Gekibo: Gekisha Boy (1992)

Papi quotidiani (di Bionic Cummenda)

photocover

L’estate sta arrivando e i Bit-elloni si preparano per la prova scostume con il rumble pak bello gonfio e bene in vista sotto l’immancabile Speedo. Per le very important persons come noi andare in spiaggia non è solo il modo migliore per visionare in anteprima l’arredamento delle mandrille in villeggiatura, ma anche l’occasione per farsi immortalare in posa plastica con la mano sul b-side della ex-velina di Bobone ed esibire il tutto sui paginoni doppi di Novella 2000. Il paparazzo è sempre in agguato pronto a riempire la celluloide di cellulite, e non vede l’ora di sorprendere le chiappe chiare della ministra che se la fa col Premier o il ritocchino stile Guernica sul faccione struccato della stilista con poco stile. Ma non temete: per tutti gli scatti che rischiano di farvi finire su Cafonal c’è sempre Fabrizio, l’uomo che ha scardinato l’Italia del vizio, pronto a salvare la vostra già precaria dignità con la sua Onlus per la difesa del buon costume. In tempi non sospetti il cinema ha celebrato la figura del paparazzo come antieroe moderno nella Dolce Vita del nostro vitellone riminese preferito, l’omaggio del mondo videoludico arriva invece grazie al mai troppo osannato PC Engine e al suo “Gekibo: Gekisha Boy”, conosciuto nel volgare occidente come Photo Boy. E anche lui sta con Fabrizio.

Sigla!

 

Trama

Il nostro protagonista è David Goldman, interpretato da un ossigenatissimo Enrico Papi. Davide è un inguaribile guardone che decide di iscriversi alla scuola di fotografia di Los Angeles, godendosi i privilegi universitari del pendolare che spesso e volentieri rimane incastrato in metropolitana tra i gonfissimi airbags plasticati delle cougar di Californication.

Metrosexual
Metrosexual

Ma non tutto è silicone e delizia, improvvisamente Papi si ritrova orfano dopo l’incidente aereo dei suoi genitori e senza più i soldi del papi è costretto a lasciare gli studi. Ecco che entra in gioco la Onlus di Lele Mora, che decide di offrire al giovane voyeur un lavoro come paparazzo d’assalto. In cambio di 8 foto compromettenti Papi potrà laurearsi e comprarsi quel pezzo di carta grazie a Lele il Filantropo e ai suoi ingenti e non sempre dichiarati redditi.

disgusto
Facciamo lo sgup!

 

Gameplay 7,5

Comprarsi la laurea è cosa seria e David dovrà guadagnarsela superando 8 stages a scorrimento orizzontale coatto. Il paparazzo, si sa, è sempre vittima di discriminazioni e lungo il percorso gli verranno scagliati addosso innumerevoli oggetti affilati e contundenti che il nostro Papi potrà evitare solo saltando o utilizzando la sua inaffidabile macchina fotografica. In ogni livello sarà necessario raggiungere il punteggio traguardo scattando foto ai soggetti più assurdi: UFO che fanno salire il cospirazionismo al nostro Starfox, incidenti automobilistici e aerei (è così che sono morti i genitori di David, COINCIDENZE??!?),  fino ad arrivare a risse con le lame, impiccagioni e nudisti erranti.

nudismo
Would you fuck me? I’d fuck me.

Le foto più compromettenti regaleranno a David rullini extra da utilizzare lungo il percorso, insieme ad altri power-up che aumenteranno la grandezza dell’obiettivo e la sua velocità di spostamento sullo schermo. Ma solo portando a casa lo sgup richiesto da Lele si potrà passare al livello successivo, e per la copertina di Novella 2000 la LM Managements vuole solo il meglio: il matrimonio subacqueo di due pesci, un duello western da mezzogiorno di fuoco, la Gioconda in botta con la Bamba e addirittura la DeLorean di Doc Brown!

grande giove
“Grande Giove!”

 

Grafica 7 e Sonoro 6

Strano ma vero in Photo Boy c’è un po’ di Ritorno al Futuro, ma anche di Spiderman, Michael Jackson, E.T., Terminator e tutti gli altri paladini degli anni ’80. Ciascuno degli 8 stages nasconde una serie esaltante di easter eggs che oltre a far salire vertiginosamente i vostri punteggi vi faranno consumare drammaticamente lo Scottex per asciugare le lacrime del nostalgismo. Già dal secondo livello (il ghetto gangstah niggah, proprio lui) sarà possibile scorgere sui palazzi l’amichevole uomo ragno di quartiere mentre per le strade Terminator chiede indicazioni ai passanti sull’ubicazione di Sarah Connor.

terminegro
“Vieni con me, se vuoi ridere”

La spirale di demenzialità è inarrestabile e il PC Engine fa il suo sporco lavoro per rendere il tutto gradevole e stuzzicante per il vostro cinismo. La crudeltà è ovunque, amplificata dall’assurdità del level design che vi porterà sul fondale marino, al luna park difettoso, al cimitero infestato fino ad arrivare al canyon western con tanto di scotennamento in diretta per il povero Trinità.

scalpore
Scalpore

Il sonoro purtroppo non è assolutamente all’altezza della fama indiscussa di Papi come Tricche Tracche di Sarabanda. Non ci sentiamo di segnalare nessun motivetto in particolare, quindi abbiamo deciso di suggerirvi un pezzo fastidiosamente celebrativo per il vostro after sulla spiaggia del Malindi, dedicato a tutti quelli che la indovinano con una.

Mooseca!

 

Longevità 6,5

Facile facile, ma non fatevi prendere troppo la mano dall’autoscatto perché i rullini finiscono alla svelta e Lele vi metterà sul conto anche quella Kodak Usa e Getta che vi è rimasta nel marsupio dal 1992.

mjackson
“Aww!”

 

Reperibilità / Come cacchio ci gioco?!

Solo versione giapponese per Gekisha Boy, che non troverete a meno di 100 mila lire. Ma non siamo qui per dare consigli per gli acquisti ai macachi, quindi ocio all’indice Nikkei.

chiappe
Di ritmo sotto il sole e belle donne, dell’Adriatico!

 

Concludendo

Fabrizio è ora ostaggio dello Stato, ma se le cose con i Paparazzi vanno male tenete sempre a mente il suo testamento politico dettato in tribunale, dove insegnava al PM come ci si comporta a Lugano e raccontava le gesta di una fanciulla scostumata alle prese con il Joystick di Adriano.

“Che è in tiro in questo caso.”

cummenda

2 pensieri su “Gekibo: Gekisha Boy (1992)

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