ECSTATICA: A STATE OF MIND (MS DOS-1994)

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E’ l’imbrunire.
La luce del giorno si affievolisce dietro le colline coperte da un fitto manto boscoso.
Un giovane viaggiatore, stanco e provato, cavalca verso una meta ignota.
Il sentiero è difficile da seguire ed i poco rassicuranti ululati che si sentono a distanza
lo costringono a spronare continuamente il cavallo.
All’orizzonte compare all’improvviso un piccolo villaggio, circondato da una profonda gola rocciosa, che può offrire riparo dall’oscurità incombente.
Il giovane si ferma e scende da cavallo proprio all’ingresso del paese; una vecchia insegna di legno conficcata sulla strada maestra rivela il nome del posto: Tirich.
La notte è ormai arrivata; il viaggiatore entra a piedi nel villaggio, che si rivela collegato con il sentiero principale da un unico vecchio ponte di legno.
Il paese è silenzioso, come fosse stato abbandonato. Il giovane è irrequieto, si sente osservato. Qualcosa si muove tra i cespugli e lo costringe ad affrettare il passo verso uno degli edifici. Lì, in penombra, trova un uomo sanguinante riverso a terra, colpito con ferocia da una creatura simile ad un lupo. La vittima, agonizzante, invoca aiuto, mentre il mostro si volta verso il viaggiatore e si avvicina rapidamente a lui…
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Così ha inizio Ecstatica, titolo unico e molto particolare uscito su pc nel 1994.
Sviluppato da Andrew Spencer Studios e pubblicato da Psygnosis, il gioco si presenta come una fusione tra avventura e gioco d’azione, con grande enfasi posta nell’esplorazione degli ambienti.
A ben pensarci Ecstatica merita di essere definito come vero “survival horror”, solo che il termine non era stato ancora inventato nel 1994; mancavano infatti ancora due anni all’arrivo dell’ormai famosissimo Resident Evil,  che avrebbe da solo contribuito a codificare un intero genere.
Mentre però in tutto il mondo i giocatori si spaventavano con zombie, multinazionali farmaceutiche e personaggi da film di serie B, su pc sapevamo già come affrontare l’orrore da un pezzo. Prima c’era stato Alone in The Dark, gioco dal fascino unico e vera e propria pietra miliare del genere, poi era arrivato il turno di Ecstatica.
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So cosa vi state domandando: cos’è che fa di questo survival horror un titolo assolutamente da riscoprire? E chi diamine è questo redattore Bit-ellonico che sta scrivendo? Datemi solo un attimo per sedermi in veranda, stappare una Old Dusseldorf e ve lo spiegherò con calma.

Mi presento: il mio nome è Magnum CD-i e sono nuovo di queste parti. Molto piacere!
Ma torniamo a noi.

GRAFICA
Innanzitutto Ecstatica ha un impianto grafico veramente particolare; il gioco utilizza un motore tridimensionale basato su elissoidi, che dona a personaggi ed ambienti un aspetto rotondeggiante. Il tutto è accompagnato da animazioni fluide e naturali, che riescono ad essere più che apprezzabili ancora oggi. Alla ricchezza del settore grafico si aggiungono dettagli molto apprezzabili, come la fisicità degli oggetti (ad esempio l’erba che nasconde realisticamente parte dei personaggi) ed il perdurare di corpi ed oggetti sulla scena per tutto l’arco del gioco. Se uccidiamo un mostro, possiamo essere sicuri che il suo cadavere rimarrà sempre dove lo avremo lasciato. L’atmosfera che si respira è tesa e cupa, nonostante tutto sia sempre perfettamente luminoso e dettagliato. Non mancano momenti ironici, in puro stile humor inglese, che vi faranno inaspettatamente sorridere e citazioni da leggende e racconti dell’antica terra d’Albione.
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SONORO
A livello audio troviamo effetti chiari e puliti, uniti ad una colonna sonora campionata di ottima qualità, soprattutto in presenza di schede con sintesi midi avanzata come la storica Soundblaster 16 o Awe 32. Anche il doppiaggio in inglese è di buona qualità.
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GIOCABILITA’
Ecstatica è un survival horror con telecamera fissa e personaggio tridimensionale, con i classici controlli in stile carro armato.
Guideremo il nostro eroe tramite tastiera e potremo farlo interagire con oggetti e personaggi sparsi per il villaggio di Tirich e le zone limitrofe. Ci accorgeremo fin da subito che non esiste un inventario e che quindi possiamo portare solo due oggetti alla volta (uno in ogni mano), compresa l’arma. Potremo comunque lasciare a terra qualunque cosa e tornare a prenderla quando ci farà comodo. Il personaggio si muoverà con tre velocità differenti, da regolare tramite tasto: con la prima correremo, con la seconda cammineremo, mentre con l’ultima andremo in punta di piedi. Questa sarà la scelta migliore quando non vorremo farci sentire.
In Ecstatica infatti abbondano i mostri e, sebbene siano tutti abbattibili, ce ne sono almeno due praticamente invincibili (il lupo mannaro ed il minotauro) che ci assaliranno all’improvviso, quando meno ce lo aspettiamo. La disposizione delle creature non è fissa, ma varierà da partita a partita, per cui non potremo rilassarci più di tanto, perché spesso saremo preda di imboscate.
Quando il personaggio subirà dei danni, inizierà a camminare a fatica e dovremo farlo nascondere o riposare per vederlo tornare in forze. Pensate un po’, energia rigenerativa in un gioco del 1994, mica poco.
Ecstatica ci permette di affrontare l’avventura sia nei panni di un uomo che di una donna; la scelta non presenza differenze significative, se non per la disposizione di alcuni oggetti nel villaggio di Tirich, ma è una scelta ben gradita e perfettamente in linea con Alone in the Dark e Resident Evil.
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LONGEVITA’
Ecstatica è lungo ed articolato e presenta una difficoltà generale piuttosto elevata, ma con la possibilità di poter salvare ad ogni passo. Una volta completato, saprà comunque divertire anche alle successive partite, per via della natura imprevedibile degli scontri e della vastità delle locazioni. Da non dimenticare poi la presenza di due finali diversi, a seconda di una scelta morale che ci sarà chiesta nella fase finale del gioco.
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CONCLUSIONI

Nonostante abbia riscosso grande successo al momento dell’uscita, Ecstatica è stato poi dimenticato dai più, nonostante un buon seguito ufficiale nel 1997.
Il titolo di Andrew Spencer rimane una perla dal passato glorioso ed è giusto che sia riscoperto, sperando magari in una futura riedizione su GOG.
Al momento potete giocarci su un pc con Dosbox oppure, se siete dei puristi come il sottoscritto, su un 486 dell’epoca (o un Pentium). Il gioco gira sotto MS-DOS, ma potete farlo partire anche sotto Windows 95/98 senza grossi sforzi.

Per stasera è tutto, il vostro Magnum CD-i vi saluta dalla riviera romagnola, al volante della Ferrari 308 GTS appena revisionata.

Alla prossima!!!

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MAGNUM CD-i

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