Labyrinth (1986)

Ti piace vincere facile! (di Winona Raiden)

No, non nel senso che il titolo di cui parleremo sia particolarmente semplice e a prova di gamer scarso, ma nel senso che appena si è deciso che il tema di Maggio sarebbe stato “labirinto”, la mente mi ha proposto l’associazione di idee più scontata che ci fosse.

TRAMA

Viene ripresa la trama dell’omonimo, celeberrimo film, ma con un piccolo escamotage per coinvolgere l’utente: il giocatore interpreta un adolescente (che sembra un vecchio), il quale si trova al cinema a vedere appunto Labyrinth e viene catapultato all’interno della storia. Un po’ il sogno di tutti i frequentatori dei cinema a luci rosse!

GAMEPLAY

Sebbene venga generalmente definito un’avventura grafica, Labyrinth è in realtà tanto altro, anzi, soprattutto altro!
Potremmo suddividerlo in parti: la prima, quella testuale, illustra la trama e la situazione in cui ci siamo cacciati, ovviamente attraverso la bocca pixellosa di David “Jareth” Bowie, che come da copione ci minaccia informandoci che conosce tutti i nostri punti deboli. Insomma il solito simpaticone!
Dopo queste rassicuranti premesse arriva la seconda fase, intitolata proprio “The Labyrinth”: abbiamo una visione laterale sul nostro personaggio che si sposta in un corridoio pieno di porte, alla ricerca di quelle in cui poter entrare. Nel tragitto troverà anche degli oggetti utili che potrà raccogliere e mettere nell’inventario.

Sti religiosi sempre a chiedere soldi!

Entrando nelle varie porte si arriva in nuovi ambienti, tutti ovviamente ispirati a quelli presenti nel film. Per sopravvivere dovremo risolvere dei piccoli quiz ed enigmi e sfoderare gli oggetti che abbiamo precedentemente raccolto. Una delle parti più inquietanti è senz’altro il “Wall Of Hands”: il personaggio viene letteralmente trascinato su e giù per un muro da numerose mani che ne fuoriescono e che si vantano di tutte le persone che hanno ucciso in precedenza. Tuttavia con un po’ di dialettica al momento giusto riuscirete a lisciarvele e avere salva la vita!
Tra le più interessanti invece citerei la “Upside-Down Room”, palesemente ispirata alle scale di Escher e in cui ci muoviamo in tutte le direzioni. Proprio nel senso letterale del termine!
Non mancano i livelli ambientati in veri e propri labirinti, durante i quali portare a termine missioni ben precise. La sfida finale con Jareth invece è talmente rapida da sembrare quasi una trollata.

Ho visto film porno meno inopportuni

GRAFICA & SONORO

Labyrinth si pregia di una grafica che urla “HOME COMPUTER ANNI 80” da ogni pixel. E non può che essere coerente in questo, dato che è stato creato proprio per gli home computer negli anni 80! Si notano quindi i primi tentativi di dare maggiore caratterizzazione e dettagli agli ambienti, ai personaggi e a tutti gli elementi che appaiono sullo schermo, anche se con risultati un po’ confusionari: notevole anche la sproporzione tra il protagonista e gli spazi in cui si muove!

Per quanto riguarda il sonoro, deve esserci stato un misunderstanding con David Bowie: probabilmente devono aver chiesto a lui di occuparsene e lui non ha afferrato il concetto, perché la colonna sonora è del tutto assente, fatta eccezione per un motivetto finale poco convincente al momento della vittoria.

Bowie che si mimetizza col muro per non fare la colonna sonora

LONGEVITÁ

Beh cari bit-ellini, c’è ben poco da cincischiare perché è il gioco stesso che vi pone un limite: 13 ore massimo per finirlo, altrimenti sarete persi per sempre nel labirinto! E le teorie del complotto, che già si sprecavano attorno a Labyrinth, trovano nuova linfa!

Il rassicurante count-down sempre in bella vista

CURIOSITÁ

  • Questo gioco prevede una versione molto rudimentale delle mappe, rappresentate da una semplice riga sulla parte bassa dello schermo, dalla quale possiamo monitorare gli spostamenti del personaggio.
  • È stata la prima avventura grafica della LucasArts e l’unica a non viaggiare sul motore SCUMM, che era ancora in fase di sviluppo.
  • In USA fu un successo commerciale maggiore del film a cui è ispirato!

CONCLUDENDO

È sicuramente un gioco che va provato da tutti i fan del film, che potranno vivere in prima persona le avventure della piccola Jennifer Connelly!
In seconda battuta lo consiglierei comunque a tutti coloro che amano le sfide e i puzzle, perché troveranno pane per i loro denti!

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