KiKi KaiKai – Pocky & Rocky 2 (1994)

Tanuki no Kintama: Il grande scroto del procione (di Bionic Cummenda)

L’elogio alla spropositata capienza delle dimensioni artistiche del canide dalla folta coda e dai gonfi testicoli non ha nulla a che vedere con i volgari scongiuri tipici delle nostre italiote terre, dove si tenta invano di esorcizzare la sfortuna con plateali gesti plastici sui genitali. Dalla scaramanzia andrologica ritualizzata in possenti strette di cojones (che farebbero rabbrividire perfino Johnny Cage) fino all’esclamazione proctologica che accompagna ogni colpo di fortuna con un’osanna ai ciapèt, questi riti alimentano quotidianamente la falsa speranza dell’animale proletario di guadagnarsi una fetta di successo grazie alla provvidenziale “botta de cùl”, illudendolo così di poter trasformare una vita indegna di essere vissuta come quella dell’indigente in un avvincente rally finanziario, dove derapare con arroganza tra le insidiose curve della deflazione fino all’ambito traguardo del Dominio Economico.

GNARI, FA MIA GIRA’ I TURUN!

Un noto wrestler, che condivide la religione analcolica della tripla X professata dal compianto Mystical Tango (RIP), affermava: “Luck is for Losers”. Noi ci crediamo, ed è preferibile dunque scegliersi i numi tutelari giusti piuttosto che fare le corna e le boccacce alla fortuna pur di ingraziarsela con improbabili Smorfie. La soluzione ancora una volta è l’Oriente e il titolo al varicocele si riferisce proprio al più fedele amico shintoista della donna e del denaro: il procione Tanuki, con le sue enormi sacche scrotali appese a tracolla come se fossero lo zaino dell’Invicta. Il Tanuki non è solo il miglior amico dell’uomo giapponese in carriera che vuole trasformare fraudolenti e poco chiari fogli di carta in sonanti monete da sacrificare al kami dell’indice Nikkei. L’impertrofia testicolare attira da sempre le ovvie attenzioni delle giovani sacerdotesse miko che, alla vista del Tasso col Prolasso, si scatenano nelle loro danze cerimoniali miko-mai per esorcizzare con uno shoot ’em up di briscole Ofuda tutto il “misterioso mondo dei fantasmi”, un luogo dal nome insidioso che in Giappone si pronuncia facendo lo stesso verso del cane (o del procione) bastonato: KiKi KaiKai!

Horā! Horā! Horā!

 

Trama

Guarda che Luna.

Festa del raccolto. Quest’anno, invece di invitare Maria e le sue piantine fumanti barely legal, l’organizzazione ha scelto di ospitare una nuova guest star dal nome ancora più stupefacente, e che veste alla marinara: Luna, Principessa Sailor dell’omonimo satellite arrivata sulla Terra con il suo seguito di conigliette escorts, così esose da far sciogliere nella salamoia anche quell’incastrato di Roger Rabbit.

KiKidnapped.

A guastare il festino arrivano gli Oni onanisti, demoni bigotti e strenui oppositori dei rituali di accoppiamento all night long tra le moonlight shadows della sottoveste di Madame Luna. A capo del comitato riunito sotto lo slogan “Vietato scopare” ecco comparire la demonessa Impy, vestita di una salopette gialla antisesso e con la permanente color lillà messa in piega dalla stessa parrucchiera di Satomi. I diavulacci rapiscono con un manolesto gioco di mano la Principessa Lunatica, eclissando così tutta la libidine al chiaro di luna.

Facciamo un TreSette?

E chi chiamerai? I Ghostbusters? Mistero? Malefix? Adam Camion? O forse le genderswappatissime e malriuscite Acchiappafantasme? Il Gozeriano ce ne scampi! Convocata dalle Shichi Fukujin, le Sette Divinità della Fortuna, ecco arrivare la nostra shinto-sacerdotessa miko Sayo-chan, pronta a svuotare il suo mazzo di carte spirituali Ofuda per fare il mazzo tanto ai rapitori Oni. Ad accompagnare la nostra cartomante c’è ovviamente Manuke, il Tanuki che di demoni ne ha piene le palle!

Ballbusters

 

Gameplay 9

Sottotitoli per analfabeti disfunzionali della ideogrammatica.

 KiKiKiTai, KiKiKaTai, KiKiTaKai, KiKiKaKi. Ma con un nome così assurdo, KiTi KaKa? Dalla sua uscita sui cabinati arcade nel 1986, KiKi KaiKai è stato pubblicizzato appioppandogli una supercazzola di nomi, fino a sconfinare nell’improbabile titolo occidentale Pocky & Rocky. Nonostante la drammatica crisi di identità, il titolo originariamente ideato da Hisaya Yabusaki per la Taito ha mantenuto nel corso degli anni la stessa formula vincente iniziale, ovvero quella dello shoot ’em up multidirezionale che si differenziava dagli sparatutto a scorrimento obbligato e coatto grazie alla completa libertà del giocatore di muoversi sulla mappa di gioco, prendendo in prestito lo stile liberty degli action RPG lanciati da Dragon Slayer e in seguito resi celebri dal leggendario Zelda.

C’eravamo tanto armati.

La versione in esame è la seconda incarnazione del franchise su Super Nes, sviluppata dagli sparalesti della Natsume e conosciuta in Occidente come Pocky & Rocky 2. In patria viene ricordato con l’evocativo titoloKiki KaiKai: Tsukiyo Soushi che, tradotto letteralmente, significa “gioco del nano con la maionese in testa di Austerlitz”, stesso nome che contraddistingueva il fil rouge di Mai dire Banzai. Nella trasmissione diretta da Beat Takeshi e commentata dai Gialappi era presente anche un altro noto gioco di violenza specista, battezzato come “Exctinction”. Ve lo riproponiamo proprio perché, oltre a farvi calare nella violenza virulenta e intrinseca presente in ogni aspetto della cultura giapponese, questo macabro tiro al bersaglio contro il WWF si svolgeva con in sottofondo la musica di Commando, ovvero il titolo Capcom precursore del genere sparaovunque dal quale nacque poi KiKi KaiKai.

Le Sette Divinità Fortunelle vi faranno da guru nell’ottimo tutorial iniziale, dove imparerete i trucchi da croupier mistico lanciando le carte Ofuda contro i mostracci yokai. Ma non è tutto: ogni sacerdotessa miko che si rispetti deve dimostrare di saper scopare duro sventolando a più non posso il vibrante Gohei, unico rimedio per scacciare l’isteria che affligge la nostra beata “vergine dell’altare” Sayo-chan.

Scopaggio antiproiettile.

Ad assisterla nell’eroica impresa di salvataggio della Principessa Luna ci saranno gli shinto-amici di sempre: la piccola bambina-ninja Shinobi, con i suoi shuriken a ripetizione e il suo coltellone tagliatutto Miracle Blade; il bomber-bonzo Takuan, con il suo rosario da 108 grani e le sue granate da 108 megatoni; infine Manuke, il metamorfico boss finale del primo KiKi KaiKai ora convertito alla nobile causa dello sparaduro dopo averci offerto come gesto di pace le sue palle d’acciaio.

Sake? Gelato flito?

Potrete dimostrare tutto il vostro affetto verso i fidati alleati abbracciandoli con il tasto R e scagliandoli senza pietà contro i nemici, evocando così i loro attacchi speciali che scateneranno un vero e proprio sengoku su tutto lo schermo di gioco. E non preoccupatevi, i vostri tirapiedi non si offenderanno di certo se li farete rimbalzare come il pachinko su tutte le coordinate dello stage. Anzi, faranno a slappe tra di loro pur di essere scelti come gregari, e saranno presenti sia come bot controllati dalla CPU, sia come veri personaggi giocanti da quel sacripante del Player 2.

Bonzo Costanzo invita gli ierrequieti ospiti del suo salotto a stare booooni.

 

Grafica 9 e sonoro 7

A me le ovaie!

Ipnotico come il pendolone del Trentalance che cattura lo sguardo della maga Grimilde, KiKi KaiKai vi stregherà con le sue apparizioni spettrali così sugoi da farvi schizzar fuori i flussi incrociati dallo zaino protonico. Ogni creatura delle leggende giapponesi sfila sulla coloratissima tavolozza di pixel scelta dai mangaka videoludici di Natsume. Ci sono le saltellanti tartarughe Kappa con la chierica stile San Giovanni Rotondo, ci sono i fuochi fatui Kamika da distruggere in serie per mandare il calore la nostra Sayo-chan con goderecci power-up e ci sono anche i piccoli fantasmini Ikiryo, con il loro corno della gelosia nascosto dietro il triangolino che ci esalta.

Schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme.

Ovviamente non mancano i giga-boss di fine livello come il Dio dell’Enel Raidenu, il cannibalesco Canimal e, naturalmente, la volpe a sette code Kitsune messaggera del kami Inari che, oltre a essere venerato dalle volpi dispettose e diffidenti come Starfox Mulder, è anche il patrono della fertilità, del riso Scotti, dell’agricoltura OGM, dell’industria e del successo terreno. Sincretizzando: libidine che non scuoce tra Coldiretti e Confindustria per il Dominio Economico. E questa non è un’opinione, è teologia: Filoramo is nothing!

Lupus? No, questi sono i shintomi del Kitsunetsuki.

E se vi prende la nostalgia per i vecchi shoot’em up ad avanzamento verticale che si fa? Si sale sulla locomotiva shinkansen formato drago Shenron e si va a estinguere le tigri volanti in un tripudio di velocità e puntualità da non far rimpiangere il Ventennio dello Shogun, Quando i treni e i dragoni arrivavano in orario.

La tigre e il vagone.

E ora sgrillettatevi il koto, titillatevi lo shamisen e prendete fiato per un profondo blowjob sullo shakuhachi. E’ il momento di pompare duro sulla cassa taiko per uno scatenato miko-mai da far roteare i gonnoni hakama. Tanzen!

 

Longevità 9

Senpai, montami!

KiKi KaiKai è multiplayer sempre e comunque, anche quando non volete rischiare di insozzare il secondo joypad con le sudicie dita del vostro amico Player 2 porzione singola. L’interazione con i personaggi controllati dalla CPU non vi farà mai sentire soli, specialmente se vi concentrerete nel ritrovamento di tutti gli alleati bonus di Sayo-chan, che comprendono tra gli altri un gundam multifunzionale, una cornacchia Tengu e un affascinante spaventapasseri sventrapassere.

Scaccerò anche i passeri, ma sono una calamita per le passere baby.

Ciascun compare vi permetterà di scoprire vie secondarie e segreti grazie a un dolorosissimo incantesimo di fu-sio-ne. Lanciando in aria il disgraziato e facendolo ricadere sulla vostra capoccia farete scattare una commozione cerebrale e cerebrolesa, che vi metterà a disposizione tutte le nuove abilità speciali del malscapocciato di turno rendendo l’esperienza di gioco sempre varia, dinamica ed emicranica.

Moment…Mooment… Mooomeent!

 

Reperibilità / come cacchio ci gioco?

Diffidate dalle imitazioni del Tanuki.

 Potete piegarvi alle inaccettabili condizioni del Piano Marshall sottomettendovi all’umiliazione di dover giocare la versione occidentale irrispettosamente rinominata come Pocky & Rocky, praticamente un minestrone tra Pokoto-Pokoto e Silvestro Stallone. Oppure potete opporvi all’insolenza dei gaijin e recuperare l’onorevole versione nipponica a partire da 2115763.06 yen. Tenno Heika KiKi KaiKai!

No Tengu Dinero!

 

Concludendo

Io scopo. FORTE.

 Un noto protagonista degli after sulla riviera, in preda a un delirio mistico di borghetti e vodka alla menta, affermava: m’attizza la Madonna. Noi preferiamo abbandonare le frequenze di Radio Maria shintonizzandoci sulla seducente spiritualità della donna nipponica tutta tempio e futon. Non esiste libidine più grande di poter imbarazzare la tradizionale e rigorosa sacerdotessa scandalizzandola con i nostri Tabù cinepanettonici, sfidandola poi a strip poker Ofuda e scoprire se sotto il gonnone rosso sia vestita solamente di una minigonna alla marinara e di rossi tacchi fiammanti come la caliente Sailor Mars. E se questo non basta a convertirvi alla religione Eminflex di Amaterasu, vi ricordiamo che tra i pochi comandamenti delle giovani miko c’è quello di dover rigorosamente tenere pulito il tempio, scopando a più non posso tutto il giorno. Itadakimasu! Gnam!

Citazione Haiku:

Tan Tan Tanuki no kintama wa

Kaze mo nai no ni

Bura bura bura

(“Del Tan Tan Tanuki le palle stan / Seppure il vento soffiando non sta / Girando girando girando.”)

 

2 pensieri su “KiKi KaiKai – Pocky & Rocky 2 (1994)

  1. Kiki kakazzo avrebbe detto di leggere una così figa recensione di kiki kaikai… Roba da far rabbrividire Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri. Grande Cummenda. Restando nel paese del sol Levante segnalo su rai 2 ogni lunedì in seconda serata “meglio tardi che mai”, piccolo “reality” che vede mandati allo sbaraglio in Giappone 4 supereroi del calibro di Claudio Lippi, Lando Buzzanca, Adriano Panatta e Edoardo Vianello… Con Tena Pants sempre in borsa e la certezza di non avere mai un’insicurezza. Apprezzerai, dagli un’occhiata. Saluti, Valerio.

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    1. Bionic Cummenda

      E allora facciamolo valere questo canone in bolletta, con il Lando bello maschio a intromettersi in maniera extraconiugale nella relazione tra Lippo Lippi e Cippa Lippa! Kyoto saba aranda a te, Valerio-san!

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