THE ELDER SCROLLS: ARENA

Ai miei tempi signora, qui era tutto Tamriel! (di Starfox Mulder)

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Oh, a te!
Sì dico a te che stai leggendo: quanti anni hai?
Te lo ricordi almeno Morrowind, il terzo Elder Scrolls ed il primo ad essere mai finito su console?
Oppure la tua esperienza va addirittura più indietro, fino a Daggerfall o addirittura ad Arena? Nel 2011 è uscito per pc e console “The Elder Scrolls V: Skyrim” e da allora ce lo hanno riproposto per ogni supporto su cui potesse girare in formato standard, HD, VR, TVUMDB e chi più ne ha più ci lucri.
Quel cinque romano ovviamente stava lì per un motivo ed ecco che tra speculazioni varie uscì anche un Anthology contenente (solo per PC) tutti i capitoli precedenti, con espansioni (dove possibile).

Basta tirarla per le lunghe e partiamo a parlare del primo gioco, il capostipite, quello che aveva già capito tutto.
Ma prima: Sigla!

PRIMA C’ERA IL…

Oggi Bethesda è tosta, nota, piglia tutto. Ha acquisito Fallout una decina di anni fa facendo il terzo capitolo e da lì in poi i suoi più o meno degni seguiti. Si è data da tanti anni al publishing per conto di terzi e giù di Doom 3, Dishonored e tant’altro. E’ grossa la Bethesda Softworks, tra le più grosse che ci siano in giro, ma ovviamente non è sempre stata così.
Fondata nel 1986 da Christopher Weaver proprio a Bethesda (Maryland), il nostro creò un motore fisico per la simulazione sportiva in tempo reale che utilizzò per la creazione di un simulatore di football chiamato Gridiron!
Il gioco non vide mai la luce perché addocchiato dal sempre vigile mister faina (all’anagrafa Trip Hawkins), Weaver venne convinto a ritardarne la pubblicazione facendo si che il mustelide ne copiasse l’engine per la creazione del suo John Madden Football. Battaglie legali, bestemmie in inglese ed il tutto si risolse in modo che poco ci riguarda. Weaver però non mollò affatto e per recuperare un po’ di pecunia si buttò sulla realizzazione di un videogame tratto dal primo Terminator in licenza su MS-Dos.
Il gioco ebbe un buon successo, i soldi arrivarono e presi dall’entusiasmo di imitare i titoli della Looking Glass Studios (quelli di Ultima Underworld per intendersi) idearono un nuovo enorme progetto: The Elder Scrolls Arena.

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Voi siete qui!

Tra gli aneddoti che piace più ricordare di questo primo capitolo c’è il fatto che originariamente non prevedesse elementi ruolistici quanto esclusivamente combattimenti in Arena. Era vero, ma non si saprà mai in quale momento dello sviluppo preciso le cose presero un’altra piega e si arrivò a creare uno dei più vasti (a livello chilometrico effettivamente il più esteso) gdr di tutti i tempi. Fatto sta che il gioco doveva uscire a Natale 93 ma slittò di tre mesi per dei bug che lo resero ingiocabile.

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Ci sono gli elfi negri.

Vi piace la parola BUG? Dovrebbe se amate Bethesda perché ne fecero sin da subito un marchio di fabbrica. A Marzo il gioco uscì ed era comunque buggatissimo. Poco dopo venne rilasciata la patch correttiva ed ora è tendenzialmente giocabile salvo sfighe epocali. Ma niente paura, manterranno la moda del Bug per le release di tutti i loro successivi giochi. E dico proprio: tutti!

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Il signor Sterling lascia l’orgia di Eyes Wide Shut per dedicarsi all’armata delle tenebre.

TRAMA

“Anno 399 della 3ª era: l’imperatore Uriel Septim VII è stato imprigionato nella dimensione parallela di Oblivion e il trono è stato usurpato dal suo consigliere Jagar Tharn, il mago-guerriero imperiale. L’unico modo per riportarlo indietro è salvare l’Impero e ritrovare gli otto pezzi del Bastone del Caos sparsi in tutta Tamriel.” (grazie wikipedia)
Il signor Tharn aveva un apprendista molto meno pretenziosa. Una che si accontentava di circoletti wicca e qualche giochetto alle fiere: Ria Silmane. La nostra prende a male l’idea del maestro e gli si rivolta contro ottenendo di conseguenza il meraviglioso premio della morte immediata. Ma sì sa, non è morto ciò che in eterno…ops, mi confondo. Lo spirito di Ria permase e pensò bene di apparire nei sogni di un predestinato a raccogliere gli 8 pezzi del Bastone del Caos per poi usarlo contro l’usurpatore. Indovinate chi é costui? Bravi, ci avete preso, create il vostro personaggio come meglio vi aggrada che si inizia!

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Solitude non far la stupida staseeeeraaa.

GAMEPLAY

La prima cosa da fare, se non siete dei veri cultori delle esperienze passate per quanto scomodissime, è installare la patch che vi permette di cambiare i comandi rendendoli identici a quelli degli elder scrolls successivi. WASD + mouse e passa la paura. Recuperata familiarità eccoci quindi a procedere per step.

Passo 1: fare scheda del personaggio.
Durante questa fase le cose da scegliere non sono poi molte: regione da cui provenite (che determinerà anche la razza), la classe e le caratteristiche. La mappa del mondo è sempre quella sin dall’inizio e se vi va di fare l’argoniano sceglietevi pure Black Marsh, così come Skyrim se pensate di fare il Nord. Di classi disponibili ce ne sono parecchie ed ognuna ha ovviamente le sue basi iniziali di caratteristiche da cui partire ma non temete: anche qui si può aumentare un po’ tutto. Le caratteristiche infine verranno “tirate casualmente”ed oltre a poter ritirare i risultati avrete la possibilità di distribuire a vostro piacimento un tot di punti dove vi pare.

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Big Box

Passo 2: familiarizzare con il gameplay ed uscire dal primo dungeon.
C’è gente che non ce l’ha mai fatto e non me ne stupisco. Il gioco parte duro, cattivo. Dovrete dormire spesso, curarvi se potete e stare attentissimi a chi attaccherete e come. Il primo dungeon è già una sfida e soprattutto è abbastanza grande da far sì che vi perdiate. Di fatto l’approccio è ottimo comunque dato che vi permetterà di familiarizzare con i comandi e con le opzioni a nostra disposizione. Per attaccare dovremo estrarre l’arma e premere il tasto destro del mouse muovendolo al contempo nella direzione del colpo (potremo scagliare fendenti, affondi, eccetera) se stiamo usando un arma bianca mentre con magie e armi da tiro la cosa risulterà più immediata ma consumeremo mana o frecce. Raccoglieremo poi chiavi, apriremo cancelli, scoveremo porte segrete e chi più ne ha più ne metta. Aumentando di livello (tramite punti esperienza in questo caso) aumenteremo le caratteristiche e non le abilità. Queste ultime non sono ancora state introdotte e dovremo attendere Daggerfall (il secondo capitolo) per approfondire anche la questione skills. Un vero Elder Scrolls sin da subito comunque, con tutti i suoi limiti grafici ma nulla da invidiare in quanto ad anima.

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La semplicità del secondo livello di Labyrinthian

Passo 3: Perdervi.

Una volta fuori inizia la vera esperienza di gioco e vi risulterà velocemente chiaro quanto Arena fosse sin da subito il gdr definitivo. Potrete andare ovunque, raccogliere missioni da stranieri incontrati nelle locande così come esplorare dungeon di cui troverete documentazione dentro altri dungeon. Oggetti incantati, quest di ogni sorta ed ovviamente la trama principale, lunga ed articolata. Se siete di quelli che hanno letto i libri de La vera Barenziah, comparsi nei successivi capitoli della saga, conoscerete già bene come le cose si svolgeranno ma il problema è minimo dato che qui, come in tutti i casi successivi, il bello sarà perdersi volontariamente.

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Parliamone…

GRAFICA E SONORO

Parto dal lato più riuscito: le musiche. Eric Heberling ha fatto un lavoro fenomenale e considerato che il supporto su cui uscì Arena fu inizialmente il floppy ma poi arrivò anche in CD, la qualità sonora potè avvalersi anche di questo capiente e ghiotto mezzo. Musiche epiche, ispirate, bellissime. Di quelle che vi farete il vostro personale cd e userete nelle sezioni si D&D con gli amici anche al di fuori dela dimensione videogaming.
Altrettanto bene non è purtroppo andata sul fronte grafico. Anche per l’epoca la resa cominciava ad essere abbastanza scarsa se consideriamo che Doom era uscito un anno prima. Ma qui tocca fargli tutte le concessioni del caso! (scritto in corsivo e sottolineato)
Non stiamo parlando di un fps frenetico ma di un gdr enorme. Con tutto quello che la cpu doveva calcolare all’epoca (contate che girava su un 386) pomparne la grafica l’avrebbe reso ingiocabile e per forza si dovette ridurre lì, con tanto di opzioni grafiche ra cui scegliere per scalarla ulteriormente. Oggi pesa un po’ non avere una remastered almeno più “pulita” ma come sempre quando si parla di retrogaming: questo è lo scotto da pagare!
Se non vi sta bene vi linko la pagina di Cicciogamer ed andate a seguire lui, grazie!

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Dove vado in missione oggi?

LONGEVITÀ

Open world esteso quanto l’intera europa e con dungeon procedurali ricreati all’infinito!
Potrei chiudere con questa frase il capitolo longevità, assegnargli un 10 e lode ed infilarmi i rayban con frase ad effetto ma No, andiamo nel dettaglio.
Se siete patiti di gdr cartacei qui troverete la vostra vera dimensione date le possibilità di interazione infinite con il mondo esterno e dentro i sotterranei. Le quest non finiscono mai e per quanto ripetitive potranno sempre darvi un buono spunto per riprendere a cercare nuovi e potenti oggetti magici. Se però non siete tra i patiti della dispersività e volete seguire la trama nessun problema: è ampia e ben fatta! I sotterranei legati alla trama principale sono gli unici che non vengono generati ma hanno una mappa ben precisa e non a caso sono i più belli. Dove c’è un game designer e non una fredda macchina a creare gli ambienti si nota, così come le difficoltà che dovrete affrontare al loro interno per uscirne indenni. Passare da una quest all’altra del filone principale comunque difficilmente vi permetterà di uscirne vincitori e presto o tardi vi troverete a fare qualche quest secondaria per aumentare di livello o migliorare l’equipaggiamento. Quel che vi stupirà da subito però è in effetti il mondo di gioco. Andate a Skyrim? Troverete Solitude, Whiterun e tutte le altre città note. Andate alla città imperiale? La troverete dove la ricordate da Oblivion, eccetera eccetera.
Il mondo è tutto lì, esplorabile e godibile. Con i suoi tipici abitanti che passeggiano per la città di giorno e si nascondono durante la notte, quando le creature delle tenebre affollano anche i centri urbani. Potrei parlare a lungo di come prendere una stanza, farci riparare le armi danneggiate, acquisire nuovi incantesimi o tutte le dinamiche che fan parte di un gdr ma quelle sono anche pezzi di scoperta e se non amate scoprire, non avvicinatevi mai ad un gioco Bethesda.

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Officine Conan il Barbaro

REPERIBILITÀ/COME CACCHIO CI GIOCO

Fate il balletto della vittoria con me: è gratis.
Lo è dal 2004, quando Bethesda rilasciò gratuitamente il gioco sul suo sito (ed è lì da allora) nella sua versione celebrativa dei dieci anni di età. Il problema è che scaricandolo da lì, in formato floppy, dovrete poi impostare il dosbox e tutta una serie di magagne che vi toglieranno un po’ di tempo. Se vi va liberissimi, altrimenti potete usare il seguente link e godervi la versione windows già pronta e finita: cliccate qui

Io uso linux da anni e con wine non c’è un problema che è uno utilizzando sta versione, perciò: godetene tutti!

Il manuale è scaricabile QUI

 

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CONCLUSIONI

La saga Elder Scrolls è l’unica che mi fa ancora guardare alle produzioni presenti con un po’ di speranza ma alla Bethesda partirono bene sin da subito e francamente non trovo un solo motivo valido per cui non dovreste giocarvi il capostipite.

starfox mulder

Cit.

Nostra patria il mondo intero, nostra legge la libertà!

(Pietro Gori)

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