volte da renderlo ancora più incazzato del suo committente e da qui ne segue che il fratello maggiore cambia bandiera, si ciuccia la gemme ed ha intenzione di portarle al cattivissimo. Fine dei giochi? Al contrario, si comincia da qui. A seconda del se giocherete soli o in due a Gunstar Heroes starà a voi interpretare Red o Blue e progredire nella trama che li vedrà recuperare le gemme, perderle di nuovo in cambio della vita della rapita Yellow, affrontare il fratellone più una serie di boss presi da Yattaman e da altri cartoni degli anni 80 giapponese fino allo scontro definitivo con Mr Robot. Il tutto senza pagare Premium!

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Yattaman VS Trio Drombo

Gameplay:

Il primo e ciccionissimo gamepad del megadrive aveva tre tasti ed i ragazzi della Treasure per dare inizio alla loro avventura in solitaria nel mondo delle software house decisero di utilizzarli tutti e tre. Con un tasto si spara, con uno si salta/scivola (premendo contemporaneamente verso il basso) e con l’ultimo tasto si cambia arma. Oh yes, perché esistono diversi spari possibili nel gioco, quattro in tutto, ma ognuno di essi può essere usato singolarmente o combinato con un altro, così da elevare in effetti il numero di armi disponibili ad un significativo sedici, sebbene ci si può armare di due spari per volta riducendo le combinazioni a tre (il primo sparo da solo, il secondo da solo o infine i due spari assieme). Poco male, nel corso del gioco si potranno trovare nuove armi da invertire con le nostre attuali, cuoricini che ci permetteranno di recuperare parte della nostra vita (superando pure il limite dei 100 punti ferita iniziali) e svariate sorprese. Sette livelli in cui non ci si annoia mai. Nei primi quattro, eseguibili nell’ordine che più ci aggrada, affronteremo orde di nemici prima di batterci col trio drombo, il maggiore village people, il fratellone Green ed infine un labirinto modello gioco dell’oca che ci mettere a confronto con una marea di mini giochi e mini boss. I successivi tre livelli sono più obbligati ma sappiate solo che nel penultimo guideremo una navetta nello spazio (se si gioca in due uno guida e l’altro spara) mentre nell’ultimo saremo costretti a riaffrontare tutti i boss prima di prendercela con le due forme di Golden Silver.

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Gunstar Heroes: da oggi anche su rotelle.

I livelli di difficoltà a disposizione sono i soliti tre ma già il Normal non sarà una passeggiata e sebbene giocare in due non raddoppi il numero di nemici su schermi, neppure semplifica troppo la cosa dato che ogni continue di un giocatore equivarrà al dimezzamento dei punti ferita dell’altro. Dulcis in fundo mi son scordato di segnalare che le modalità di sparo sono due: fissa e dinamica. Va scelto in fase di new entry e se sceglierete il modello fisso molto semplicemente il vostro pupotto si fermerà immobile mentre schiacciate il pulsante dello sparo, permettendovi così di direzionare al meglio lo sparo ma impedendovi di schivare facilmente i colpi avversari. Son gusti!

Grafica e Sonoro:

Sto giochino si prese voti stratosferici all’epoca, del tipo che la rivista che volò più bassa nel mondo gli affibiò un misero 90 su 100 (non vi sto ad elencare le altre ma spesso di andava sul voto massimo) ed indubbiamente la questione della grafica e del sonoro influirono pesantemente. Sprites coloratissimi fanno da cornice ad una colonna sonora incalzante e sempre piacevole, anche nei momenti più frustranti a livello di gameplay. Sfondi dinamici, tanti nemici che si muovono a schermo, effetti visivi d’eccellenza, se paragoniamo Gunstar Heroes con un Golden Axe sembra si stia parlando di due console diverse tale è l’abisso tecnico che le differenzia ed invece sono solo due titolui usciti per la stessa console ma in periodi diversi. La Treasure sfornerà altri titoli di culto per Megadrive ed in seguito anche per altre console ma questa entrata in scena doveva essere col botto e lo fu al cento per cento.

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Gunstars VS Decepticon

Longevità:

I Bit-elloni sono tre ed ognuno ha un opinione differente in merito. Per me si tratta di un gioco equilibratissimo che premia come pochi il talento. Per il Cummenda è tendenzialmente facilotto e serve giocare minimo a livello Normal ma meglio Hard per apprezzarlo appieno. Mystical Tango d’altra parte sta ancora smoccolando per non vi dico cosa. Insomma: ce ne è per tutti! La difficoltà è perfettamente adattabile ad ognuno di noi, la durata dell’avventura complessiva non è affatto breve ma soprattutto la voglia di rigiocarci, specie con un amico, sarà sempre al top. State tranquilli, soldi spesi bene, peccato che…

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Tira il dadino, muovi il pedino.

Reperibilità/Come cacchio ci gioco:

…son parecchi soldi. Sulla baia si viaggia intorno ai 100€ ma si può scendere della metà se accettate di comprarlo nella formula 4 in 1 con Alex Kidd, Altered Beast e Flicky. I collezionisti aborrano queste collection ma se pensate che con metà prezzo vi acaparrate ben quattro giochi (che vanno dal capolavoro al decente) per me il gioco vale la candela. Discorso diverso ovviamente se acquistate una bella Repro che come sempre viaggia sui 5€ solo cartuccia e 10-15€ con custodia. Nel caso di Gunstar Heroes la repro è un ottima soluzione, tanto pure il gioco di base non permette i salvataggi, ergo risparmiate e godete.
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Concludendo:

La treasure, come già annunciato, ci regalò molto presto altre perle di rara bellezza per il 16bit Sega, ma la prima volta non si scorda mai, soprattutto quando si entra in scena con tanto carisma. Un must have per i possessori di Megadrive che a mio avviso supera tranquillamente pure Sonic. Fate voi!
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Citazione

Quando un uomo coi risvoltini incontra un tizio monocromatico pure nel nome, l’uomo coi risvoltini è un uomo morto!

(Starfox Mulder su Hypster di merda)

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