The Retro-Files #6

Periferiche inutili ed altre cose da cui ve ne dovete scappare. (di Starfox Mulder)

Siamo nell’epoca della VR gente (virtual reality per i non avvezzi) e ce la stan vendendo in tutti i modi possibili come una figata. Prima di proseguire, dato soprattutto il tono sprezzante ed offensivo che terrò per il resto dell’articolo, ci tengo a mettere le mani avanti: per me la VR …

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Grazie ragioniere.

Potrei dilungarmi sul fatto che costa quanto una console nuova (nel migliore dei casi), che l’esperienza sarà pure nuova ma sono pronto a scommettere che vi romperete tutti le balle in un niente e tornerete al buon vecchio pad + Tv, che….ma non voglio parlarvi della VR, bensì di tutte le altre periferiche inutili e costose uscite negli anni per le retro-console.

Si potrebbe iniziare ora e non finire più, quindi va da se che questo articolo verterà solo su alcune periferiche specifiche. Alcune celeberrime (nonostante l’infamia che le precede), altre veri e propri culti per collezionisti masochisti. Niente sigla stavolta, ma un bel filmato ve lo puppate tranquilli!

Sega Activator

Come non cominciare con il precursore del Kinect? Periferica inutile chiama periferica inutile e la Sega era avanti (o indietro) come pochi. Una pedana con dei sensori ai lati, venduta a 150$ quindi all’incirca il costo della console di riferimento, il sempiterno Megadrive. L’accrocchio serviva a percepire i movimenti del corpo del giocatore come fosse lui stesso il sostituto delle comunemente utilizzate mani e la pedana il vero pad. Se ci si muoveva all’indietro il personaggio si abbassava, avanti saltava, a destra avanzava verso destra ed a sinistra avanzava verso sinistra. Oltre alle quattro direzioni c’era anche la simulazione dei tasti A, B, C e Start, muovendosi nelle quattro diagonali. Vi sembra un’idea scomoda? Lo era . L’unico gioco studiato intorno all’Activator fu Eternal Champions ma non state manco a pensare che l’esperienza fosse davvero immersiva. Stancante, impreciso, stupido…come il kinect appunto. Per veri masochisti va comunque detto che il prodotto fu inizialmente ben recensito (perché la stampa complice esiste da sempre) e veniva spacciato come un utile controller per picchiaduro sia ad incontri come street fighter o mortal kombat, che a scorrimento come street of rage.

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Come vibrar d’una molla, mi vien la tremarella ballando il surf…

Aura Interactor

Questo marchingenio mi ricorda tanto il VR dal fronte del marketing: immersività massima sto cazzo. Montarsi sulla schiena uno zainetto con subwooffer vibrante e casse mi parve un idea del menga già al lancio, eppure avevo torto. Un centinaio di dollari a pezzo per 400,000 pezzi venduti quanto fanno nelle casse della Aura? Esatto! I ragazzi ci videro lungo e seppero monetizzare ma ad oggi, a mio avviso, si rivelò una pataccata. Il sistema funzionava in questo modo: oltre a darci una parvenza di dolby surround dovuta alle casse dell’interactor, i suoni bassi provenienti dal videogame a cui stavamo giocando venivano convertiti in vibrazioni, donandoci una bella tremarella che suona una tumba muovendo le sue mani davanti a me ye yeah! Prendi un cazzotto da M.Bison? Tremi. Si avvicina il boss finale in Contra? Tremi! Applicate questo assioma un po’ a tutto e pensatelo sia per megadrive che per snes poi ditemi se l’idea non vi stanca prima ancora di esservelo messo in spalla.

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Aggiungete altro cane! (cit.)

I controller programmabili con mille tasti

Ammazza quanto andavano di moda all’epoca! C’erano presso che per ogni console e la sostanza era sempre la stessa: più tasti più divertimento…o almeno così si pensava. Riguardandola oggi, la scena dei controller dell’epoca era piuttosto buffa dato che una marea di giochi per le console a 16 o 32 bit richiedevano uno o due tasti per essere giocati (esclusi ovviamente i picchiaduro) ma li si giocava comunque con pad a 4, 6, 8 tasti. Il risultato era che la metà dei tasti non servivano o venivano impiegati per eseguire lo stesso comando del tasto a fianco. Ciò nonostante sti benedetti pulsanti sembravano non bastare mai ed ecco che vennero fuori questi accrocchi utilizzabili per registrare delle combinazioni di comandi. Per come la vedo io non sono mai serviti a nulla se non magari ai giocatori scarsi, quelli che compravano le riviste solo per la pagina dei cheats.

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E voi vi lamentate che il vostro smartphone ha una telecamera scarsa…

Gameboy Printer ed Handyboy

Qui si potrebbe aprire una parentesi infinita. Il primo mitico portatile Nintendo era una calamita per le (calamità) periferiche inutili e volendo avrei potuto parlare solo di lui in questo articolo ma a conti fatti mi son detto: piglia le due peggiori e sputa giusto su quelle! Per cominciare il gameboy printer, stampante collegabile al nostro portatile dallo schermo verde sia per stampare determinate immagini di gioco (ma solo per quella manciata di titoli che lo supportavano) che per collegarsi con la GameboyCam con cui scattare foto agli amici. Vi immaginate i risultati? Siete sicuramente troppo ottimisti. La resa faceva così schifo che nel migliore delle ipotesi ricordava quelle fotine adesive che ci si faceva con gli amici nei centri commerciali per poi attaccarle ovunque…ma in bianco e nero. Un affarone!

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Gameboy digievolve in stronzata.

L’handyboy invece era un bignami di tutti gli accrocchi inutili. Lente per ingrandire lo schermo, luce per il gioco notturno (che come tutte le luci per console portatili faceva riflesso e rendeva impossibile giocare), casse extra e sovra-joystick, cosa poteva chiedere di più uno sfigato? La portatilità del gameboy veniva messa seriamente in discussione da questa periferica che inoltre aggiungeva consumi extra (montava batterie sue) ed una scomodità da provare per credere.

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Vieni con me se vuoi vivere..di retrogaming.

R.O.B.

Non so quanta voglia io abbia di parlar male di questo robottino, in fondo era figlio dei suoi tempi e spesso venduto in bundle con il Nes. Inutile? Abbastanza, in fondo era previsto che funzionasse solo con due titoli: Stack-Up e Gyromite, nessuno dei due particolarmente bello e rigiocabile a volerla dir tutta. Precisato ciò, a me R.O.B. piace, mi ricorda Numero 5, gli anni 80, l’ingenuità più spensierata…nulla che lo renda più utile di un soprammobile comunque.

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Contrattura lombare in 3..2..1..

Roll & Rocker

Giunti a questo punto avrete notato che la maggior parte delle periferiche extra sono dei controller e questa pedana non fa eccezione. Un immagine che dice tutto e le battute si sprecano: “ahahah giochi con i piedi”, verissimo, sfido voi ad essere competitivi quanto giocando con un pad alla mano. Tutte le funzioni del gamepad venivano simulate da sta minchiata ed esclusi i giochi di skateboard non mi viene davvero in mente un motivo abbastanza scemo per cui comprarlo. Per Nes, ad un centinaio di verdoni.

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Nulla da aggiungere a questa immagine.

U-Force

Forse la mia periferica inutile preferita. Qualcuno di voi sa cos’è un Theremin? In realtà neanch’io ma so che mia sorella Bruno lo suona e che ci han fatto la sigla di Star Trek. In pratica toccando l’aria intorno all’apparecchio è possibile far uscire dei suoni con cui comporre musica. I musicisti seri ci fanno delle cose incredibili, ma li vorrei vedere a finire Super Mario 2 (Lost Level da noi) muovendo l’idraulico italiano con l’U-Force. In pratica toccate l’aria simulando tutte le possibilità del gamepad e vi apprestate alla più grande sequenza di bestemmie che un controller vi abbia mai donato prima d’ora. Anch’esso Nintendo Nes, anch’esso 100 cucuzze nel WC.

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No ragazzi, del power globe mi rifiuto di parlare! Era così pop che persino macho man…

Conclusione

Siamo arrivati alla fine e lo so che ne avreste volute ancora ma qui si ride e si scherza mentre c’è gente che ste cose le ha comprate, barattando ore di sudato lavoro per ottenere solo derisione imperitura, ad una certa tocca smetterla di infierire sul cadavere.

Cosa si può imparare di più importante dal passato se non ad evitare di ripetere gli stessi errori? Chiedetevelo quando starete per spendere l’equivalente del mio affitto mensile per un casco che manco vi proteggerebbe dagli schiaffi che vi farei dare da Mystical Tango se vi avessi davanti al momento dell’acquisto.

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Voi siete qui!

BONUS:

Lo metto? Non lo metto? Fino all’ultimo mi sono chiesto (interrogando pure i colleghi) se parlare di questa “meraviglia” ed alla fine mi son detto “Sì dai, se la meritano tutta!”. Signore e Signori: l’Atari Mindlink!

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CI CONTROLLANO CON IL PENSIERO!!!1!111!!!!

Un vero e proprio controller per Atari 2600 capace, nelle dichiarazioni dell’azienda, di permettere all’usufruitore di controllare i giochi col pensiero. Di fatto un controller ad infrarossi che percepiva i movimenti anche minimi della testa e li interpretava come segnali di movimento per il personaggio sullo schermo. Impreciso fino al ridicolo, buffo ma soprattutto rimasto un mero prototipo per due ottimi motivi: il crollo del mercato videoludico e la parodistica presentazione alla fiera dell’elettronica dell’epoca in cui gli stessi espositori non seppero farlo funzionare. Comunque l’idea era fighissima.

starfox

 

 

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