RETROLAMPI #9

Settembre 2017: il mondo del retrogame è in subbuglio per il 40esimo compleanno di Atari VCS/2600, una console da record che ha contribuito a dare una svolta al mondo dei videogames e a creare l’idea di gioco che abbiamo oggi.

Tra le primissime ad utilizzare il sistema delle cartucce, tra le più vendute e tra le più longeve, Atari VCS (conosciuta anche come Atari 2600 e persino come Atari Vader, poi vedremo il perché…) è stata presente nella maggior parte delle case dei videogiocatori tra il 1977 e i primi ’90.

Ecco perchè lo chiamano “Vader”

Era infatti presente anche nella mia, nella sfavillante versione Jr. con la stilosissima banda olografica e un design più snello rispetto al precedente Video Computer System.

Il parente stiloso

È buona norma non chiedere l’età alle donne e tanto meno rivelare quella delle attrici, dunque non vi dirò quanti anni ho ma vi assicuro che se ho utilizzato un Atari 2600 durante l’infanzia significa che era una console davvero longeva e che all’epoca le cose venivano costruite per durare (e altre banalità).

Ammetto che, ai miei occhi di bambina, l’Atari sembrava la versione un po’ sfigata del Sega Master System, che esercitava su di me un’attrattiva maggiore coi suoi platform popolati di omini pucciosi e colori sgargianti. Tuttavia in poco tempo ho imparato ad apprezzare anche il fratellastro maggiore, col quale potevo giocare a titoli che tuttora ricordo.

Uno su tutti Dark Chambers, che ho ampiamente omaggiato in una recensione, e poi Centipede.
Per chi non lo conoscesse il gioco, ideato chiaramente da un entomofobo, prevede di sparare a un lunghissimo centopiedi e ad altri orribili insetti: un ottimo training per cominciare a smettere di chiamare la mamma e la sua fida ciabatta quando vedete qualcosa con più di 4 zampe che vi gira per la cameretta!

Nei miei ricordi d’infanzia, tra un Pac-Man e l’altro, fa poi capolino Joust, nel quale un cavaliere, in sella al suo fido uccello (ma che avete capito??? Nel senso che cavalca un volatile!), avanza su più piani sconfiggendo nemici che cavalcano poiane; Kangaroo è un ottimo esempio di femminismo: la mamma canguro, armata tanto di lunghe ciglia quanto di guantoni da boxe, ucciderà scimmie e schiverà proiettili per riacchiappare il suo cucciolo, rapito e chiuso in gabbia.

In sella all’uccello (nel senso di animale che vola)

Il bello dei videogiochi, o meglio uno dei tanti lati belli dei videogiochi, è che ne esistono davvero una marea e per quanto su questo blog ci dedichiamo a quelli “vecchi”, non smettiamo di trovarne di nuovi.
A questo proposito, per Atari 2600\VCS vi consiglio di riscoprire “Burger Time”, che ho avuto modo di provare sfidando il grande Starfox Mulder: in questo gioco interpretate un cuoco che deve realizzare degli hamburger, camminando sopra ai vari ingredienti per impilarli. Certo, il protocollo HACCP non approverebbe ma voi potreste divertirvi!

Nella storia dell’Atari VCS, uscito l’11 Settembre, data nefasta che già ne presagiva il declino (Starfox Mulder docet) non possiamo non citare l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine, il trionfo e la fine: Space Invaders e E.T.
Il primo, conosciuto anche da chi non ha mai visto un joystick, entrato nell’immaginario mondiale, simbolo dell’orgoglio nerd.
Il secondo, sfortunata trasposizione del celebre film, talmente sfortunata da essere da molti considerato il vero responsabile del fallimento Atari. Gioco magari bruttino eh, ma addossargli tutte le colpe mi pare un po’ esagerato…

Tutta colpa tua!

Potrei andare avanti a lungo a citare titoli e descrivere giochi, ma fare la lista della spesa non è il motivo per cui scrivo qui oggi: il motivo è che abbiamo deciso di dedicare l’intero mese di Settembre a quella piccola, grande scatoletta nera (o color legno, a seconda di quale versione preferiate), e abbiamo deciso di farlo perché… Dai, è ridondante dire il perché!

Vogliamo ringraziarla per le ore di gioco che ci ha regalato e che continua a regalarci, permettendoci di immergerci ogni volta in un mondo nuovo, in un sistema di gioco diverso, di uscire per un po’ dalla nostra vita ed interpretare quella dell’eroe di turno. E anche per aver solleticato e incoraggiato la nostra fantasia e la nostra immaginazione con grafiche appena suggerite ma su cui eravamo in grado di creare interi mondi e trame.

Per tutti questi, e molti altri motivi, i Bit-Elloni gridano a gran voce:
BUON COMPLEANNO ATARI!

 

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