Shinobi (1987)

Shuriken e mazzate (di Winona Raiden)

Il mio motto, per le recensioni che vi ho proposto quest’estate, è stato quello di seguire le tracce della Rai: così come lei, ogni anno, ci allieta con le repliche de l’Ispettore Derrick, io garantisco l’effetto nostalgia sfoderando i giochi che più hanno caratterizzato la mia infanzia.
Oggi è il turno di Shinobi!

TRAMA

A metà strada tra un film di supereroi e uno d’azione, il protagonista è il ninja Joe Musashi (tipico nome da film d’azione di inizio anni ’80) che, tutto da solo, attraversa mezzo Giappone per sconfiggere l’organizzazione criminale chiamata Zeed, che sta rapendo i bambini del clan di Musashi e vuole ripristinare le istituzioni del periodo feudale (e qui c’è la denuncia politica).

GAMEPLAY

Si tratta di un tipico platform suddiviso a livelli, ognuno dei quali presidiato da un boss. Avete notato una percentuale piuttosto alta di platform tra le mie recensioni? È tutto normale: dovete sapere infatti che per molti anni il platform ha costituito per me la vera essenza dei videogiochi e molto difficilmente riuscivo ad appassionarmi a giochi di altro genere. Caratteristica che tutto sommato credo sia molto comune a noi che abbiamo avuto un certo imprinting col mondo videoludico.
Ad ogni modo, si diceva, Shinobi è costituito da livelli a piattaforme in cui avanziamo, spariamo, saltiamo e prima impariamo a memoria la disposizione dei nemici meglio è, perché ne troviamo uno praticamente ad ogni passo ed è necessario fare la mossa giusta al momento giusto, quasi fosse una coreografia.
Musashi, da buon ninja, ha in dotazione degli shuriken, mentre per i nemici particolarmente vicini sfodera un’arma da taglio. Inoltre, salvando un certo numero di ostaggi si ottengono dei power-up, tra cui diverse tipologie di “magie” in grado di eliminare tutti i nemici presenti sulla schermata.

Pikachu, Tuonoshock!

Queste magie si possono ottenere nei livelli bonus tra uno stage e l’altro, in cui, con una visuale in prima persona, dobbiamo uccidere a colpi di shuriken tutti gli avversari che ci appaiono davanti.
Shinobi ha fatto il suo esordio nei cabinati delle sale giochi ed è poi stato convertito per alcune console, che in alcuni casi hanno apportato delle variazioni.
Tra questi il Sega Master System: nella sua versione, il ninja non viene ucciso al primo colpo di un nemico ma ha una barra vita che si esaurisce ad ogni contatto; inoltre, recuperare gli ostaggi non è più una condizione necessaria per passare al livello successivo, ma farlo aiuta a migliorare le armi. Inoltre, anche la gestione degli incantesimi ninjutsu è più semplice: insomma, diciamo che il buon Sega ha voluto facilitare un po’ la vita ai suoi giocatori, anche se questo non significa sicuramente che possiate riposare sugli allori.
Sorpresona: nell’ultimo livello non potrete utilizzare i continue.

GRAFICA & SONORO

La grafica è parecchio curata, c’è molta attenzione ai dettagli che riescono a creare dei livelli ben strutturati e a caratterizzare in maniera efficace i diversi ambienti. La partita comincia in un contesto urbano, con il primo livello ambientato in periferia e il secondo al porto. Nel terzo la matrice action si fa più evidente, infatti ci intrufoliamo nella base nemica fatta di tubi e nemici armati di bazooka e finiamo per combattere il temibile Mandara, di cui potreste avere già letto su questi schermi.

Da piccola ero convinta che quello azzurro fosse Spiderman

Gli ultimi due stadi invece sono dedicati al Giappone tipico: ci muoveremo tra case tradizionali, fitte foreste di bambù e nuovi e sempre più temibili avversari, tra cui degli zombie che cercheranno di spingervi in ogni burrone che capita a tiro e di trafiggervi con le proprie ossa.
I più acuti avranno notato che la grafica della versione arcade è nettamente più credibile e meno pastellosa di quella del Sega, che si affida a una palette quasi fluorescente.
L’audio invece è piuttosto minimale, con motivetti non particolarmente incisivi.

Uno dei boss più ridicoli di sempre

LONGEVITÁ

Finirlo non è semplicissimo, perché come vi dicevo i nemici appaiono a getto continuo e il margine di errore è minimo, anche se comunque non si muore al primo tocco. State quindi pur certi che vi impegnerà per un po’, e anche una volta finito lo rigiocherete volentieri.

REPERIBILITÁ/COME CACCHIO CI GIOCO

Puoi provarlo alla sala giochi sotto casa, che domande! Come dite, queste cose non esistono più?
Allora avventuratevi nel magico mondo dell’usato, sono sicura di aver adocchiato un paio di offerte niente male!

CONCLUDENDO

Beh bitellini, non dimenticate che Winona è anche una valorosa ninja, dunque è inevitabile che vi consigli qualche gioco a tema!

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