NON E’ LA RAIDEN #12

Uè Animali. Sì, avete letto bene: uè animali. Non c’è nulla di esclamativo nel nostro saluto e state pur tranquilli che Scherzi a Parte è finito due giorni fa dopo il ricovero di Marco Balestri, vittima di una cena punitiva di sushi che l’ha lasciato con una dose di mercurio in corpo così esosa da far sembrare Paracelso e il T1000 due diabetici. Animali, questo siete, bestie inferocite che per decenni hanno divorato, dilaniato e debuggato ogni sorta di pixel, sprite o poligono che si poneva di fronte alla vostra Fuga per la Vittoria verso il tanto celebrato record, un misero successo che alla fine non avevate neanche il coraggio di firmare lasciando sulla classifica un anonimo e vigliacchissimo “aaa”. E poco importava se quei pixel avevano la forma di possenti sovrani-tartaruga sputafuoco, geniali scienziati della robotica con il loro esercito di megauomini, vampiri millenari dal gusto raffinato alla ricerca di ottime annate di 0 negativo oppure fieri gorilla desiderosi di congiungersi con aristocratiche femmine di sapiens-sapiens con lo scopo di generare una nuova stirpe di macachi col pedigree. Li avete sbeffeggiati, chiamandoli con nomi umilianti come “mostro”, “villano”, “baghina di fine livello” o un ironico e sprezzante “Boss”, come se il ruolo di dirigente incarni di colpo una stigma sociale che l’animale proletario deve abbattere a tutti i costi a suon di laser, frustate, molotov di gusci koopa o cazzottoni kung fu. Sicuramente in mezzo a questa fossa comune di vittime retroludiche vi sarete dimenticati di chi si era preso per primo le slappe in faccia dai vostri due strozzini gemelli, quei Jimmy e Billy Lee che senza pietà si erano lasciati andare a osceni episodi di bullismo contro quel disgraziato calvo e con i baffi a manubrio, “colpevole” di farsi una corsetta sul tapis-roulant sulla cima dell’edificio alla fine del primo stage di Double Dragon.

Vittime del branco e dei Grammar-Nazi.

E anche se i due gemelli diversi hanno cercato condannare alla damnatio memoriae questo monumento vivente alla disfatta, tutta la bistrattata categoria dei villains non dimentica. Vogliamo dedicare questo aprile a loro, cominciando da chi per primo ha deciso di ribellarsi ai soprusi dei protagonisti scatenandosi in un’avventura di revisionismo retroludico per riscattare l’onore e il cattivo nome di tutti quelli che, come lui, sono stati pionieri della sconfitta: Abobo!

RAGE AGAINST THE ENTERTAINMENT SYSTEM

Ritorniamo al futuro nel 1985, anno dell’arrivo in Occidente del Nintendo Entertainment System. Il pargolo portò tanta gioia nei cuori di tutti i giocatori e tanti soldi che andavano a finanziare il sogno di mamma N di costruirsi quella villetta in Parco della Vittoria in provincia di Monopoli. Tanti VIP fecero fortuna sulle reti private di Nintendo, a spese di altre meteore che non ebbero la possibilità di far conoscere la loro storia e che fecero la fine di altri grandi talenti inespressi come Mauro Repetto o Lenticchia. Tutto questo fino ad ora…

Pronto per il coro dell’Antoniano.

La musica robodrammatica di Megaman ci presenta il grande protagonista della nostra disavventura: Abobo. Aggrappato alle corna vissute di quella musona della Statua della Libertà il nostro antieroe atterra sulle strade violente di Double Dragon pronto a togliere parecchi diritti umani e disumani a tutti i suoi avversari. Aboboy, il figlioccio di Abobo, viene rapito a scalciate nelle pelotas da un gruppo di mariuoli pagati a gettone da un misterioso mandante, scatenando così la tigna di Abobo.

Scendi dalla pianta, macaco!

Da subito si capisce che i rapitori hanno assoldato tutto il parco titoli Nintendo per fermare la sfunata di Abobone. Tra le prime vittime riconosciamo i miconoidi Goomba, quelle somare delle scimmie Kong, Alex di River City Ransom e la sua maglia della salute e infine gli infidi paparazzi di Spy vs Spy, due caccianasi al soldo di Papi e Lele Mora.

Abobo anti-spyware.

La lotta è durissima e tra uno sbudellamento e l’altro c’è tempo solo per una piccola sosta in Autogrill dove rifornirsi di un rigenerante Camogli farcito con la testa della Ransom Gal, la spendacciona del già citato River City Ransom che, dopo esser stata salvata dai due ganzi Alex e Ryan, se ne andava di corsa a recuperare le giornate perse dei Saldi invece di concedersi anima e colon ai due spavaldi salvatori.

Sindrome di Stoccolma livello Hannibal Lecter.

La prima manche di Double Drabobo si chiude con lo scontro finale tra Abobo e il suo vecchio datore di lavoro Willy, boss finale del primo Double Dragon nascosto sotto le mentite spoglie di Shooter Gavin, nome del rivale di Adam Sandler nel film “Un tipo imprevedibile”. E di imprevedibile c’è anche l’intervento di Billy Lee, vecchio rivale storico di Abobo che interviene con un proletario muletto e impala lo sparalesto Gavin proprio sul posto di lavoro al tapis roulant un tempo occupato da Abobo. Miracoli del Jobs Act.

Parcheggio Carico-Discarico.

IN FONDO AL MAR! IN FONDO AL MAR! TUTTA BAGNATA E’ MOLTO MEGLIO CREDI A ME!

Ogni Reazione, anche intestinale, ha le sue purghe.

Dopo aver festeggiato con un cocktail letale di Eterogelmina e Imodium, Abobo finisce giù per il tubo nello scarico del cesso. Il lavoro di quell’idraulico allucinogeno di Super Mario fa acqua da tutte le parti e Abobo si ritrova a sguazzare tra la mucillagine elettroshock proveniente dalle fogne mutanti delle Ninja Turtles.

Kombu-bunga!

Trasformato ormai in una creatura anfibia dal mutageno proteiforme di Shredder, Abobo può solo sconfiggere gli avversari ittici limonandoli duro con la sua lingua sproporzionata delle dimensioni di Yoshi Siffredi.

Puzzle Bubble-man.

Le dimensioni artistiche del nuovo natante tuttavia lasciano muta come una sogliola la bella sirenetta nascosta tra i menù multiselezione dei Goonies. Abobo potrà scegliere di farne un all-you-can-eat di uramaki, di vomitarle nell’acquario oppure di lucidarle le squame in cunnilingus speronandola poi con il suo U-Boot, una libidine da ventimila leghe sotto i mari che darà vita a una progenie di mostri marini da Cottolengo, così brutti da farli sembrare i figli illegittimi di quella trombona di Ursula.

Postumi dell’Aquafan con Ariel.

Nel kill counter del massacro ittico finisce anche un giovane squalo noto per aver fatto da controfigura alla più assurda scena di platform su sci-nautico della storia della televisione, quel Jump The Shark con protagonista nientemeno che Arthur Fonzarelli. La fine ingloriosa di questo martire dei pescecani scatena la furia di Big Daddy, uno squalo-laser fuggito dal set di Sharknado per vendicarsi di quel pescivendolo dalla lingua lunga di Abobo. Sarà quest’ultimo ad avere la meglio, trasformando il suo corpo in uno tsunami vivente così potente da sommergere il pesciolone del Laserdromo sotto un cumulo di macerie e mattoncini Tetris, sfilettandolo poi in una ricetta gourmet a base cataclismica così pregiata da competere con le indigestissime Lasagnes a‘ l’italienne: laser-sashimi a’ l’Abobò.

Blast the Shark.

URBAN LEGEND OF ZELDABOBO

RAAAAAAAAH-MAYA, ABOBO RAAAAH-MAYA!

Uscito dal tombino dopo aver sconfitto la urban legend dello squalo laser nelle fogne, Abobo si candida per il titolo di urban champion contro il baffo blu protagonista del primo beat’em up di casa Nintendo. Il pestaggio si compie tra le strade della periferia, dove sullo sfondo si intravedono nelle vetrine ottimi culatelli di mandrilla esposti al bordello-discount. Il piacere (e la libidine) di fare la spesa.

‘Nchia figa boh,cioè nel senso si fa bordello, cioè ci sta.

Una flawless victory annunciata per il kombattente di strada Abobo, che conclude il pestaggio con una sciampagneria di Fatality spruzzando sangue e bollicine su tutta la facciata del ristorante vicino e scagliando il cadavere del suo avversario contro la casalinga sbucata dal balcone per festeggiarlo, finendo per esplodere lei stessa in un fuoco d’artificio di frattaglie. No Friendship, No Mercy.

E adesso fammi la Fergality, testina!

Di nuovo giù nel tombino Abobo si fa crescere le orecchie da elfo vulcaniano e si perde subito nel dungeon di Zelda, un attacco di labirintite acuto che continua anche dopo aver trovato la mappa del sotterraneo dalla forma fallicamente familiare.

Mappa del c….

Tra porte segrete e grotte nascoste si finisce presto in un vicolo cieco, tragico evento senza uscita sottolineato dal tormentone di Toad che ci ricorda di aver sbagliato castello ancora una volta. E questa volta sarà l’ultima, è il momento di fargli esplodere quella testa da cappella con una salutare cannonata di Bullet Bill.

Uè funghetto, te lo do io Scherzi a Parte.

Finalmente il messaggero ci indica la strada e ci rivela il punto debole rappresentato dalla malattia che affligge il vecchiaccio pronto a sfidarci a fine livello: è vegano. Ringraziamo il messaggero con un taglio cesareo a freddo, un gesto d’amore per soddisfare il suo tanto covato desiderio di maternità.

Vecchi vegani odiano.

Lo scontro con l’anzianotto che consegnò a Link la spada del potere è insidiosissimo. Il minuto e gracile vecio si rivela essere un assiduo consumatore di pozioni di Mana rinvigorenti, fondamentali per aumentare le sue dimensioni in situazioni decisive come lo scontro con LinkAbobo e durante le scappatelle con la sua affamatissima coetanea: la Sora Lella. Abobo non gli farà mancare l’appetito ingozzandolo con una chilata di manzo OGM, che gonfierà il corpo del vegan matusa fino a farlo esplodere in una soyanese rigorosamente senza olio di palma.

Rovescio di Quarto Anteriore.

99 BLUT-BALLONS

Hyrulean Pie.

Dopo essersi mangiato un pezzo di Triforza scambiandola per una torta, il golosissimo Abobo si libera di un’indignata Zelda e della sua testa coronata, scendendo poi nelle profondità del dungeon dove incontra finalmente il suo Aboboy. Un momento così commovente da riempirci il joypad di lagrime.

Babbo, sono in botta!

La rimpatriata familiare tuttavia finisce  presto, sorprendentemente il faccione di Aboboy si trasforma nel brutto muso rettiliano di The Amazon, il campione di Pro Wrestling noto per la sua finisher di moccicate letali sulle orecchie degli avversari, copiata poi da Iron Mike Tyson con scarso successo.

Amazzoni: vinsero battaglie grazie alla loro f_ga.

The Amazon fugge via sul suo Jetpack e Abobo parte all’inseguimento del raganaccio affidandosi agli scoppiettanti palloncini di Balloon Fight. The Amazon si rivelerà un avversario invulnerabile e puntualmente si farà beffe degli inutili tentativi di pestaggio di Abobo con battutone degne delle migliori faide verbali dei saltimbanchi della WWF.

ABOBOMANIA IS RUNNING WILD

Mmm-mmm fe-no-me-na-le amici!

Il jetpack di Amazon è a corto di benzina e i due rivali precipitano sul Madison Square Garden, dove si sta tenendo la nuova edizione di Wrestlemania. Noti VIP videoludici stanno facendo la fila per entrare: riconosciamo Simon Belmont, Ninja Ryu, un addormentato Jason in compagnia del Gremlin e il Blob, che finalmente si è liberato di quella zavorra del Boy per poi rubargli i biglietti esclusivi per il Grandest Stage of Them All.

I cagnacci con la sgrigna non possono entrare.

Well amici sportivi e non sportivi, siamo arrivato al Main Event! Il combattimento tra Abobo e The Amazon si trasforma da subito in uno scontro senza esclusione di colpi e ci finisce in mezzo anche l’arbitro. Ultraviolence livello Kumitè, come ci viene ricordato dall’achievement in sovrimpressione.

Time out per noi.

Abobo ha la meglio grazie al run in dei campioni WWF, che si uniscono alla Royal Rumble travolgendo The Amazon con le loro finishers: la mossa per fare addormentare di Rowdy Piper, la Gorilla Press Drop di Ultimate Warrior, il “palo accompagnato” dell’Undertaker e infine la clamorosa Legdrop Of Doom di Hulk Hogan!

Whatcha Gonna Do Brother, When Hulkamania Runs Wild On You?

Il colpo di grazia lo sferra Abobo, che porta il suo Cosmo ai limiti estremi della Costellazione e vola in orbita portando con se The Amazon, raggiungendo la pienezza del Dragone. I due si schiantano di nuovo sul ring facendo esplodere tutta l’arena e aprendo un varco verso il laboratorio di robotica del Dr. Wily.

Fly Me To The Moon.

 

HASTA LA VISTA, MEGABOBO!

Tutina attillata, caschetto omologato dal Dr. Light e Mega Blaster di ordinanza per affrontare la discesa tra i letali laser del livello di Quickman presente su Megaman 2. Questa volta a sparare contro Megabobo saranno la Zapper e il Super Scope, che tenteranno di accopparlo come se fosse un’anatra di Duck Hunt per poi seppellirlo poi sotto una valanga di risate dell’odiosissimo cagnaccio da riporto.

Light Guns vs Mega Blaster.

Ad aspettare Megabobo alla fine dello stage questa volta c’è la sua controparte cyborg progettata dal Dr. Wily: Robobobo. La ribellione di Skynet colpisce ancora e Robobobo si sbarazza del suo creatore per affrontare Megabobo con la superiorità della tecnologia del T1000.

Il cannone di Megabobo demolisce il suo alter ego, che si accorge di esser stato assemblato con pezzi riciclati non dal T1000, bensì dal T-Max e dal Sapientino. Robobobo si ricorda così delle sue origini pedagogiche e fornisce a Megabobo la posizione definitiva di Aboboy, ovviamente nascosto in uno dei più insidiosi stage della storia Nintendo: la giungla di Contra.

Serviamo il numero T1000.

CONTRABOBO: FIRST BLOOD

Dopo gli occhialoni Terminator è il momento di indossare la fascia di Rambo e gettarsi a testa bassa nell’Apocalypse Now del proibitivo shoot’em up Konami. A opporsi alla guerriglia di Contrabobo ci saranno gli zombie di Ghosts ‘n Goblins, l’intransigenza di Robocop e il cervellotico Krang, che ben presto verrà spodestato dal grande antagonista di questo stage: il fantasmino aspiratutto Kirby!

Facciamo ballare tutto il Tecnodromo a ritmo di B52.

Forte della sua esperienza pluriennale tra le insidie del mercato multilevel, Kirby divorerà i suoi stessi colleghi per primeggiare nelle vendite e gonfiare il fatturato e il suo panzone a spese di Abobo. Non si ruba in casa del ladro, caro il mio fantasma da Notte Rosa! Tu sarai anche uno scippatore di copyrights ma noi possiamo sfruttare il leggendario cheat Konami e affrontarti con un esercito di vite illimitate!

Up, Up, Down, Down, Left, Right, Left, Right, B, A.

Non c’è niente di meglio che farsi una doccia sotto una vomitata di personaggi Nintendo rigurgitati fuori da quel copione di Kirby. Ultimo a uscire dalla sbrozzata è l’abbronzatissimo “Doc” Louis! Doc è lo storico allenatore di Little Mac, il campione di “Punch Out!” che strappò la cintura proprio a Mike Tyson.

OMG, I’m So Cute, I Puke Nintendo!

E qui arriva il colpo di scena: Little Mac si è montato la testa e ha sconfitto tutti i protagonisti Nintendo, lanciando la sua sfida finale ad Abobo e provocandolo con il rapimento di Aboboy. Gomblotto!

 

ABOBO VS. LITTLE MAC: WHO IS THE FINAL BOSS NOW?!

Dopo gli allenamenti di Doc Louis, Abobo è pronto ad affrontare lo scontro finale con Little Mac! La sfida è di quelle epiche, una vera e propria rivincita contro uno dei protagonisti più raccomandati e paraculi della storia videoludica. Abobo sfodererà i colpi degli avversari sconfitti da Little Mac, proprio come Kenshiro con la sua Trasmigrazione attraverso Satomi, il tastierista dei Bee Hive.

Per il Sacro Ramadan!

Ma l’avversario di Abobo è ormai un pugile senza scrupoli ed è disposto a calarsi un’overdose di power up pur di vincere, trasformandosi in un rivale indigesto tanto quanto il panino da cui prende il nome: Big Mac!

Big Mac: I’m Punchin’ It.

Chi di power up ferisce, di power up perisce. Anzi di Power Glove, il plug in definitivo per tutti i piccoli grandi maghi dei videogame. Abobo spazzerà via quel dopato di Big Mac lanciando la sua capoccia in orbita tra gli stage di tutti i più celebri giochi Nintendo. Chi è il più cattivo adesso, eh testina?

Siamo giunti alla fine di questo doveroso omaggio all’ignoratissimo e ignorantissimo Abobo, che può finalmente festeggiare con Aboboy sfogando tutto il suo disprezzo sui restanti protagonisti Nintendo e anche su di voi giocatori colpevoli di averlo umiliato per anni.

Whatcha gonna do when they come for you?

Cliccate sul faccione di Doc Louis, fatevi perdonare giocando al più grande tributo retroludico alla storia del Nes e ricordate: la prossima volta che dovrete inserire tre lettere per firmare i vostri record non spacciate le vostre scarse capacità con un rating finanziario di prestigio come la tripla A. Voi al massimo siete un BBB-, e se proprio dovete usare solo tre lettere per firmarvi almeno fatelo con quella tripletta che da sempre chiude con stile ed eleganza ogni frase, teorema e rubrica: T.A.C.!

“See you later!”

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