Resident Evil 3 – Nemesis

Di pupe e di mutanti (di Winona Raiden)

Oggi omaggerò il primo survival horror che abbia mai giocato, nonché il primo gioco con pupa protagonista da me mai giocato, nonché il mio primo survival horror con pupa protagonista.
Resident Evil Nemesis ha una fama che lo precede, soprattutto perché è da molti ritenuto l’ultimo episodio della saga che rispetti gli stilemi del survival, ancora ricco di enigmi che non troveremo nei successivi capitoli. Capitoli che comunque non ci interessano perché fanno parte della maledetta next gen quindi procediamo!

 nemesis, resident evil

TRAMA

Nemesis si svolge parallelamente agli avvenimenti di Resident Evil 2, anche se copre un lasso di tempo maggiore dato che inizia un giorno prima e finisce un giorno dopo. Qui vestiamo i panni di Jill Valentine, membro del corpo speciale S.T.A.R.S. che si trova a Raccoon City al momento del contagio. A Jill non frega niente di salvare nessuno, anzi il suo piano è puramente quello di sopravvivenza e fuga ma si troverà suo malgrado a diventare l’eroina della storia, fronteggiando il terribile mutante Nemesis e venendo a conoscenza del gombloddo tra gli USA e la Umbrella Corporation, responsabili della distruzione della cittadina attraverso emissione di scie chimiche … ah no scusate, erano zombie.

gombloddo, scie chimiche

GAMEPLAY

Com’è giusto che sia, il gameplay è la colonna portante della faccenda. Come già accennato controlliamo Jill, in una visuale in terza persona, e tramite lei esploriamo la città di Raccoon interagendo con l’ambiente per trovare munizioni, armi, erbe curative e quant’altro possa servirci.
Se ci fate caso il concetto di zombie cattivi che mangiano la carne VS erbe buone che ci curano è un chiaro messaggio subliminale pro-veganesimo.
Come già ci hanno insegnato i titoli precedenti è fondamentale decidere alla perfezione cosa portare con noi, dato che l’inventario è limitato e i bauli per depositare ciò che non ci serve non sono sempre dietro l’angolo. Fondamentale, per i meno esperti, salvare ogni qualvolta sia possibile per non rischiare di dover ripetere interi pezzi di gioco (eeeh lo so che troppi salvataggi abbassano il punteggio finale ma a quello penseremo poi).
Diventa ben presto necessario anche imparare a sparare come si deve, perché gli zombie arrivano a frotte e i proiettili un po’ meno: cerchiamo quindi di sprecare meno munizioni possibile e di sfruttare l’utilissima funzione di schivata, che ci permette di evitare all’ultimo di essere colpiti.
Oltre ai canonici zombie, cani zombie e corvacci vari ci troveremo in diversi frangenti ad affrontare Nemesis in persona, che per il resto del tempo si occuperà di farci cambiare più volte le mutande gridandoci “S.T.A.R.S.” nei momenti più inopportuni.

zombie, prete
Esempio di zombie canonico

La vera peculiarità di Resident Evil 3 riguarda la possibilità di fare delle scelte durante il gioco: ogni volta che incontriamo Nemesis, infatti, la schermata si bloccherà proponendoci 2 opzioni, che di solito variano tra affrontare il super mutante e trovare una scappatoia per evitarlo. Le decisioni che prendiamo influenzano leggermente anche lo svolgimento del gioco, dandoci la chance o meno di trovare i pezzi di un’arma molto potente.

Sono disponibili diverse difficoltà e qualche chicca come l’armadio di Jill, da cui poter cambiare il suo abbigliamento, e il minigioco The Mercenaries.

nemesis, bazooka
Simpatico rendez vous con Nemesis

GRAFICA & SONORO

Per essere un gioco della sua generazione la grafica è veramente al top. Certo, fa tenerezza vedere i personaggi che parlano senza aprire la bocca, ma all’epoca non ci si approcciava ai videogames con l’idea di vedere un film di animazione quindi zitti e muti e nessuno si lamentava.
Gli ambienti ad ogni modo sono resi alla perfezione e marci al punto giusto e, più in generale, trovo geniale come, anche grazie alla colonna sonora, siano riusciti a realizzare una sensazione di malinconia e degrado che attanagliano il giocatore, soprattutto nella prima fase, quando Jill esce e scopre in che condizioni versa la sua città.resident evil, nemesis

LONGEVITÁ

Vi rispondo senza esitazione: longevissimo (aggettivo coniato in questo momento, avvisate la Crusca)! Già solo la prima partita potrebbe prendervi un po’ di tempo, soprattutto in modalità difficile che è davvero difficile. Aggiungeteci poi il fatto che vi verrà sicuramente voglia di provare tutte le opzioni che si presentano durante lo svolgimento , che la storia non smette di appassionare e che è possibile sbloccare il minigioco Mercenaries:Operation Mad Jackal per sapere che, almeno una volta all’anno, vi tornerà la voglia di mettere mano a Resident Evil 3.

resident evil, nemesisREPERIBILITÁ/COME CACCHIO CI GIOCO

È abbastanza facile da trovare, non ve lo tirano dietro ma la versione PlayStation con 30€ circa la portate a casa. Ancora più economica la versione PC, ma attenzione: quella edita da XPlosive è priva della modalità Mercenari!

CONCLUDENDO

Sono particolarmente affezionata a questo gioco che mi ha aperto le porte del magico mondo survival e, pur non avendo dalla sua il merito di essere stato tra i primi del suo genere, lo ritengo un ottimo titolo carico di suspence, accattivante, dotato di enigmi mai scontati. Sicuramente da giocare almeno una volta nella vita!

Un pensiero su “Resident Evil 3 – Nemesis

  1. Nemesis è una bomba! L’ho giocato e rigiocato e finito un sacco di volte, anche se non sono riuscito mai a finire la modalità difficile. E ogni volta che ci rigioco, nonostante lo conosca a memoria, mi fa ancora colorare le mutande…

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