The Retro-Files #14: Speciale Tectoy

La Sega non morirà mai…in Brasile. (di Starfox Mulder)

Sapete cosa sono i soldati fantasmi? Intanto una bellissima definizione, da farci un capitolo a parte di Metal Gear Solid, ma nello specifico si tratta di quel genere di soldati (per lo più giapponesi) che non accettarono la resa imposta agli sconfitti e continuarono a combattere ben oltre la fine della guerra. Il termine definì parecchi militari nipponici che, vuoi per il sospetto di propaganda, vuoi per il rigido codice del bushido, non credettero fino all’ultimo all’idea che il loro fierissimo paese si potesse davvero arrendere di fronte al nemico. Gli ultimi due soldati fantasmi che la storia ricorda sono Hiroo Onada e Teruo Nakamura (prendete il nome del primo ed il cognome del secondo, poi ditemi se vi ricorda qualcosa) entrambi capitolati solo nel 74, ossia 29 anni dopo la fine effettiva della seconda guerra mondiale.

Onoda-young
Ciao, sono Hiroo.

Anche il mondo del retrogaming ha i suoi soldati fantasmi ma non hanno fame di Idols e mutandine sudate. No, i nostri eroici nostalgici hanno il ritmo nel sangue e vi ciulano la fidanzata. Questa è la storia della Tectoy, i brasiliani che non hanno mai accettato la fine del Megadrive e continuano a produrlo imperterriti da circa trent’anni. Sigla!

ONCE WERE WARRIORS

E’ il 1987 ed in Brasile nasce la Tectoy, capitanata da Daniel Dazcal, un uomo che seppe mettere assieme un team di programmatori provenienti dalla Sharp per realizzare un gioco ad infrarossi di Lightgun ambientato nell’universo di Zillion. L’impresa ebbe successo e subito dopo i nostri eroi si accaparrarono i diritti per la distribuzione del Sega Master System in Brasile. Questo fatto in se non rappresenterebbe nulla di particolarmente originale, in fondo ogni paese ebbe la sua azienda che fece da testa di ponte per l’arrivo di Sega, ma la caratteristica fondamentale da sapere del Brasile di allora è che la Nintendo non esisteva affatto. Si dovette attendere il 1993 per veder distribuiti i prodotti della grande N in terra carioca e per ben 6 lunghi anni ci fu quindi un predominio Sega che fece innamorare tutti i brasiliani. Quando la console war arrivò anche da loro, la casa di Mario non aveva reali possibilità di vincere ed infatti fu sconfitta malamente. Il Master System era Dio ma il Megadrive fu il nuovo testamento e mai più si vide una console con altrettanto successo.

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Console War dove? (Cit. Jake la Furia…quello vero)

 

 

 

 

 

 

VIALE DEL TRAMONTO? COL CAVOLO!

Poi venne il Saturn e le cose cambiarono in tutto il mondo per la SErvice GAmes. Si perdevano colpi in fatto di vendita e manco in Brasile la console fu un successone. Lo stesso accadde per il Dreamcast e la sua brevissima vita, eppure i cuori ad 8 e 16 bit pulsavano ancora più forti che mai. Quando fu chiaro a tutti, Sega stessa, che la mamma di Sonic aveva chiuso con il comparto hardware, alla Tectoy il pensiero non sfiorò neanche alla lontana. Il Megadrive vendeva ancora benissimo e piazzavano oltre 100.000 unità all’anno. Perchè smettere? Ed infatti non lo fecero, anzi, ampliarono l’offerta.

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Mega Drive 3, senza slot cartucce che tanto chissene.

Nel 2003 ecco quindi arrivare il Megadrive 3, in esclusiva per il sud america.
Identico al megadrive 2 se non per pochi particolari significativi:
– nessuna possibilità di leggere cartucce di gioco;
– colore bianco;
– 81 giochi precaricati.
Qualcuno ha detto Nes Mini? Esatto, in Brasile erano avanti di oltre dieci anni e ti piazzavano pure il triplo dei giochi all’interno. Il prezzo stava sui 125 dollari ed era complicatissimo giocarci al di fuori del Brasile date la particolarità dell’uscita video ma d’altronde il medesimo problema si ripresenterà nei prodotti successivi.

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Megadrive 4: uguale al 3 ma con qualche gioco in più.

Nel 2009 uscì il Megadrive 4, sostanzialmente identico al 3 se non per una manciata di titoli extra (87 ad essere precisi). L’evoluzione minima si ebbe l’anno successivo, quando alla Tectoy produssero una versione enanched del MD4 con ben 100 titoli e l’entrata per scheda SD. Purtroppo quest’ultima si sarebbe rivelata una mezza bufala dato che serviva solo per leggere i files in mp3 e non per ampliare la scelta roms. Per questa opzione si dovette attendere il 2017 con il…

 

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Tectoy Sega Megadrive

Sempre lui, l’originale, ma potenziato. Questa volta siamo alla summa massima delle potenzialità espresse da un prodotto che voglia rifarsi alle console classiche, roba che la Nintendo ed io suoi minicosi dovrebbero solo imparare. La console è lei, con l’entrata cartucce, i pad originali e la resa perfetta della sua potenza a 16 bit ma gli extra sono enormi:
– i giochi precaricati sono ben 22;
-c’è l’entrata per SD card con cui caricare tutte le roms che volete.
Vi comprate la console ed avete l’intero parco titoli del Megadrive insomma. Bomba!

Ma la Tectoy non ha fatto solo Megadrive, parliamo infatti ora del Master System 3.

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Un design che PS3 levati.

Questa volta le cose non sono state fatte al top. Commercializzata nel 2008, la console SMS3 non si discosta tanto dalla filosofia seguita per il Megadrive 3 (niente cartucce e solo giochi precaricati) ma pecca nella scelta degli stessi. Niente Phantasy Star, niente Wonder Boy (1,2,3), niente Master of Darkness, eccetera eccetera. La scelta dei titoli è davvero risicata e nonostante la confezione ne sbandieri 131, di fatto molti sono giocacci extra programmati da non si sa chi più un titolo per gamegear infilato a forza (Sonic Drift 2). Male ma non malissimo.

NON SOLO SEGA

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Zeebo: crederci tanto e riuscirci pure…ma per pochissimo tempo.

Lo Zeebo è tra le console che più mi hanno stupito allo scorso Jagfest. Lanciata nel 2009 dalla Tectoy, questa console presentava titoli appositi da scaricarsi solo tramite una piattaforma online che ora non esiste più. All’epoca era possibile scaricare solo un tot di giochi per volta dato che l’hard-disk interno era giustamente limitato, ma dal momento che ora non c’è più modo di accedere ai contenuti online, ogni console è una rarità, poiché differente dalle altre. In una potrebbero esserci alcuni giochi, in un’altra degli altri e così via. Possedere l’intera soft-teca significa necessariamente possedere un buon numero di console perché erano esse stesse il supporto di memorizzazione su cui si appoggiavano i titoli. Ma di che titoli stiamo parlando? Incredibile ma vero, uscirono giochi di buona qualità e soprattutto licenze di titoli famosissimi riprogrammati per l’occasione.
Beccatevi il filmatone, ne vale la pena.

Belli vero? A me gasano tantissimo e vi posso assicurare che la versione Zeebo di Double Dragon è forse la migliore a cui abbia mai giocato. Eppure è una rarità e se vorrete provarlo vi tocca imbucarvi al prossimo Jagfest oppure spendere cifre importanti nei canali della baia.

Ricordo bene o la Tectoy produsse anche dei giochi suoi?

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Due titoli assolutamente sconosciuti che la Tectoy ha convertito con ottimi risultati per le console sopracitate.

Perchè limitarsi alle console quando si può lavorare anche sul software? Ecco quindi spuntare una serie di improbabili conversioni, traduzioni dal giapponese al portoghese e titoli ex novo (per quanto copiaticci) come Monica nella terra dei mostri.

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Vi ricorda qualcosa? Strano, a me nulla proprio.

CRONACA DI UNA VITA ETERNA

Magari avrete considerato il mio paragone con i soldati fantasmi un po’ azzardato ma come altro si può considerare un’azienda pronta a produrre di nuovo una console di trent’anni fa con gli upgrade di oggi ma senza rinunciare a nessuna delle possibilità originali? La Tectoy è un faro nell’oscurità. Non vi sto parlando di qualcuno pronto a salire sul carro della moda retrogaming come l’AT Games o pronta a rimaneggiare a casaccio prodotti che fino ad un paio di anni fa aveva relegato allo store online come la Nintendo: questi ci han sempre creduto.
Mi immagino un mondo alternativo in cui l’avatar di Sega incontra quello di Tectoy ed il dialogo è molto simile a quello avvenuto tra Rorschach e Nightowl:

Rorschach/Tectoy: Venivo spesso qui quando lavoravamo insieme.
Nightowl/Sega: Oh, certo, certo… bei tempi, quelli, Rorschach. Favolosi. Che fine avranno fatto?
Rorschach/Tectoy: Tu hai mollato.

starfox mulder

 

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