Wonder Boy In Monster Land (1988)

Tom Tom colpisce ancora (di Winona Raiden)

Dimenticate il primo Wonder Boy (recensito qui dal nostro Bionic Cummenda): nel secondo capitolo si cambia tutto: grafica, ambientazione, missione e pure nome!

TRAMA

Tom Tom, detto anche Shien, viene convocato a Monster Land, un luogo di chiara ispirazione medievale popolato da animali parlanti di ogni sorta, con uno scopo ben preciso: sconfiggere il drago che minaccia il paese e restituire la serenità ai suoi abitanti.
La fidanzata, recuperata nel primo titolo, qui non viene più nominata, poiché c’è in ballo molto di più: salvare l’intera razza!

Stufo degli equivoci, ecco perchè Tom Tom ha deciso di recarsi all’anagrafe e cambiare nome

GAMEPLAY

Si tratta di un platform con una “marcia in più”, in quanto presenta alcuni elementi riconducibili al gioco di ruolo! Tanto per cominciare, anche la parte platform non è sempre lineare: i percorsi non sono semplicemente da sinistra a destra ma è necessario avanzare, tornare indietro, o addirittura affrontare interi livelli “al contrario” camminando sempre da destra a sinistra fino ad arrivare all’ultimo, un vero e proprio labirinto.
Ogni livello si conclude affrontando un boss che talvolta, quando sconfitto, regala oggetti utili.

Sfidare la morte. Letteralmente.

Gli elementi RPG di cui accennavo si possono trovare senz’altro nella “costruzione” dell’arsenale del proprio personaggio: infatti, a differenza della maggior parte dei platform in cui ci si limita a trovare i vari potenziamenti lungo la strada, qui è necessario acquistare le componenti nei negozi presenti nei vari livelli. Va da sé quindi che Tom Tom\Shien potrà avere caratteristiche diverse a seconda delle scelte del giocatore ma soprattutto a seconda della sua abilità nel trovare le monete, così da poter comprare le componenti migliori.

Stivali Gucci o la poracciata del mercato? – Scelgo la poracciata del mercato!

Fondamentale anche ascoltare i consigli dei venditori sui percorsi da seguire e le missioni secondarie da affrontare, che, soprattutto negli ultimi livelli, si rivelano fondamentali per terminare il gioco.

Fate inoltre attenzione ai punti, perché più se ne accumulano e più aumentano i punti vita!

GRAFICA & SONORO

La grafica è un tripudio di pucciosità e kawaii al punto che, se avessi un pensiero binario, mi verrebbe il dubbio che si tratti di un gioco creato specificatamente per “le femmine”.

Non intendevo QUESTO pensiero binario

È come prendere i Polly Pocket e dare loro vita in un universo bidimensionale coi colori sparati all’ennesima potenza! Nulla a che vedere con la sgraziatissima immagine di copertina.

Verrà la morte (di nuovo) e sarà kawaii

Un po’ meno impegno è stato messo nel sonoro, per il quale hanno creato un motivetto senz’altro carino ma che si ripete continuamente con poche variazioni sul tema.

LONGEVITÁ

Longevissimo! Non solo perché è decisamente divertente, ma anche perché tra i giochi del suo genere si colloca nella categoria “medio-difficili”, il che lo rende una sfida continua e sempre stimolante!

REPERIBILITÁ/COME CACCHIO CI GIOCO

Conosco parecchia gente che possiede un Sega Master System ancora funzionante: se siete tra questi, non voglio scoraggiarvi ma Wonder Boy in Monster Land è uno dei giochi che ho visto in vendita ai prezzi più alti sui noti siti online! Oh, non stiamo parlando di cifre folli come i videogames che vi consiglia Starfox Mulder, ma non aspettatevi che vi tirino dietro la cartuccia loose a 10 $, ecco.

CURIOSITÁ

  • In un universo medievale per qualche strano motivo il drago, simbolo per eccellenza delle storie medievali, risiede in una stanza super tecnologica. Ma si sa, negli anni 80 la fantascienza aveva tutto un altro appeal!
  • Su Deviant Art c’è chi si è divertito a creare una versione 3d del gioco, guardate che bellina!

CONCLUDENDO

Se siete dei supergiocatori che finiscono i platform ad occhi chiusi, questo potrebbe rappresentare una sfida più motivante! Anche se in fondo mi sento di consigliarlo a tutti, visto che l’ho sempre trovato un titolo estremamente carino e divertente!

Un pensiero su “Wonder Boy In Monster Land (1988)

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