Gain Ground (1988)

La guerra è limitata, la pace è contrattata (di Winona Raiden)

Dai raga siamo sinceri, che schifo la pace! Vi immaginate uno status per colpa del quale ognuno viva esprimendo liberamente le proprie idee, il proprio orientamento sessuale, magari persino esplicitando le proprie cultura e tradizione? Sarebbe terribile, specie se questo avvenisse in maniera promiscua, tutti insieme nello stesso luogo a vivere in maniera diversa.
Dove finirebbe la sana voglia di prevaricazione dell’uomo? Che fine farebbe il rassicurante ordine che dice che qui comando io e si fa come dico io, e magari da un po’ più in là puoi comandare tu e fare come dici tu?
Ognuno per sé e Dio per tutti, meglio se il Dio cristiano!

TRAMA

È proprio da queste premesse che prende il via “Gain Ground”: siamo nel 2348 e i terrestri, per qualche oscuro motivo, vivono in pace da tempo. Quand’ecco, un non meglio specificato Governo Federale entra in allarme a causa di questa condizione e decide di restituire all’uomo il suo istinto bellico.
Per farlo, crea nientemeno che un Supercomputer simulatore di guerre in varie epoche, che possa stimolare l’animo combattivo degli abitanti del pianeta.
Peccato che il debugging fosse andato male, perché il computer impazzisce e prende in ostaggio una quantità esagerata di cittadini. Urge recuperarli, ovviamente mentre ci si chiede se non fosse tutto programmato!

GAMEPLAY

La modalità di gioco è piuttosto semplice: si svolge in maniera verticale e dobbiamo guidare il personaggio, scelto di volta in volta tra il range dei 20 guerrieri migliori, dalla parte bassa dello schermo a quella alta, in cui si trovano le uscite.
Naturalmente nel far questo dovremo fronteggiare i vari nemici: ogni stage si svolge in un’epoca diversa e ha una diversa scenografia. I personaggi sono invece caratterizzati da punti di forza e di debolezza personali.

GRAFICA & SONORO

La grafica non è per nulla male: laddove Nintendo aveva scelto di essere il più pucciosa e cartoonish possibile, SEGA era votata soprattutto a produzioni dalla rappresentazione realistica e che si guardavano bene dallo strizzare l’occhio all’immaginario bambinesco. Gain Ground non è affatto un’eccezione: le sue ambientazioni sono minuziosamente dettagliate, i suoi personaggi spiccatamente “umani”.
La colonna sonora, uscisse oggi, finirebbe dritta dritta nell’apprezzato calderone retrowave. O meglio, è la retrowave che trova ispirazione proprio in questo genere di composizioni.

LONGEVITÁ

Parliamo di non meno di 50 livelli per la versione console (“solo” 40 nella versione arcade) quindi, se vi appassionate alla meccanica del gioco, che purtroppo non ha alcun tipo di variazione, avrete il vostro daffare.

CONCLUDENDO

Se schifate la pace e volete tirare uno schiaffo morale in faccia alle Miss che a ogni candidatura la evocano, siete nel gioco giusto. Tirate fuori il vostro istinto primordiale con Gain Ground e andate a prendervelo, quel terreno!

 

L’unica Miss che ci piace

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