ALADDIN (Megadrive)

Di Jasmine m’importa una Sega sai, ma fatta bene! (di Starfox Mulder)

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Lo so cosa state per dire: “le battute con la Sega hanno rotto le balle”. Ok ok, avete ragione, ma questa è davvero fatta bene. Quando si parla di Console Wars ci sono due o tre momenti particolarmente “quotati” dal relatore di turno e tra questi c’è Aladdin. Perchè? Perchè uscì in contemporanea su entrambe le 16 bit rivali e per motivi a noi del tutto ignoti questa versione era una figata mentre quella per Snes era Meeeh! Ma molto Meeeeh. Del tipo che alla terza partita lo relegavate all’ennesimo titolo su licenza fatto un po’ per tirar su soldi. Grafica sontuosa, per carità, ma lento nelle meccaniche e decisamente poco entusiasmante nel gameplay. Nella versione Sega invece ci fu il sorpasso qualitativo.

Come mai? Cos’ha di tanto fico sto titolo? Ve lo dico fra un po’, intanto beccatevi la colonna sonora funesta: SIGLA!

(Vai Giggi)

Trama

“Napoli è miiiiaaaaa….”.

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Che comunque non si discosta poi tanto dalla vita di Scampia.

Scusate, c’era il presobenismo dovuto all’interpretazione corale del quarterback e la capo cheerleader partenopei. La trama la potete immaginare se avete visto il film della Disney: Aladdin è un ladruncolo di Agrabah che gira con una scimmia per tirar su due soldi (ogni riferimento a Bonolis e Laurenti è puramente casuale) quando viene a conoscenza del fatto che la figlia del sultano è ricca, gnocca e pronta a buttarsi tra le sue braccia. Tutto bellissimo, non fosse che Jafar, lo stregone di corte, non ci sta assolutamente a vedersi scappare via un eventuale dote multimilionaria. Manco farlo apposta, Jafar scopre dell’esistenza di una lampada magica capace di evocare “quel gran genio del mio amico” (da ora in poi QGGDMA), un tizio troppo giusto che come Mr. Wolf risolve problemi. Peccato che per impadronirsi della lampada gli serva proprio il nostro Paolo…ehm, Aladdin. Il resto ve lo guardate in vhs, perchè sì, sono retro anche nei consigli di fruibilità mediatica. Nel videogame invece il nostro si troverà a dover affrontare una serie di livelli che partiranno dalle strade di Agrabah, fino al Palazzo del Sultano, col chiaro intento di portare a casa la vita e la pupa. Ce la farà? Dipende da voi: come ve la cavate con i platform?

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Prince of Persia non ti temo.

Gameplay

Un bel platform di quelli solidi come solo la “Disney Bene” sapeva fare. I tre tasti del paddone megadrive vengono sfruttati sapientemente in stile Castle of Illusion: Tirare mele (A), Tirar di spada (B), Saltare (C) e giù a trotterellare ovunque grazie alla croce direzionale, con lo Start relegato al solito a mera funzione di pausa. Tutto easy, tutto immediato. Lungo il percorso potremo raccogliere Gemme, utili da barattare con vite extra o continue una volta raggiunto il mercante di turno, Mele Extra o power up vari, tra cui il faccione di QGGDMA, utile a fine livello per partecipare ad una lotteria con ricchi premi. Cosa rende questo gioco degno di svettare sopra gli altri? Un ritmo veloce e fluido, capace di mantenere il giocatore sempre sull’attenti. Un level design ispirato che, complice l’assenza di un timer, ci motiverà a fare ricerche in lungo ed in largo al fine di scovare i vari power up nascosti.

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Liane inamidate.

Aladdin si muove con disinvoltura, saltando in lungo e in largo, arrampicandosi su corde e liane, facendo surf sul tappeto volante come un novello silver surfer delle dune, il tutto con un ritmo davvero intenso. Per farla breve: sto gioco è divertente sempre, ogni volta che lo inserirete nella vostra scatoletta nera marchiata Sega. Arriverete presto a fregarvene della bella da salvare (da cui il titolo), preferendo godervi ogni singola scelta che gli sviluppatori han pensato per il vostro puro godimento a 16 bit.

Grafica & Sonoro

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Vi garantisco che non l’ho fatta io…

Non abbiamo un titolo Snes, non possiamo fornirci di tutta quella potenza audio/video. Eppure…siam riusciti comunque a fare meglio. Aladdin è animato alla perfezione, come tutto ciò che si muove su schermo, dai fondali ai nemici. Sembra di essere in un cartone della Disney vero e proprio restandone incantati ogni volta. Dal punto di vista dei Tie-In qui si è sicuramente raggiunto lo stato dell’arte ed il sonoro non è da meno. Musiche digitalizzate tratte dalla ottima colonna sonora del lungometraggio sapranno deliziarvi con ben 20 brani differenti pronti ad alternarsi in ogni stage, bonus stage o siparietto con cui il gioco saprà deliziarci. Very good!

Longevità

Quando si parla di un platform in cui non è possibile salvare, va da se che il gioco non possa richiedere troppo tempo per essere portato a termine. Una volta appresi tutti i passaggi da far fare al nostro eroe potrete terminare l’avventura in un oretta o poco più, ma non illudetevi: ce ne vorranno di prove prima.

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“Vai piano, vola basso e schiva le rocce!” (consiglio che mio padre mi dava sin da piccolo)

Il gioco si presenta discretamente ostico, anche per i giocatori più bravini. Alcune sequenza richiedono precisione millimetrica per non ricominciare il livello da capo, e sebbene le gemme ci forniscano di una costante scorta di vite extra o continue, comunque il game over ci capiterà eccome di vederlo prima di esser diventati abbastanza bravi ed esperti da completare tutto l’ambaradan. Anche una volta finito sappiate sin da ora che la voglia di giocarci non scemerà del tutto. Come quei bei classici intramontabili, ogni tanto lo vedrete far capolino dalla vostra collezione ed in una calda giornata estiva, sentendovi come Aladdin con l’afa di Agrabah, lo ritirerete fuori per mettere alla prova la vostra memoria. Com’è che si passava sto livello? AaaaaH!!!

Reperibilità/Come cacchio ci gioco

Completo, boxato ed in ottime condizioni potrà essere vostro per la modica cifra di 25€ compreso di spese di spedizioni. Aladdin è un gioco comune che seppe vendere assai bene sin da subito. Recuperarlo sarà una passeggiata, oltre che una goduria.

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Se tanto mi da tanto c’è un Topo antropomorfo che gira nudo da ste parti.

CONCLUDENDO

Aladdin è un platform coi controcazzi, reduce di una Disney che faceva titoloni a più non posso, soprattutto per la Service Game del compianto presidente Nakayama. In questo caso ci fu l’eclatante precedente di aver prodotto un titolo migliore in tutto, persino nel comparto tecnico, rispetto alla controparte per Super Nes. L’unico motivo per cui non farlo vostro è l’eventualità in cui il genere proprio vi schifi.

Ed ora cantante con me:

“Napoli è miiiiaaaaa….”.

(Cit. Giggi in overdose da titoli Megadrive)

starfox

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