GUNBIRD (Sega Saturn)

Di quando “dedichiamo un mese alla Sega” l’ho interpretata come l’occasione buona per parlarvi di uno dei miei sparatutto preferiti che non si vergogna di annoverare tra i protagonisti anche un pedofilo. (di Starfox Mulder)

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Questa è l’unica versione che meritate di acquistare.

Gli shoot’em ups, o sparatutto, furono un genere enormemente ion voga fino agli anni 90. L’entusiasmo poi si perse un po’ nel marasma della spaventosa era moderna.
La loro difficoltà media piuttosto elevata ed uno stile al 99% votato al puro gameplay (pochissimi filmati se non nulli) ne fanno ad oggi l’esempio più immediato di cosa si è perso per strada nel’industria dell’intrattenimento videoludico.
Retrogame = puro gameplay, spesso punitivo e dalla rigiocabilità altissima.
Currentgen = filmati infiniti, facilità livello bimbi della materna e si son pure dovuti inventare gli achievements per dare un senso al ricominciare da capo.

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Buonasera cavaliere.

Sì sì, lo so, sto generalizzando, anche oggi la Cave continua a sfornare i suoi Danmaku (o Bullet Hell) e non tutto quel che usciva 20 anni fa era difficilissimo, ma vi sfido a mettere un giocatore di soli jrpg davanti a Dodonpachi finchè non lo riesce a finire per osservarlo mentre Dio scende a complimentarsi con lui per tutti i santi evocati.

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Lui.

In questo preambolo che farà incazzare mezza rete c’è comunque una confessione da fare: non è che io sia poi così bravo con gli sparatutto.
Ma per fortuna la Psikyo è sempre venuta incontro a noi scarsoni con i suoi bellissimi titoli a difficoltà variabilissima (da Scimmia a Very Hard) e dai Crediti Infiniti. Sigla!

TRAMA

In un futuro dalle forti connotazioni steampunk, cinque avventurieri vengono a conoscenza dell’esistenza di uno specchio dei desideri che se ricomposto permetterà al fortunato (o la fortunata) di esaudire un desiderio. Ognuno dei cinque ha una sua fantasia ma andiamoli a vedere nel dettaglio.

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I nostri eroi.

Marion – Streghetta inglese di 13 anni. Cavalca una scopa volante ed ha un coniglio armato di cipollotto come famiglio. Un Alice di Lewis Caroll 2.0.
Yuan-Nang – In pratica Goku. E’ orientale (cinese), cavalca una nuvola ed ha un bastone che si allunga, ma ha una marcia in più rispetto al celebre Saiyan: le tette.
Valnus – Un robot russo che vuole diventare un bambino vero. Come Pinocchio, armato meglio.
Ash – Un inventore tedesco di 28 anni dotato di jetpack e dalle forti tendenze pedofile. Non sto scherzando. Per verificare vi basta giocare in due e col second player che usa Marion, vedrete le proposte che farà alla strega minorenne e vomiterete con me.
Tetsu – Un sessantenne gay che pilota un elicottero a pedali ed ha una delle migliori cutscene finali della storia dell’umanità tutta.

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Fotogrammi che vi fan venire voglia.

Ad impedire la riuscita della caccia al tesoro ci penseranno i più temibili dei nemici: i Trump!

Scova le differenze.

GAMEPLAY

La Psikyo di shoot’em ups veloci ed intuitivi ne sapeva a pacchi ed eccoci quindi alla quintessenza della versatilità. Come vi accennavo in apertura, Gunbird è davvero fruibile a tutti. Se siete degli scarsoni potrete giocarci a livello Monkey, che rappresenta il primo di sette livelli di difficoltà. Pochi colpi e qualsiasi nemico deflagrerà in mille pezzi. Morite e con i vostri continue infiniti riprenderete dal punto in cui avete lasciato. Nemmeno a dirvelo, a livello Very Hard le cose sono decisamente più complesse e solo i veri hardcore gamers riusciranno nell’impresa. Ok ma il Gameplay? Croce direzionale per muovervi, tasto A per sparare, tasto B per sganciare una bomba ed infine tasto R (il grilletto) per il fuoco automatico che vi troverete ad usare per la maggior parte del tempo. Ad essere onesti esiste pure l’opzione “Tener premuto il tasto A per poi rilasciare” utile a far partire un colpo speciale capace di eliminare i proiettili nemici, ma spesso preferirete schivarli e non badare granché a dove starete sparando. Immediatezza e spasso a go-go.

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Tutta mia la cittaaaaaaà

GRAFICA E SONORO

Vi piace la parola ARCADE PERFECT?
A me non tanto, per lo più me ne frega pochissimo ma in sto caso va fatto notare che la conversione da coin-up è assolutamente senza sbavature. Grafica coloratissima, effetti visivi e sonori eccellenti e cutscenes spassose al punto giusto anche per chi non capisce il giapponese (tipo tutti).
Nota estremamente positiva quella delle due modalità di gioco: Saturn ed Originale.
Se nel primo caso giocherete con le bande nere ai lati, nel secondo l’immagine verrà ruotata di 90° permettendovi, se avrete a disposizione una tv ribaltabile (la maggior parte dei crt non lo sono quindi occhio che si spaccano) di giocare a schermo intero. Esiste anche la possibilità di utilizzare questa modalità cambiando i comandi e di conseguenza trasformando il tutto in uno shoot’em up orizzontale ma come soluzione fa decisamente male al buongusto, piuttosto godete della Saturn Mode.

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Stellette Mulino Bianco

LONGEVITÀ

Non tornerò per la terza volta a parlarvi dei sette livelli di difficoltà o dei 5 personaggi differenti tra cui scegliere ma tenete conto che il gioco è così divertente da puntare tutte le sue carte sulla rigiocabilità. In una mezz’oretta si portano a termine i 7 livelli da cui è composta l’intera esperienza di gioco ma poi vorrete riprovarci ad un livello di difficoltà più alto, o con un’altro personaggio e così via di seguito fino ad essere diventati dei veri boss dell’aviazione alternativa.

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Mamma l’ho preso “in da face”.

REPERIBILITÀ/COME CACCHIO CI GIOCO

Il tasto è dolente. Non stiamo certo a livelli di un Hyper Duel (500€) o un Radiant Silvergun (sui 150€) ma gli shoot’em up su Saturn tendenzialmente costicchiano. Se lo trovate di seconda mano potreste pure cavarvela sulla cinquantina ed in tal caso vi consiglio di buttarvici a pesce. Per quanto potrà sembrarvi una cifra folle per un gioco di tanti anni fa, vi garantisco che non vi ci stancherete presto.

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Le trivelle nell’adriatico e chi le bombarda.

CONCLUSIONE

Forse non sarà nella top 3 degli shoot’em ups solitamente esaltati per Saturn ma vi posso assicurare che il mix di idee, grafica, sonoro e giocabilità altissima fanno di Gunbird un gioco adatto davvero a tutti. Incenserei il tutto ancora un po’ ma sfrutterò lo spazio rimastomi per tenervi alla larga dalle altre versioni. Nello specifico:

Mobile Light Force (Playstation):
Il gioco è lo stesso ma: hanno tolto tutte le cutscenes, i colori sono più spenti, è stata aggiunta una copertina che non c’entra assolutamente niente col gioco ed in generale sembra la versione per scemi del Gunbird originale.

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Ad minchiam.

Gunbird Special Edition (Playstation 2):
Il pro è che questo titolo costa una sciapata e contiene Gunbird più seguito. Il contro è che il primo è la versione playstation (perché prendere quello bello non faceva) ed il secondo soffre delle medesime mancanze. Pensavo di aver fatto un affare ed invece ho sprecato 5€ che potevano andarsene in birra I.P.A.

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Comunque No.

starfox mulder

Bonus: Desideri inquietanti
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