DRAGON QUEST V: LA SPOSA DEL DESTINO

How i met your mother? (di Starfox Mulder)

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A voi Son Gohan e famiglia ipotetica (se sceglierete il mio stesso percorso).

Eccoci quest’oggi a recensire il miglior Dragon Quest di sempre!

Come? Cazzo dici? Ma secondo me il migliore è il (tirare un dado a dieci faccia e sostenere con forza il risultato ottenuto)! Non me ne frega niente popolo, io vi dico la mia e soprattutto la motiverò per tutto l’articolo. Il primo Dragon quest è il gioco che ha dato origine al genere dei japan role playing game (JRPG da ora in avanti) un sottogenere della categoria ruolistica che ha spopolato a tal punto nella terra del sol levante da generare saghe lunghissime capaci di far capolino su una marea di console da metà anni 80 ad oggi. Le caratteristiche del genere non le starò ad elencare io, mi sa che ci penserà uno dei miei colleghi nei prossimi giorni, ma di sicuro i combattimenti a turni e per altro frequentissimi stanno tra i minimi comun denominatori generici. DQ5 non fa eccezione, ma lo si perdona facile poiché qui la trama è fichissima ed il gameplay pure di più. SIGLA!

Trama

L’ho dichiarata figa ed ora vi spiego perché. All’inizio del gioco il nostro protagonista non ha un nome, decidetelo voi per lui, ma ha almeno un padre che assomiglia parecchio a Mister Satan di Dragonball ma con un acconciatura migliore. Pancrazio prende il figlio di 6-8 anni e lo porta a spasso per il mondo noto poichè pare che qualcuno ce l’abbia con lui per non si sa bene quale motivo. Conosceremo Bianca, una bambina coetanea e futura potenziale moglie, i primi dungeon e soprattutto faremo la conoscenza di un enigmatico tizio in tutto e per tutto simile a noi ma con qualche anno in più sul groppone. Il primo capitolo finisce con papà Pancrazio (presto sulle vostre tavole grazie a Mulino Bianco) morto e voi schiavizzati come il Conan di Milius. Flashforward, passano dieci anni e siete dei giovani adulti fisicati ed incazzatissimi con il malvagio che vi ha rovinato l’età dei brufoli sbattendovi a muovere una macina ma, colpo di scena, finalmente riuscite a fuggire. Qui finisce la zona tutorial (per come una volta si intendevano i tutorial, sia chiaro) e il gioco si fa duro quindi smetterò di spoilerare e vi invito a scoprire da soli ciò che accadrà facendo comunque presente i punti salienti che hanno reso unico sto titolone.

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Innanzitutto sappiate da subito che ci sarà un ulteriore flashforward tra il secondo (il più corposo dei capitoli) e l’ultimo ma che nel mezzo avremo modo di trovare la moglie che fa da sottotitolo all’opera, scegliendo tra un rooster di tre squinzie (nei remake) o solo due nel titolo originale. Le ragazze in questione son tutte gnocche (strano) ma rappresentano archetipi differenti: la bella riservata, l’amica d’infanzia e la vamp cagacazzi.

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Il mappone del mondo. Pronti alla musica che cambia eee….TAC: incontro casuale!

Dal momento che l’ultima citata (Deborah, con l’H) non c’era nel rooster originale per snes e che per sceglierla dovete essere dei Paolo Brosio in sapore di martirio, stiamo sul classico e buona notte ai remake. Detto ciò le variazioni alla trama sono poche dal momento che i figli (coprotagonisti dell’ultimo capitolo del gioco) son sempre uguali ma almeno il vostro team famigliare avrà una guerriera, una maga o una chierica a seguito, in base alla moglie scelta.

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Remake per DS, ma vi perdoniamo se lo giocate così.

Gameplay

Tutto quel che i classici ci hanno abituato a trovare qui c’è. Visuale dall’alto, incontri casuali, città con taverne, venditori d’armi, d’oggettistica, sottoquest, eccetera eccetera. La vera forza del gioco sta nell’essere un proto-pockemon. Oh yesss, avete sentito bene. Nel corso del gioco oltre ai personaggi che la trama vi permetterà di utilizzare (per lo più il protagonista + amici o famigliari) ci sarà la possibilità di catturare mostri ed addestrarli per combattere al vostro fianco. Se nelle prime fasi questa opzione si rivelerà poco valida poiché raramente i mostri vi appariranno davvero competitivi, aspettate di arrivare ad alti livelli e catturare Slime Knight o Golem. Fino ad 8 mostrazzi da tenere contemporaneamente con voi. Ben 80 collezionabili e piazzabili nel recinto di casa vostra per essere recuperati all’occorrenza. Pikachu non sei nessuno.

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Oh guarda, mio figlio è un super sayan!

Grafica e Sonoro

Qualcuno ha detto Akira Toriyama? Ci ho volutamente girato intorno dall’inizio con riferimenti piuttosto ovvi ma diciamolo a chiare lettere: il progenitore di Dragonball scorre forte in tutta la saga di Dragonquest. L’artista addetto alla creazione del characters design era proprio lui e come tale beccatevi i capelli cotonati e le bambinette paffutelle che crescono tutte gnocche. Il sonoro a sua volta è parecchio ispirato, con musichette sempre piacevoli ed avvincenti, specie negli incontri. Tutto efficacissimo e se proprio vi va di giocarci su uno dei suoi vari remake per stavolta possiamo perdonarvi.

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Quando arrivo io pure lo Re si leva e mi lascia sedere.

Longevità

Il gioco è luuuungo. Ma a renderlo decisamente più duraturo ci si mette anche il meccanismo di raccolta mostri, il livello della lotteria verso la fine del gioco ed il sempiterno desiderio di far livellare i vari personaggi fino al massimo per alcuni maniaci del Mastering. Decine di ore di gioco e non sentirle.

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La grafica originale continua a vendersela benone.

Reperibilità/Come cacchio ci gioco?

Come ve la cavate col giapponese? No perché io ho fatto il figo ma non ne capisco nulla e giocarci nella sua versione originale per snes richiede una conoscenza discreta della materia. L’alternativa è la versione per Nintendo DS o smartphone (IOS e Android is the same), tradotte in italiano da Artepiazza e distribuite a pochissimi euro. Ma quando dico pochissimi intendo proprio pochi pochi. Forse il gioco più economico recensito da me medesimo fino ad oggi dato che con 5/10€ vi portate a casa la versione nuova e completa se puntate alla cartuccia per il portatile a doppio schermo Nintendo e spendete pure meno sugli store online dei citati smartphone. Se invece volete fare i puristi e far girare il tutto su Super Famicom la situazione non è comunque tragica, anzi, con meno di 20€ fate tranquillamente tutto. Un must.

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Dragonball (a sinistra), Dragonball Z (a destra)

Concludendo

Ribadisco: il miglior Dragon Quest di sempre. Già questo vi dovrebbe bastare ma se ci aggiungiamo il fatto che la trama ha saputo coinvolgermi pur nella sua infantile genuinità e la longevità sta alle stelle, questo è il jrpg che state cercando se avete tanto tempo da dedicarci o vi va un esperienza di quelle lunghe ed appaganti. Fatelo vostro!

starfox

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