John Romero’s Daikatana (GBC)

QUANDO ESAGERI, CADI, POI TI RIALZI… MA LO NOTANO IN DUE! (di Starfox Mulder)

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Grazie John, come se avessimo accettato.

Questa è la storia di un uomo che cade, ma non da un palazzo, bensì da un punto così alto che nessun costrutto umano potrà mai raggiungere: il suo ego.
John Romero è uno di quelli che ha messo la sua firma sulla walk of fame del mondo videoludico già da giovanissimo. Potrei farla lunga su di lui ma se non sapete davvero chi sia uno dei creatori di Doom vi rimando all’ottimo articolo del Bionic Cummenda.
Il buon John, a metà anni 90, era un Dio e ne aveva tutte le ragioni. Se lo era meritato, poco da dire, però sappiamo quanto sia un attimo passare dalle stelle a Sara Tommasi, specie se ci si mette in mezzo Diprè o un pubblicitario che pensa male di far uscire pubblicità come quella di qui sopra.

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Vi presentiamo oggi  Daikatana per Gameboy color, quello giusto, quello vero! (Nd.De Lollis)

Cosa fu Daikatana? Un’idea andata (a) male. John Romero, cresciuto con a fianco uno dei più geniali programmatori della sua epoca (John Carmack) pensò che il suo talento per il level design, assieme a quello di un gruppo di nuovi assunti senza esperienza, bastasse a creare un giocone, magari pigliando l’engine fatto dall’ex collega e amico. Il guaio è che la ID Software aveva magari perso un visionario ma sfornava comunque nuovi motori di gioco a tempi regolari mentre Romero si attardava per incapacità gestionale e si ritrovò ad aver creato un gioco già vecchio. A quel punto pensò di ricominciare tutto dall’inizio ed il risultato fu che quando Daikatana per PC (e Nintendo 64) alla fine uscì, era (nell’ordine):
– troppo tardi per la pazienza dei fans;
– vetusto;
– facilissimo da odiare.
Ed infatti lo odiarono.
La critica e i giocatori furono quasi unanimi nel massacrarlo.
Anni dopo, una volta patchato a dovere, il gioco venne rivalutato, ma questa è un’altra storia e non siam qui a parlare del titolo originale ma bensì del suo fratellino.

Uscito su Gameboy Color, il piccolo fu un gioco che al contrario non sbagliò nulla, se non di portare con se il nome di uno dei titoli più disprezzati della storia.
Sigla!

In questo pezzo potete sentire un fan di Romero soffrire.

TRAMA

Da Wikipedia: “Il protagonista del gioco è Hiro Miyamoto, un istruttore di arti marziali dell’anno 2455. Il mondo è nelle mani di un uomo chiamato Kage Mishima e minacciato da una terribile pandemia, scatenata dallo stesso Mishima con l’ausilio della spada magica Daikatana. La stessa spada consente a Mishima di spostarsi nel tempo e prevenire la realizzazione di un antidoto per la malattia. Il protagonista del gioco, Hiro, deve viaggiare per recuperare la spada e sventare il malvagio piano di Mishima”.
Questa è la trama del gioco principale ma per quanto riguarda questa versione la cosa non cambia, quindi teniamola buona qui ed andiamo alla parte seria, ossia il…

Daikatana
Cosa mi ricorda, e soprattutto: perchè non continuare a chiamare Zelda il protagonista?

GAMEPLAY

Mentre alla Ion Storm perdevano tempo e soldi, alla Kemco (i responsabili del gioco in questione a cui fu data la concessione in licenza) sapevano cosa fare e come farlo, ossia: copiare Zelda (o meglio Hydlide, per i puristi delle origini).
Chissene degli fps, passiamo all’action-adventure con visuale top-down già stravista nella serie Nintendo ma arricchiamo il genere con tutto quello che negli anni abbiamo imparato. Non più un solo protagonista ma ben tre, due dei quali sbloccabili lungo il percorso. Tante armi, una buona quantità di livelli da percorrere e non ci serve altro. Grazie al semplice utilizzo dei due tasti A e B per saltare e colpire, alla croce direzionale per muoverci ed ai tasti funzione per la gestione dei salvataggi e dell’equipaggiamento, tutto ci risulterà da subito super intuitivo. Troveremo dei Boss, piccoli enigmi, tantissimi collezionabili ed in generale tutto quello che vorremmo da un avventura del genere.

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Boxing Helena?

GRAFICA E SONORO 

Era il 2000, il gameboy aveva ben 11 anni quindi si sapeva come spremerlo. Va bene, il GBC a tutti gli effetti non era un semplice Gameboy date le implementazioni a livello hardware, ma sicuramente non si trattava di programmare su una macchina nuova di zecca. Gran chiacchiere solo per dire che il risultato è stato eccellente. Una quantità di colori sfruttati benissimo, sprite dettagliati e pixel art al meglio delle sue possibilità portatili. Sul fronte musicale siamo anche qui ad ottimi livelli e le melodie riprendono quelle della sorella maggiore (già buone).

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Allora Hiro, in sta scena sei basito. F4 Hiro, F4.

LONGEVITÀ

Detto con rammarico: l’unico punto dolente. Tutti esaltati dall’ottima esperienza che state vivendo vi troverete col gameover a schermo troppo presto e non perché siate morti (magari anche sì, il gioco non è facilissimo, ma non mi riferivo a quello quindi non tergiversiamo) ma bensì perché avrete terminato il gioco in toto. 10 ore? Forse meno? Dipende da quanto cazzeggiate, da quanto siate bravi, eccetera eccetera, però non ho proprio modo di difendere la durata del titolo: è corto, punto.

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Panzer Cornacchia

REPERIBILITÀ / COME CACCHIO CI GIOCO

Ma torniamo ora alle note positive. Il gioco di per se lo trovate a cifre altine (anche un centone per la versione boxed completa) ma fregatevene e giocate di legalità massima. Il buon Romero, per redimersi e restare anche coerente alla sua etica hacker, rilasciò in rete la rom nel 2004, ad appena 4 anni dall’uscita vera. Mentre viviamo un periodo di oscurantismo “rom-atico”, il grande John ci ricordò che pur dimostrandosi un pessimo imprenditore era comunque un gran essere umano. Scaricate con la coscienza leggera QUI ; è pure in italiano!

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Dai su, mi volete ancora bene?

CONCLUDENDO

Un gioco fatto molto bene, divertentissimo, capace di tenervi impegnati per poche ma gustosissime ore….e poi è del tutto gratuito. Ok, per giocarlo su console originale vi toccherà avere come me un Everdrive (compratele prima che Nintendo attacchi pure i produttori delle stesse) ma tanto ci sono mille modi per emulare e col GBC van tutti benissimo. Come redimere Daikatana nonostante il nome pesantissimo che si portava con se? Così!

starfox mulder

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