NON E’ LA RAIDEN #20: GARA DELLE BATTERIE ELETTRONICHE REVIVAL

Uè Animali! Ma dove kazooie eravate venerdì scorso mentre le mura del Castlevania di Gradara venivano assediate da raffiche di Hadouken catapultati dalle nostre casse Shotokan da 1.21 Gigowatt? Il Bit-elloni Club vi spalanca la gettoniera per invitarvi ad inserirvi nel nuovo, attesissimo stage del Retrogaming Rave Party e voi invece preferite ancora svendere i vostri preziosi gettoni in cambio di qualche annacquatissimo ana (la L è muta) in Disco, sperando poi di barattare la consumazione con una consumata in compagnia di qualche esosissima mandrilla? N.C.S. macaco! Le mandrille pascolano ora nel nuovo habitat da libidine del GioGra, pronte per la nuova stagione degli accoppamenti in un versus corpo-a-corpo con i loschi individui seduti al bancone del Retro-bar, pieni di Whisky da pole position e Margaritas!

Final Match: Vega Cummenda vs Ken Valderrama

Tra un colpo proibito e un colpo grosso, le partecipanti e i partecipanti della gang bang da superbotte si son fatti largo verso la finalona del torneo di Super Street Fighter II Turbo, dove ha ovviamente primeggiato un malfamato dipendente della Bionic Cummenda Inc. che ha festeggiato poi zompando in stile Flying Barcelona Attack sulle mura del castello gradarese artigliando fieramente il trofeo Game Boy Color e il rinnovo del suo contratto a tempo non-propriamente-determinato ai limiti della rivolta sindacale.

“Handsome (and richest) fighters never lose battles”

Con Vega trionfa l’improbabile remix anarco-concettuale tra cose affascinanti e apparentemente inconciliabili come il ninjutsu, il toreador, il flamenco e le spagnole (e con quest’ultimo termine ecumenico non vogliamo certo limitarci solamente alle cittadine della penisola iberica, taac!). Allo stesso modo il Bit-elloni Rave Party vuole rifarsi al capostipite degli eventi-culto del nostalgismo videoludico, il primo che è riuscito a sopravvivere alla post-apocalisse del millenium bug trasformando l’asocialità del nerdismo hacker in un dancefloor improvvisato sui greppi dell’entroterra romagnolo (e non solo), frullando con un minipimer alimentato al plutonio una serie di ingredienti impossibili come: l’hardcore, l’hardware, la musica rock, la musica rap, la musica techno, la musica bella, il chiptune, i midi, i bit, il beat-box, il basket, il ninjutsu (sempre presente all’appello), la console del diggej e le console del retrogaming da bere. Figherz & Gentlemenz, fate tremare la vostra Sound Blaster per la Gara Delle Batterie Elettroniche! (A.K.A. : Mondialcasa Racing a 16Mhz)

 

NON E’ UN CLUB, NON E’ UN RAVE

Non è un Club, ma ci sono alcolici da mandare in overclocking ogni etilometro e squinzie con poligoni da libidine che non disdegnano il vizietto del retro. Non è un Rave, ma i volumi raggiungono picchi da Scala Mercalli e i laser micidiali della resistenza sonora sfidano nei cieli della Riviera i fasci di luce proiettati dai riflettori della piramide reazionaria del Cocoricò. La locheiscion non è segnata su alcun dispositivo GPS, né su alcuna mappa catastale o mappa del tesoro. Il luogo in cui si svolge la competizione è situato in un varco metafisico extradimensionale che si apre senza preavviso in prossimità di una cascina diroccata nella zona collinare di Montelupo, località che ha poi dato vita al tipico modo di dire licantropo-proctologico per definire una meta remota e inaccessibile. I Grandi Antichi consigliano di raggiungere il circolo-rituale attraverso un pellegrinaggio campestre di oltre un’ora, da svolgersi mentre si recita a mo’ di mantra tutto il Codice ASCII. Praticamente è come ritrovarsi nel privè della Loggia Nera in provincia di Rémne, diobò!

Spade Laser vs Spade del Cocco

L’invito è esteso ad anime belle del calibro di: “sistemisti, periti elettronici, periti informatici, informatici periti, programmatori di qualsiasi religione, smanettoni, donne, beatmakers, ravers, retro-gamers, bighelloni, perdigiorno, batteristi, gabber, rappers, contadini che abitano nei dintorni, persone che non c’entrano niente”. Per partecipare bisogna sottoporre alla spietata giuria acustica del Consiglio Supremo delle Batterie Elettroniche una demo, da inviare a un’illusionistica Giucas-C@sella di posta supersonica comprimendo il tutto in formato .mp3, .wav o, preferibilmente, .midi.

Noi c’eravamo, testa!

 

GARA DELLE BATTERIE ELETTRONICHE VOLANTE NON IDENTIFICATA

Non ci sono limiti al select-screen degli strumenti e degli accrocchi da strimpellare durante il contest. Più rumore = più consenso, quindi largo a martelli pneumatici, martelli da guerra, pneumatici quattrostagioni, stampanti a getto d’inchiostro, theremin vulcaniani, laptop, lap-dance, One Nation, One Station, One Playstation, palloni Super Tele o pagine del Televideo. L’attrezzatura è a carico dei partecipanti, preferibilmente DIY o assemblata con materiale di scarto acquistato dal rottamaio di sfiducia o trafugato profanando qualche fossa comune nei cimiteri informatici. L’Organizzazione mette a disposizione dei contendenti un palco (spesso si tratta di un tavolaccio da Table Match stile WWF), un indispensabile ingresso jack/RCA/XLR e cinque preziosissimi minuti dell’attenzione acustica dell’audience presente all’appello. In palio c’è un generoso bonifico di street cred, una cambiale di standing ovation e soprattutto un assegno non trasferibile di stima, quella di tutta la situazione multiplayah del circuit bending clandestino.

In questo caso la L non è muta, amen.

A metà tra il Kumitè, il 2theBeat, il Superclassifica Show e La Corrida, la contesa della Gara delle Batterie Elettroniche è anarchica, arcade e unlimited. In ogni momento è possibile inserirsi nello scontro sfruttando la clausola “Here Comes a New Challenger”, che permette a chiunque sia presente tra il pubblico di piazzarsi on the table e brutalizzare gli sfidanti con qualche apparecchio segretamente assemblato dai discepoli lisergici di MacGyver e sbloccato attraverso un’indecifrabile combinazione di tasti da far venire l’artrite al Konami Code. Passiamo ora in rassegna alcuni dei più rappresentativi partecipanti che hanno fatto tremare le pericolanti mura della catapecchia di Montelupo, ma anche innumerevoli altre okkupazioni sonore dislocate randomicamente in giro per l’Italia. Perché la battaglia per il dominio dell’elettronica non ha né confini spazio-temporali né frontiere regionali, e vanta tra i suoi fomentatori nomi illustri come il duo hip-hop Uochi Toki e l’anfitrione Zagor Camillas, dell’omonimo gruppone pop/minimal/hardcore.

La crew tuttinsieme e moltobene.

E ora, moooseca!

Fighting Miso

Cominciamo con uno storico contendente dell’ottava edizione, eccovi Fighting Miso che emoziona la cumpa con il suo Nintendo DS accompagnato dagli applausi fuori tempo dello scantinato. Nel finale scopriamo che, sotto la maschera intubata, si nasconde una celebrità del punk della Riviera: l’eroico Faro, già batterista degli Herpes e bassista degli Antares. Respect!

 

Palazzo Gheddafi

Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta e il suo palazzo trasmette in filodiffusione le bestemmie dei suoi discepoli contro i filosofi della razza ariana.

 

Re Porcello e il Muggito del Coniglio

Sempre dallo scantinato arriva il magneto-core trekker del Muggito del Coniglio e del suo theremin, in coppia e in coppa con Sua Maestà Re Porcello. Il primo dei due, ora alle percussioni dei Post-Metallari Built-in Obsolescence, è in realtà un consanguineo del nostrano Starfox Mulder che si è dato alla musica rock dopo aver perso il ballottaggio contro il leghista Falco Lombardi per accaparrarsi la guida dello Starwing.

 

DJ Cassetto

Storico retrogamer della prima ora, DJ Cassetto ribalta il tubo catodico sul tavolino e fa scratchare la Playstation rigorosamente modificata. Anche lui diventerà un protagonista della musica che conta come membro della indie-band Cosmetic. Questa è la 14a gara delle Batterie Elettroniche ed è dedicata a: Pesaro.

DJ Cassetto si fuma gli avversari.

 

Rottamaio del Suono

Sempre dalla stessa edizione, apre le danze il MacGyver assoluto del circuit bending: Rottamaio del Suono. Onnipresente ai contest, il Rottamaio è meritatamente il più titolato della contesa grazie al suo mix da inquinamento acustico assemblato con motori di mietitrebbia, seghe elettriche, flessibili e l’immancabile scretch sulla stampante. Bonus sul finale: due strofe di Inertiatic ESP dei Mars Volta, pompata duro dal fonico ninja. Rottamaio del Suono mmh-mmh.

 

Funcis A.K.A. Midi Market

Altro personaggio ricorrente della narrazione elettronica, il Funcis è lo spacciatore di .midi per eccellenza. Protagonista di una delle più sorprendenti esibizioni della Gara, qui lo vediamo nelle vesti del Midi Market mentre campiona al volo se stesso e poi si remixa in un beat che più autoreferenziale non si può. Contemporaneamente Zagor ci racconta qualcosa di interessante, tipo: OK.

 

Diluvio

Ed eccolo in azione il nostro Zagor, qui in tag team con Michael Jackson comparso a sorpresa nella 14esima Gara delle Batterie Elettroniche a pochi mesi dalla sua morte e reincarnatosi nel redivivo DJ Minaccia. Il pezzo è forse il più iconico rimasto nella memoria dei ravers arrivati da ovunque per celebrare l’unione fonetica tra l’uomo e la macchina. Loro sono i Diluvio, e vi porteranno in tutte le pasticcerie con “Nei Bar“!

 

McPallister and The BlueFigherz

Le vincitrici dell’epica 14esima edizione sono “McPallister and The BlueFigherz”, trio da libidine di elettrotipe che hanno messo la “tripla” con un uno-due tra sviolinate techno e botte telluriche di cassa, scandite dai palleggi sul cartone amplificato di una clamorosa palla da basket. CA-SSA! CA-SSA! CA-SSA!

Le Blue Figherz con la cintura da World Heavybeat Champion.

 

T.E.S. A.K.A. Napo

Non può certo mancare il padrone di casa Napo, MC degli Uochi Toki. Eccolo in un robottatissimo beat-box da campionato del mondo di campionamenti che farebbe invidia al Cadetto Larvell Jones di Scuola di Polizia. Pun-ci, pun-ci, ppu-pu, pun-ci, pun-ci! Yo!

 

Midi-Mitra

Ancora l’associazione a delinquere tra Zagor e DJ Minaccia in questa rapina a mano armata ai danni dei fans della musica che conta. Ecco i due gangstah mentre spiegano il loro Dillinger Escape Plan con una raffica di colpi molesti del loro rumorosissimo Midi-Mitra. Heavy Machine-Gun!

 

arottenbit

Potevamo citare tanti altri dilettanti allo sbaraglio e nomi illustri come Giorgio Gabber, Isabella Shoggoth, Priaporn, Onda Quadra Posse, Le Velenoiser, Michel Soufflé o Ennio Mollicone, ma vogliamo chiudere questo revival di quasi un ventennio di Batterie Elettroniche con l’ultimo super-campione incoronato sul prato e sui tavoli dello Stage Finale tenutosi a Montelupo nel 2011. L’anarco-marzo dei Bit-elloni cede il testimone all’aprile portatile dedicato al Game Boy, e nessuno meglio dell’egregio profeta dell’hardcore-chiptune a 79-bit può rappresentare meglio questa fusione tra arcade punk e consumo spropositato di batterie AA. Con la promessa elettorale di voler trasformare quanto prima il Bit-elloni Rave Party in una nuova edizione delle Batterie Elettroniche (!), alziamo le nostre corna metal in onore del figlio diddio: arottenbit! E ricordate: il dolore non esiste, è un invenzione di Dio. Il divertimento esiste, ballate in maniera estemporanea!

“See you later!”

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