BERZERK

Mio amore per te scatenato Berzerk! (di Starfox Mulder)

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Tutto il fascino degli anni 70 che non accennavano ad andarsene.

Facile fare i pionieri nell’era in cui ancora tutto era automaticamente nuovo. Tutt’altro che facile invece farlo così bene da essere poi ricordato per qualcosa di differente dal semplice “essere un pioniere”. Alain McNeil la sapeva già lunghissima all’epoca. Lavorava per la STERN (che ci tenne a piazzare il suo nome un po’ ovunque quando si parlava di questo titolo) e si drogava di romanzi di fantascienza. Letteralmente fulminato dalla saga Berserker, di Fred Saberhagen, un ciclo di romanzi che narrano di queste macchine costruite millenni prima dell’avvento dell’uomo ed ora, sviluppata una propria I.A., tornate per sterminare ogni forma di vita, il nostro programmatore decise che era il momento di trasporre la cosa in un videogioco. Prima però, lasciamo ad Olav il compito di cantarci la sigla di oggi: MOOOOSECA!

TRAMA

Data astrale 3200 (qualsiasi cosa significhi, NdStarfox). Tu sei l’ultimo sopravvissuto d’un piccolo gruppo di umani che giunse sul pianeta Mazeon per esplorarlo. Subito dopo esser scesi sulla superficie scopriste che il pianeta non era altro che un oscuro, apparentemente inabitato, luogo. A quel punto però era già troppo tardi per tornare indietro dal momento che l’astronave con cui eravate giunti fin qui era stata distrutta dagli Auto-Mazeons. Ora sei prigioniero qui, intrappolato in un labirinto in cui persino toccarne i muri ti porterà alla morte. Gli odiosi Robots chiamati Auto-Mazeons ti inseguono incessantemente e starà a te polverizzarli col tuo laser prima che siano loro a fare lo stesso del tuo corpo. Non sarai mai al sicuro sul pianeta Mazeon poiché, anche quando avrai distrutto tutti i Robot presenti, comparirà ad inseguirti Evil Otto, la folle e spietata mente che si cela dietro l’orda di robots. Sentirai l’odore del panico poiché Evil Otto non può essere distrutto e se ti afferrerà non potrai più scappare. La tua sola speranza sarà quella di giungere alla successiva sessione del labirinto prima che Evil Otto ti afferri. Se riuscirai, ti troverai di fronte ad un’altra sfida. Un nuovo labirinto, nuovi nemici, di nuovo a schivare colpi di laser e sparare a tua volta…finché Evil Otto non apparirà di nuovo costringendoti alla fuga. Ancora ed ancora…c’è di che uscirne folli!

Questo in sostanza è quanto il manuale di gioco ci dice della trama in generale. Non so a voi ma a me basta e avanza per calarmi nel giusto mood di ansia!

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Schermata del gioco in modalità Arcade. Labirinti più grossi, ma le solite facce in giro.

GAMEPLAY

La semplicità la fa da padrona, in sala giochi come sul vostro Atari VCS. Non si fosse ancora capito questa è una doppia recensione. Il gioco uscì nelle sale durante il 1980 ma pochi anni dopo vide una trasposizione su Atari 2600, Atari 5200, Vectrex ed Atari 8-bit (i primi homePC della famiglia Atari). Io mi soffermerò solo sulla prima trasposizione, quella che ho sviscerato a più riprese. Ma andiamo con ordine:

La versione ARCADE presenta labirinti belli grandi ma un unica grande differenza degna di nota rispetto alla successive trasposizioni: la sintesi vocale. Per il 1980 sentire un videogioco parlare era qualcosa di ultra-futuristico e non solo blaterava a più riprese ma lo faceva in maniera terrificante. 30 parole digitalizzate (e persino tradotte in francese e tedesco per la localizzazione estera) che combinate formavano frasi di senso compiuto come: INTRUDER ALERT. THE HUMANOID MUST NOT ESCAPE!

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La bellezza (muta) del casalingo!

E’ la versione Atari VCS che però ci interessa maggiormente quindi stiamo su di lei. Il gioco è il medesimo di quello in sala: col joystick ci si muove nelle 8 direzioni, con il pulsante di fuoco si spara nell’ultima direzione in cui ci siamo mossi. Yes, ben otto possibilità differenti, il che sarà pure molto strategico dal momento che se in sala i robots potevano spararci da ogni dove, in casa avremo il vantaggio di poter essere gli unici a colpire diagonalmente. Non è poca cosa credetemi. Come da tradizione, il gioco non  ha termine, il che ci da una chiara prospettiva della fine che prima o poi farà il nostro protagonista. Non può scappare, non può vincere, può solo procastinare a più non posso la sua morte. Sia come sia, i modi per morire sono tanti: toccati da un robots, colpiti da un laser, toccando un muro o afferrati da Evil Otto. Dal momento che il gioco su VCS presenta 12 varianti vi anticipo che in alcuni casi il nostro temibilissimo Villain neppure comparirà, ma in quelli in cui ci mostrerà tutta la malvagità del suo volto sorridente statico e rimbalzino, saprá catturarci con una velocità inversamente proporzionale ai nemici presenti su schermo. Avete appena ucciso tutti i robots? Sarà velocissimo, più veloce di noi. Ce ne sono ancora un paio vivi? Avrete il tempo per scappare, se lo farete subito. In Berzerk però non si muore solo, ma si acquistano pure delle vite extra. A seconda della variazione di gioco selezionata ne guadagnerete una ogni 1000 punti, 2000 punti o Mai…a voi la scelta.

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Il sorriso di chi ne ha visti tanti, l’espressività di chi li ha ammazzati tutti: EVIL OTTO

CURIOSITÀ 1: Evil Otto ha un nome adattissimo alla sua fisicità: simpatico ed inquietante al tempo stesso. Tale nome fu scelto da Alain in onore del suo collega di lavoro stronzo ed un po’ bullo David Otto, precedentemente poliziotto. Sì beh, a farla breve pare che il cattivo sia uno sbirro, quindi tutto torna.

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Curiosità 2.

GRAFICA E SONORO

In pratica ne abbiamo già parlato abbondantemente. Sul fronte VCS la grafica è più che degna. Non è la versione arcade ma stavolta non si sente troppo il divario, se non per la grandezza dell’area di gioco. Il sonoro al contrario subisce una dura batosta: niente voci e pochi suoni campionati: gli spari, evil otto che rimbalza e la morte dei vari attori sul palcoscenico.

Bonus: dall’album PAC-MAN FEVER di Buckner & Garcia

LONGEVITA’

Come da classico: finchè non ve ne stuferete. Accadrà presto? Manco per sbaglio. Di tutti i titoli in mio possesso per “la prima console che conta” questo è forse quello da me più giocato a varie riprese. Le 12 varianti di gioco ne allungano molto la vita e se, cominciando con il primo modulo, vi troverete presto a diventare dei campioncini capaci di accumulare più vite di quante ne perderete, passando alle modalità di gioco che vedranno scendere in campo il temibile Otto ecco che la cosa cambierà subito, sia in quanto a stile di gioco che a difficoltà. Un gioco splendidamente arcade che non stanca mai.

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Direttamente dal catalogo Atari 1982. Un ottima annata (ammicco ammicco)!

REPERIBILITÀ/COME CACCHIO CI GIOCO

La sola cartuccia costa una sciapata: 7€ circa. Se poi volete il tutto boxato si parte da un minimo di 16€ per condizioni pessime ad un massimo di svariate decine per un MINT. Nulla di raro comunque, quindi se cercano di spacciarvelo per tale sparategli col laser.

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Per i vostri bambini.

CONCLUDENDO

Uno sparatutto run and gun ante-litteram. Un esperienza ansiosa, frenetica, entusiasmante che saprá tirar fuori il vostro lato strategico-action di chi deve pensare in fretta ed agire anche prima. Un gioco da avere assolutamente per tutti gli amanti dell’Atari 2600 e dei videogames in generale!

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Se poi avete tra i 7 ed i 14 anni (perchè? dov’è finito il 99?) c’è pure in versione boardgame.

Citazione:

  • Utente di Atari Age: La versione tedesca delle voci è pure più inquietante.
  • Io: Ogni cosa è più inquietante in tedesco.

starfox

 

3 pensieri su “BERZERK

  1. Bell’articolo. Me lo sono goduto tutto. Ma lo sai che quella cosa del tipo infartuato che schianta mentre gioca a Berserk deve aver fatto una gran sensazione all’epoca? Lo cita anche Scott Cohen in “ZAP! Rise & fall of Atari”!
    «Un altro giocatore in Illinois è morto di un attacco di cuore mentre giocava a
    Berserk…»

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    1. Io mi immagino sta cosa lisergica delle lucine a schermo che fan tanto futurismo postmoderno e la gente terrorizzata che si domanda se a breve le macchine avrebbero volato. Un tizio che schiatta in sala giochi poteva fare da deterrente ben serii. Grazie dell’apprezzamento caro, ti ho appena inserito nel videogioco che verrà (se mai….un giorno) come npc di lustro!

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  2. Pingback: The Retro-Files #15 – Retro-Boardgames – I bit-elloni

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