Toki (1989)

La scimmia è l’evoluzione dell’uomo  (di Winona Raiden)

Dicono che Toki sia uno dei videogames più difficili di sempre, come del resto hanno potuto verificare sul campo i fortunati frequentatori del Bit-Elloni Club. E cosa motiva un accanito videogiocatore più di un titolo particolarmente difficile? Ben poca roba, per cui proseguite con la lettura!

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TRAMA

Palesemente ispirata a “I Promessi Sposi”, Toki e Miho sono felicemente innamorati; lo stregone Vookimedlo, novello Don Rodrigo innamorato della bella ragazza, la fa rapire non dall’Innominato ma dall’invisibile gigante Bashtar, che si manifesta a noi solamente con le mani e i piedi, sufficienti a incuterci terrore e a farci passare qualsiasi voglia di correre a recuperare Miho. Non scoraggerà però Toki, che virtuoso come Renzo si destreggerà non in mezzo alla peste e a disonesti avvocati ma affronterà mostri e mostriciattoli per recuperare la sua bella. Tutto questo ovviamente sotto le sembianze di una scimmia, ché Vookimedlo le ha pensate tutte per cercare di metterlo fuori gioco!

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Palesemente ispirato a…

GAMEPLAY

Si tratta di un platform vecchio stampo: si procede, si salta, si spara. Sembrerebbe facile ma non lo è, perché il nostro Toki non può essere toccato da NULLA che lo circondi. Basta venire a contatto con qualsiasi cosa provenga dalle fila nemiche, che sia una scimmia zompante o una goccia di veleno del ragno: al primo  colpo Toki perderà una vita.
La faccenda si articola in 6 livelli, ognuno col suo boss finale: a giudicare dall’aspetto degli stessi sembra che gli sviluppatori del gioco abbiano fatto uno sforzo particolare per renderli più ripugnanti possibili, tra l’altro donando loro dei nomi degni dei più truci gruppi black metal (forse qualcuno ricorderà lo speciale sui migliori cattivi dei videogames).
I 6 stage sono tematici, si parte da una banale grotta per passare nientemeno che da una caverna infernale, a un palazzo di ghiaccio per poi giungere, infine, a una città-castello completamente dorata dove affronteremo Vookimedlo in persona (quasi sempre: esiste una versione in cui il boss finale è Bashtar).
La versione per Sega Megadrive è quasi un gioco a sé, in quanto pur rispettando la trama e le medesime ambientazioni propone dei livelli con percorsi quasi totalmente diversi, miniboss che diventano boss… insomma, una versione decisamente personalizzata.

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GRAFICA & SONORO

La grafica è quella che si confà a una scimmia sgraziata e macrocefala: molto poco kawaii e molta rudezza in queste ambientazioni grottesche e tribali, dai colori acidi, che ben realizzano l’universo Toki.
La mia parte preferita però è senz’altro la musica, che nella versione Amiga diventa una vera e propria colonna sonora che purtroppo non ho ritrovato negli altri porting: risentirla, dopo aver resuscitato la mia Amiga 500 con il prezioso aiuto di Starfox Mulder, è stata una vera pacchia per le orecchie, una sensazione che aspettavo di riprovare da anni!
Se non avete la fortuna di possedere un’Amiga non preoccupatevi, YouTube viene in vostro aiuto!

Anche in questo caso il Megradive dice la sua, con una grafica più dettagliata ma molto più cupa e una musica che rimane fedele ai temi ufficiali ma apportando qualche piccola modifica.

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La grafica davvk del Megadrive

LONGEVITÁ

Ci gioco da 20 anni, vedete voi! E senza essere, ad oggi, riuscita a finirlo! Da bambina, quando avevo un sacco di tempo libero, raggiungevo senza problemi il 6° livello (salvo perire miseramente perché lì non è possibile utilizzare i continue, anche se ne avete 30). Ora, che di tempo ne ho meno e dunque l’allenamento scarseggia, ho bisogno di più tentativi perché come già accennato Toki non è affatto un gioco “facile”.

REPERIBILITÁ/COME CACCHIO CI GIOCO

Online qualcosa da comprare si trova, anche se non tantissimo. Nell’attesa di spulciare i mercatini dell’usato potete togliervi lo sfizio di provarlo qui.

CURIOSITÁ

Qualche anno fa era stato annunciato un “restyle” indipendente del gioco, che avrebbe mantenuto lo stesso gameplay ma con una grafica rimodernata (lo so, lo so che solo a sentire questa parola vi viene l’orticaria…) e molto più fumettosa. Ad oggi si trovano online parecchi screenshots ma purtroppo non si è più saputo nulla di un’eventuale uscita.

CONCLUDENDO

Che volete che vi dica, Toki è uno dei capisaldi della mia infanzia, una delle prime porte che mi si sono aperte sul magico mondo dei videogames. Non posso che consigliarvelo!

2 pensieri su “Toki (1989)

  1. Quando i miei amici mi dicevano che andavano a giovare a Toki io pensavo sempre e comunque al fratello di Kenshiro. Solo dopo ho cominciato a giocarci, ma ormai era troppo tardi…infatti non sono mai arrivato neanche al 6° livello!

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