Micro Machines (1991)

Non provatelo in autostrada! (di Winona Raiden)

Nel 1991 le Micro Machines andavano alla grande. Talmente alla grande che ne possedevi anche se non le avevi comprate: io per esempio trovai il camion dei carabinieri nell’orto della mia casa a Beverly Hills.

Tale era il successo delle mini automobili che la Hasbro decise di affidare alla Codemasters il compito di realizzare un videogioco tutto su di loro e battere il ferro finché era caldo: il risultato fu che di videogames ne venne pubblicata una serie, di cui gli ultimi pochi anni fa (quindi non ci interessano) e la maggior parte molto apprezzati!

Il primo, il capostipite, si chiama semplicemente “Micro Machines” ed ebbe una copertura notevole: fu reso disponibile per Amiga, CD-i, Game Boy, Game Gear, Sega Mega Drive, Sega Master System, NES e Super Nintendo. Praticamente un’epidemia!

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Puteeeenzaaa!

TRAMA

Non c’è nessuna trama, neanche accennata per sbaglio, ma giocando un po’ di fantasia potreste inventarvela: ad esempio potreste immaginare che gli avversari siano i vostri colleghi di lavoro stronzi e che finalmente li state umiliando come mai osereste fare nella vita reale!

GAMEPLAY

MM (che in questo caso non sta per Marilyn Manson) è ovviamente un racing game il cui scopo è quello di vincere le gare e sbeffeggiare gli avversari in lacrime.

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Hey, ho detto che NON sta per Marilyn Manson! E neanche per Mickey Mouse

Il giocatore può scegliere tra 10 personaggi, equamente ispirati a diverse etnie: altrettanto equamente, sono tutti ridicoli.
Scegliere questo o quel pilota però non è solo una questione di simpatia, visto che ognuno di loro ha delle caratteristiche di guida, che vanno dalla velocità con cui viaggiano all’abilità nel tenere la strada.
Allo stesso modo, fate attenzione agli antagonisti che scegliete: meglio mettere subito in gara quelli più pericolosi, lasciando gli altri per i livelli finali. Infatti, i personaggi che perdono 3 corse consecutive vengono eliminati dal gioco e sostituiti. Tenete presente però che i livelli sono di difficoltà crescente, quindi anche se lasciate gli omini più sfigati per ultimi questo non significa avere la vittoria in tasca.

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Ve l’avevo detto che sono strani

Ah già, la regola delle 3 eliminazioni vale anche per voi! Paura?
In compenso, vincendo 3 corse consecutive si accede ad un livello extra a tempo e concludendo il percorso si otterrà una vita. Questo è l’unico modo di aggiudicarsi nuove vite e non è così scontato: infatti, spezzando la combo di tripla vittoria, si perdono non solo ups ma anche la possibilità di accedere al livello bonus! Attenzione quindi, perché ritrovarsi fuori dai giochi è un attimo.
Veniamo ora al succo: come sono strutturate le gare?
La modalità “sfida” del giocatore singolo ne prevede 24, suddivise in 8 ambientazioni che affronteremo in maniera alternata per 3 volte. Chiaramente quando ricapita la stessa location la difficoltà aumenta, gli ostacoli sono più frequenti e i percorsi più lunghi. Ad ogni livello completato collezioniamo una macchinina nella teca che appare sulla schermata: l’obiettivo finale è quello di riempirla con tutti i modelli di Micro Machines.

teca
Alcuni tipi di automobili si rivelano particolarmente divertenti durante il gioco e utili per sbarazzarsi dei nemici: potete bombardarli col carrarmato o punzecchiarli col temibile “warrior”!
Il giocatore singolo può anche cimentarsi nella modalità “testa a testa”: in questo caso i due piloti cominciano la partita con 4 punti a testa, guadagnandone uno ogni volta che distanziano l’avversario al punto da escluderlo dall’inquadratura. Il primo che raggiunge 8 punti vince.
Questo genere di sfida è utile anche per esercitarsi a maneggiare il veicolo e imparare i percorsi, ma è meno divertente della gara classica, visto che la faccenda viene interrotta spesso.
La parte in double player è purtroppo quella più debole del gioco, proprio perché, sia scegliendo il torneo che la corsa singola, il meccanismo è sempre quello a punti. È vero che con un po’ di allenamento diventerà sempre più difficile distanziarsi, ma sono convinta che la corsa classica sia sempre la più intrigante!
Per quanto riguarda la difficoltà, Micro Machines non è certo un gioco inaffrontabile: bisogna soprattutto imparare a sfruttare le scorciatoie (non troppo, altrimenti venite penalizzati) e capire che non è spingendo a 1000 sull’acceleratore che si vincerà, soprattutto nei percorsi in cui c’è la possibilità di cadere di sotto (si veda il paragrafo “Grafica & Sonoro”). Se non avete le doti di coordinazione e precisione proprie dei ninja vi ci vorrà un po’ di allenamento per destreggiarvi al comando di queste piccole schegge e farle correre sulle superfici più strette.
Sì, è probabile che qua e là vi verrà voglia di lanciare il joypad ma non desistete!

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Quando si dice “fare i salti di gioia”

GRAFICA & SONORO

O meglio, sonoro & grafica. Sì, perché comincerei da quest’ultimo mettendoci subito una pietra sopra. Non è che sia riuscito male, è che molto probabilmente la direzione ha deciso di non dedicargli particolare importanza. Durante le gare si sente solo il rumore dei motori e spesso crederete che le casse della vostra tv\computer\quel che è stiano funzionando male, tipo quando lasciate un jack inserito a metà.
Gli stacchetti che si sentono tra un livello e l’altro sono buffi ma sempre uguali e non particolarmente notevoli: in fin dei conti il suono che dà più soddisfazione è il “tududu” quando si vince un testa a testa!
Molto meglio invece la grafica: le ambientazioni dei circuiti sono ricavate da scene di vita quotidiana, come la vasca da bagno, i banchi di scuola, il giardino, la tavola imbandita per la colazione… ovviamente in linea col fatto che le Micro Machines, essendo micro, possono sfrecciare ovunque. In quest’ottica i righelli diventano ponti e le scatole di cereali ostacoli da saltare servendosi del formaggio come rampa di lancio!
Il tutto è iper colorato, zero sfumature e linee scure e definite, quasi come un cartone animato.

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Invading your privacy

LONGEVITÁ

Il torneo in single player non dura una vita, un’oretta circa senza perdere nessuna gara. Chiaramente è improbabile che già ai primi tentativi si riesca ad arrivare in fondo così facilmente (o forse no, dipende quanto siete nerd e quanto siete abili col racing) per cui i tempi si allungano e cresce la voglia di riprovarci per fare progressi.
C’è poi la possibilità di sfidarsi con gli amici, che rende Micro Machines più versatile e adatto a un pomeriggio in compagnia. Purtroppo si può giocare solo in due alla volta ma ehi, se siete di più potete sempre organizzare un torneo a coppie!

REPERIBILITÁ/COME CACCHIO CI GIOCO

Spulciando nell’usato e su celeberrimi siti di vendita come Ebay o Amazon si trovano parecchi annunci per Micro Machines, soprattutto per Game Boy ma sono sicura di aver visto anche un’offerta ragionevole per la versione Amiga, con tanto di scatola e manuale. Altrimenti c’è quella cosa che inizia con “emu” e finisce con “lazione” ma non so bene in cosa consista.

CONCLUDENDO

Se siete stati fan delle buffe automobiline non potete non recuperarlo. Se pensate che i giochi “di macchine” siano grigi e noiosi provatelo e scoprirete che possono essere molto più divertenti di così!

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Ecco, era lui il camion che ho trovato!

CITAZIONE

“Anche meglio della Formula 1” Nelson Piquet

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