NON E’ LA RAIDEN #10: SPECIALE GREZZO2

Non è la raiden

Uè Animali! Un demoscopico Cummenda vi saluta con un ciao ciao bambina dal petalosissimo palco dell’Ariston in Sanremo. Anche quest’anno ci sentiamo di dire grazie dei fiori per il puntuale ritorno della kermesse canora che come suo solito fallisce nell’impresa di giustificare con le deludenti esibizioni dei BIG l’ingiusto canone RAI, unitosi ora in tag team all’insopportabile bolletta ENEL. Noi, che siamo cresciuti a Mulino Bianco e Letterine tra i messaggi promozionali delle reti Fininvest, non possiamo che sperare nell’insorgenza della sordità precoce per combattere a suon di Amplifon le reiterate proposte stonate delle glorie Sanremesi del passato, che oggi sembrano improprie come il NES Mini che si esibisce sul palcoscenico dell’Auchan fingendo di essere il Nintendo Entertainment System. Ci sono tutti: il banale d’autore di Paola Turci in odor di purghe Erdoganiane, Fiorella Mia Noia, Masini e le sue ansie e Albano col bypass messo a dura prova dalle zinne Saratoga della Lecciso.

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Brokeback MontaAlbano

Febbraio è il mese di San Valentino, della musica banale e del nazionalpopolare fuori luogo come l’inno dell’Italia cantato fuori tempo dagli Azzurri, quindi noi vogliamo dedicare un gestaccio d’amore a chi invece rappresenta con fierezza questa triste Seconda Repubblica, combinando un gusto musicale degno di Freak Antoni alla devozione incondizionata verso tutti i santi e i patroni della televisione pubblica e privata che è stata per tutti noi magistra vitae. Forse in amore le rose non s’usano più e forse neanche i cioccolatini umbri, ma non importa: oltre ai Baci Perugina e agli omicidi erasmus Perugia si distingue anche come capitale italiana del retrogaming e del cattivo gusto d’autore, la più alta forma di arte contemporanea per chi come noi vede in Carlo Vanzina l’erede spirituale di Fritz Lang. Mandate a letto i bambini e non dimenticate di dire una preghiera recitando rutti e citazioni di Germano Mosconi, questo è il tributo Bit-ellonico alla killer application frantumabuchidelculo del retrogioco italiano. Non è la Raiden vi presenta la risposta politicamente scurrile a Sanremo, ascoltate i concorrenti cliccando sui titoli dei capitoli di questa Sarabanda di recensione. Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio, canta Grezzo2!

bollino-rosso-300x285ATTENZIONE! QUESTA RUBRICA CONTIENE OGNI GENERE DI IMPUDICIZIA. ASTENERSI DALLA LETTURA MINORI, MINORATI, BIGOTTI, BIGATTI E BIGAZZI.

2012: L’APOCALISSEI-SEI-SEI DEL TUBO CATODICO

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E’ il natale del 2012, l’anno della fine del mondo previsto dagli alieni che bramano di esplorare il sottocoda di Starfox Mulder con le loro sonde sproporzionate. Un metallaro di Perugia della drughissima band Karashow, ispirato da un’overdose di Latte+, decide di favorire la nascita dell’Anticristo ingravidando gli WAD di DOOM2 con una allstarsbukkake alla quale contribuiscono donatori di seme dai nomi importanti: Duca Nukem l’erotomane, Blood il feticista del Lines Seta Ali e Brutal DOOM, lo stupratore del codice seriale e compagno di merende di Svastichella.

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E’ la genesi di Grezzo2, una magica avventura che fa da seguito all’inesistente Grezzo1 e che scatena un Ragnarok di sangue e bestemmie FPS a reti unificate contro tutto il palinsesto televisivo, il buon gusto, la CEI, il governo di coalizione e Comunione e Liberazione. Il tutto ideato e sottoscritto dalla Giochi Penosi, extremeware house che dimostra di non star certo lì a pettinar le bambole lasciandole così vittime delle doppie punte e della forfora, costringendole poi a diventare delle attiviste videoludiche per la liberalizzazione e la diffusione delle droghe pesanti.

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Dosaggio Promozionale.

SBOTTONA A CAZZO SULLA TASTIERA PER GIOCA’!

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L’ho inventato io!

 L’invito di Grezzo2 è irrinunciabile come quello dell’esosissima entreneuse che ti aspetta in posa plastica nella posizione della mandrilla, pronta a stapparti la bottiglia di Franciacorta usando come cavatappi il risultato del suo ultimo sbiancamento anale. Bollicine e meteorismo definiscono il clima che permea tutta l’atmosfera di Grezzo2 dove l’eccesso di sangue, budella, umiliazioni e bestemmioni fa da sfondo a una vera e propria Profana Commedia tra le viscere della storia della televisione. Un sulfureo Pippo Baudo ci introduce alla schermata iniziale, dove potremo scegliere tra diversi livelli di difficoltà che spaziano tra “Sei n’ Tonto”, “Maglial’ che casino” e il Morandiano “Mangia la merda”, perché si può osare di più senza essere eroi.

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Ma chie dentro la Capuoccia? L’ breccion del Tevere?

Superato lo scoglio rappresentato da queste decisioni tremende sarà Frate Matteo Montesi ad accusarci di essere vittime dell’egoismo personale e dello scupaggio, ma noi carni bastarde e corpi putrefatti non possiamo fare altro che sfogare la nostra impudicizia contro Gesù e tutti gli anziani presenti all’appello, colpevoli di continuare a erodere impunemente le casse dell’INPS con la loro improduttività. E’ il momento di risistemare il bilancio previdenziale rimuovendo un po’ di vecchiacci a suon di Frantumabuchidelculo, la prima arma automatica che sarà protagonista di un vero e proprio massacro senile tra le panche della messa delle 7.30.

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Sta busta de piscio.

Il tutto si conclude con uno scontro diretto con Gesù 3, il Dio con il cuore di un robot anni ’80 che tenterà di decapitarci con le sindoni rotanti e riportare il nostro 8×1000 alla chiesa Cattolica minacciandoci con il suo crocifisso cosmico. Salviamo il nostro 740 accendendo il Diavulo dell’evasione fiscale che è in noi per rispedirgli tutto indietro come un boomerang leopardato, sparando a tempo con i subwoofer della Cristoteca e danzando con le aspiranti promesse spose vestite di bianco, che non vedono l’ora di concedere il loro ultimo slot rimasto illibato al joystick del loro futuro marito in Gesù. Finchè avrò respiro fino a quando tu vorrai, all night long!

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Tanto tempo fa, in una provincia non troppo lontana…

LAST CHRISTMAS I GIVE YOU MY FART

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E anche questo Natale… se lo semo ciaccato sulle palle!

Dopo tutto sto Bataclan torniamo a Casa Vianello accompagnati dalla musica degli Wham, che ci riempie di ambiguità sulla nostra identità sessuale. Fortunatamente George Michael ha avuto il buon gusto di morire proprio a Natale salvando così la nostra inscalfibile virilità.

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Ques’anno di sicuro il presepe non si farà, ma ci vengono suggerite ottime alternative all’intrattenimento intelligente come martellarci ripetutamente le palle o giocare al Super Nintendo con Somari, una versione asinina di Super Mario Bros. resa in un 3D superbo e con Barney il T-Rex al posto di Bowser. Ed ecco che la nostra virilità viene nuovamente messa in discussione.

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Ron JereMario usa sempre Toadstoll per ingrandire le sue dimensioni artistiche.

Giusto il tempo per un’ultima panoramica del nostro monolocale in subaffitto, arredato con i pentacoli di GG Allin e le foto delle irresistibili Killer Stars di Perugia, ed ecco che capita qualcosa di imprevedibile: il nostro protagonista subisce la vendetta dei gesuiti e muore male crivellato da uno sciame di crocifissi che inneggiano alle parabole che ci hanno fatto tanto male durante gli anni del Catechismo. Ma sarà già Game Over?

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Erica e Omar, Amanda Knox. Nel vostro nome splenderò.

 

DAL TEATRO PURGATORI IN ROMA, IL MAURIZIO CONSTANFO SHOW

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Raggiungi la cima del toppo per venire giudicato.

La nostra anima viene accompagnata nell’oltretomba dal pianoforte di Franco Bracardi e del suo capolavoro “Se Penso a Te”, e noi non riusciamo a pensare a una colonna sonora più elegante di questa per la fine dell’esistenza umana. Ma il sipario non si apre sul palcoscenico del Teatro Parioli bensì sulla vallata che precede il monte del Purgatorio, e noi non abbiamo né la bandana né la bamba del Pirata per riuscire a portarci a casa il Gran Premio della Montagna. La scalata sarà lunga e frustrante, con tutti gli angeli in colonna pronti a sbatterci di sotto con una pit fatality che ci costringerà a ricominciare tutto daccapo, mentre la nostra impresa escatologica verrà sostenuta da un altro scatologico promemoria morandiano che ci ricorderà che solo uno su mille ce la fa. Ma quanto è dura sta salita!

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Bellissimo è quassù, ma come al solito l’uomo l’ha trasformato…ad un’adunanza di frogi.

Dopo esserci fatti largo a mitragliate tra una doppia fila indiana di morti viventi che neanche sul raccordo Casa del Cancro-Bocca di Ade saremo finalmente al cospetto di Dio incarnatosi nelle carni incancrenite di Matteo Montesi, che ci darà vergogna ricordandoci che non possiamo andare in Paradiso se conduciamo sta vita ‘chi demmerda. Siamo di fronte a un bivio: possiamo buccà drento il cancello e fuggire dalle lodi a Gesù di Mattè o mettere in discussione la verginità della Madonna bombardando Dio con il nostro SpiccaAngeli. Te ficco un deto tell’occhio, HAI CAPITO?!

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Cullati dal Demonio!

MUSIC IS THE SHOW, WITH SORRISI SUPERSTAR

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Problemi di cuore? Ecco la nuova arma: i baffi del Dottor Stranamore!

L’inno di Sorrisi e Canzoni ci esalta e al solo pensiero del Telegatto resuscitiamo risvegliandoci nel sepolcro di Alberto Castagna, costruito con i rottami del camper di Stranamore. Il cimitero zombie è spudoratamente copiato da Blood, con la differenza che qui i nonmorti e le pecore scoreggione usciranno dalle cripte di Gigi Sabani e dei coniugi Vianello.

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I nostri unici alleati saranno il Direttore Fede vestito da Federale e la barba e la noia di Sandra e Raimondo, che potremo ingraziarci sacrificando dei poveracci in loro nome bucandoli col forcone o smanacciandoci lo sbirulino e affogandoli nella borra che tanto piace all’Antonella.

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Sacrifica sto poveraccio a Sandra e Raimondo.

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Colpo di scena, amici ascoltatori!

Gira la ruota e il Rischiatutto più inaffrontabile ci aspetta nel mausoleo che custodisce l’Arci-Lich trafugato di Mike Bongiornestein, potentissimo Führer del Telequiz e oscuro signore di tutti gli zombie nazisti che marciano sulla sigla di Heidi e sul turbofolk da Oktoberfest.

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Sieg Heidi!

Riusciremo a resistere a tutto questo Mein Kampf solo grazie alle frequenze salvifiche di Radio Maria, capaci di far dimettere tutto il Ministero della Propaganda dei pelliccioni Annabella ricacciando così Tele Mike nella sua Ruota della Sfortuna della Reincarnazione fatta di Perde, Passa e Paperissime sugli uccelli e sulla f_ga. Vuoi comprare una vocale?

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Allegria!

QUANT’È BELLA LA CAPPELLA

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Kamehameh-amen!!!

Del dich’io che voi fa. Voi fa na festa, to chi drento. Quando chiude, stasera, inculamo un po’ de vino, chiamam quattro troie e mettem un po’ de musica bona.

Quella voglia che mi è presa l’altro giorno che ero in chiesa, ma quel prete mi fissava per davvero sparecchiando i buoni propositi iniziali impugnando il suo bel cero. Pronti a schivare le skizzate di acqua poco santa del suo aspersorio e a rispondere al fuoco toccandola piano con lo Sparabombeatomiche e la Kamehameha, che fa salire la libidine del Maestro Muten fino a farlo starnutire sangue mentre la Beatissima soffre di un attacco improvviso di mestruazioni dagli occhi.

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Il ritorno dello Jedi

Ocio però che c’è chi ha lasciato mille lire per Padre Pio nella cassetta delle offerte evocando così i santini volanti e mugugnanti dello Jedi di Pietralcina, che ci attaccherà sfruttando il miracolo dell’obiquità permettendogli di trovarsi contemporaneamente sull’altare, sul confessionale, nel letto della perpetua e sugli scaffali della Standa. Cantiamo in coro con Gigione e Jo Donatello e diciamo insieme: grazie Padre Pio!

PRENDI QUESTA MANO, ZINGARA!

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Sei come la mia moto.

In città è arrivato il circo. È il giorno delle zingarate e ne approfittiamo rubando una bella Harley al benzinaio più vicino, mentre El Burgéz protesta inveendo contro le palandrane del cazzo e il ninjitsu del Burka. Ma il jihaidismo è l’ultimo dei nostri problemi: animali setolosi e mostri misteriosi sono fuggiti dal gabbio e hanno messo a ferro e fuoco la città facendo bordello e, per non fare certo la figura dei coglioni, imbracciando il lanciafiamme per dar fuoco alla banca Etruria, emblema della ricchezza sputtanata. Improvvisamente in lontananza una strana figura si alza, è uno gnomo armato di ascia!

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Immagini eccezionali riprese da due giovani escursionisti.

Questa creatura terrificante comincia a inseguirci tra le siepi dove si imboscano conigli mannari e putanùn che si struggono per non aver mai assaggiato il liquido seminale di un prete. L’unica via di fuga è attraverso l’enorme tendone del Circo Orfei, luogo pieno di insidie circensi tra le quali dovremo destreggiarci come dei trapezisti pirotecnici, schivando l’esame delle urine dei molestissimi pagliacci obesi nudi mentre raccattiamo l’arsenale necessario per lo scontro al centro della pista. Moira Orfei si manifesta in tutta la sua pachidermica e truccatissima tracotanza, mentre scimmie urlanti come Richard Benson ci suggeriscono di diluire le nostre droghe. Ma non è questo il giorno: una bella tirata di bonga, una excalibur in endovena e si ristabilisce il primato del Soglio Petrino a colpi di LanciaRatzinger!

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Ti devi spaventareeeeee!

GIM CH’è BULO, GIM CH’è BULO

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Il Papa era gay e adesso sta con la CEI.

Ci siamo, la strada di ritorno verso Perugia rappresenta sicuramente il momento di massimo patriottismo per il nostro protagonista, che viene accolto in stazione da un barbone che sfoggia un cartello con la citazione paoliniana “Il papa è gay”. Si parte a bordo di un mezzo a rotaia trainato a fune che nun n’en treno ne n’postale, n’arsomiglia tan biroccio, noto a tutti i perugini per i suoi rumoracci e la sua lentezza che ci costringerà a dover correre attraverso i vagoni mentre uno spietato countdown sarà il nostro memento mori in sovraimpressione.

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Vorrei la minchia nera!

A ostacolare la nostra avanzata troveremo pozze acide dove galleggiano le teste ossigenate di Solange, dittatori subsahariani con mitra rotanti comprati di contrabbando dai nazisti di Wolfenstein e infine il cyborg televisivo di Amadeus, che tenterà di diseredarci con le sue domande impertinenti accompagnate da una reazione a catena di esplosioni. Gliele suoneremo in playback come al Festivalbar mandandolo a far compagnia alle Meteore, mentre tutta Perugia canta in coro il suo omaggio al n’novo mezzo de trasporto: gim ch’è bulo gim, gim ch’è bulo è proprio na gran n’venzione. Chi la fatta n’è n’coglione, l’hon chiamèt’ Minimetrò!

PORCODIO A PERUGIA

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Libidine!

Dice il Filosofo: con un’opera d’arte bisogna tenere il comportamento che si ha con un gran signore: mettervisi di fronte e aspettare che ci dica qualcosa. In questo caso quello che Grezzo2 ci dice è un grosso bestemmione e noi, che possiamo dare lezioni di signorilità anche a Luca Cordero, abbiamo voluto lasciare uncensored il turpiloquio che fa da titolo alla modalità free roaming di distruzione di massa ambientata nello stage finale di Perugia.

paniccia
Satto! L’arte è una cosa seria, molto seria. Non se lo prende sotto gamba.

A differenza del Sindaco di Firenze, che per un certo periodo ha rivestito la carica di controfigura del Presidente del Consiglio, noi non stiamo certo qui a inscatolare le zinne e le verghe della romanitas Capitolina pur di non offendere l’Ayatollah a digiuno di educazione sessuale. Giochi Penosi ci aveva avvisati e per il gran finale è previsto un combattimento all’ultima dose contro l’Anticristo nemesi di tutta la musica suonata bene: il Blasco. Armato di cannone sparasiringhe tenterà di renderci sieropositivi con raffiche di “Ehhhh già!!!”, “La la la la la la la” e strofe biascicate con il Rewind. L’unica soluzione finale a questo scempio è la pulizia etnica accompagnata dalle sinfonie wagneriane di Scatman World, una bella cura disintossicante a base di piombo, uranio e plutonio per tutti i Vascolizzati e il loro cirrotico Komandante. Sorridete Vascolisti, questa volta gli spari sopra sono per voi!

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Voglio una vita maleducata!

Mentre si celebra la parata della vittoria a bordo del Minimetrò, il Presidente della Giochi Penosi telefona al nostro protagonista ponendo fine a tutta la magica avventura con uno stoico gesto di nichilismo e autodistruzione della sua stessa creatura. Riportiamo testualmente il contenuto dell’intercettazione telefonica registrata negli archivi storici retroludici alla sezione “il più grezzo Game Over di tutti i tempi” :

“Scolta, io me so rotto i coglioni, el giochìn finisce tu qui. Si te va bene, mei cusì. Sinnò me ne frega proprio un cazzo guarda. Per me te poi anche ammazzà, anzi perché n’ t’amazzi Dio Maiale?”

suicide
Game Overdose.

Ma sarà finita davvero così? Scopritelo cliccando col dito medio sul faccione del Beato Paolo Brosio e collegatevi al sito di Giochi Penosi per scaricare la vostra versione pirata di Grezzo2.

brosio
Super Smash Brosio

E chissà se dopo tutta sta vita spericolata poi ci troveremo come le star, a bere del whisky sul pulmino DLC diretto a Medjugorje. E non smettete mai di accendere un Lanciaratzinger per Gesù, pregando per un mondo senza gay.

“See you later!”

cummenda

2 pensieri su “NON E’ LA RAIDEN #10: SPECIALE GREZZO2

  1. Pingback: Sabrina (1988) – I bit-elloni

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