Willow

Ricky Cunningham che fa i film da cui poi fanno i videogiochi… (belli).

Quando il nostro Ricky Cunningham riesce a scrollarsi di dosso il bisogno di tirare in mezzo Fonzie ogni volta che si trova nei casini, decide di fare il regista. È cresciuto Ricky. Ok, invecchiato. Male…
Però fa dei bei film.
Uno di questi è stato Willow. Ma io devo parlarvi del gioco. A noi ci piace l’interazione. Non ci piace solo spiaggiarci sul divano con una 66cl. e vegetare per due ore. No? Ci piace pensare e sudare. Forse.

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Trama

Per non ripetersi nella trama, a Capcom decidono di affrontare una storia diversa da quella del film.
Nel gioco, Bavmorda and Fin Raziel sono due spiriti messaggeri con il dono della magia. Sono state inviate sulla terra (non chiedetemi da chi, queste sono complotterie di cui si occupa il sempreVostro Star Fox Mulder) a difendere laggggente.
A Bavmorda però, forse incazzata con i suoi per il nome di merda che gli han dato, gli scatta la viulenza. Non le basta più difendere lagggente. La vuole dominare proprio. Le parte l’embolo insomma. Comincia a dire che il mondo è suo e tutte ste zuzzerie quà.
E niente… Willow, che è un contadino, un Nelwyn e un apprendista stregone (non chiamatelo nano che si impermalisce…) parte assieme a Fin Raziel con l’intento di fermare la sete di potere di Bavmorda.
Come dite? Perché non è stato scelto un giovine virgulto impavido dalla spada facile per salvare il mondo, invece che un nano? C’è sempre la volpe incravattata che potraà rispondervi.

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Gameplay

Classico RPG con visuale a tre quarti e combattimenti action.
Sulla via per il castello, il nostro incontrerà svariati personaggi, che in cambio di un piccolo aiuto gli riveleranno informazioni o gli insegneranno incantesimi diversi per poter proseguire nell’avventura. Man mano che si procede nel gioco, saremo in grado di far crescere Willow e equipaggiarlo con spade sempre più potenti e magie sempre più efficaci.

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Grafica e sonoro

La grafica è molto ben dettagliata, soprattutto nei primi piani sui personaggi mentre sono coinvolti in una conversazione. Una nota negativa si può dare ai dungeon che non differiscono troppo l’uno dall’altro se non nelle gradazioni di colore. A colmare questa lacuna però entra in campo il fattore “minchia quanti cattivoni colorati che ci sono”… che non è poco. Nota di merito anche ai combattimenti nelle foreste. Quando willow incontra un nemico, inizia una raffica di vento che muoverà piante e alberi dando vita ad un effetto davvero suggestivo, che non andrà ad intaccare minimamente le prestazioni del gioco.

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Longevità

Per portarlo a termine occorrerano circa 10 ore. Non è un esagerazione, ma hey… è Willow, non Zelda. Prendetelo come un piacevole riempitivo tra un RPG tripla A e l’altro.

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Reperibilità / Come cacchio ci gioco?!

Diciamo che dovreste essere proprio fan sfegatati del film per comprarvi la cartuccia oggi.
Parte dai 35 per una cartuccia senza custodia fino ad arrivare a 150. Per quanto mi piaccia, per me sta li dov’è.

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Conclusioni

Se avete finito The Legend of Zelda: A Link to the Past e vi sentite orfani di un rpg action come si deve, questo è quello che fa per voi. Storia avvincente, sistema di combattimento ottimo e semplice allo stesso tempo. Ah, se volete, prima guardatevi il film, che merita.

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Mystical Tango

tango

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