SWORD OF THE BERSERK: GUT’S RAGE (Dreamcast – 1999)

Salve a tutti, carissimi amici Bit-ellonici. Sono sempre io, il vostro Magnum CD-i!

Come ormai avrete capito dalle temperature elevate, è arrivata l’estate, il momento dell’anno che più di tutti ci riporta indietro nel tempo.
Vacanze al mare con la famiglia, grandi falò sulla spiaggia, chitarre che suonano sotto le stelle, amori che bruciano come una tequila lasciata al sole. L’estate però è anche un momento importante per le nostre passioni, perché di solito il tempo libero aumenta e questo ci permette di dedicarci alle nostre passioni. Qui alle Hawaii ovviamente l’estate non finisce praticamente mai, per cui sembra sempre di essere in vacanza. Stavo giusto tornando a villa Masters dopo l’ennesimo caso risolto, quando ho visto un tramonto splendido all’orizzonte. Non ci si abitua mai a questo tipo di bellezza, quindi ho fermato la mia Ferrari 308 GTS e sono sceso sulla spiaggia. E lì mi sono rivisto, in un tempo lontano, a leggere fumetti sotto l’ombrellone, mentre davanti a me il Mar Tirreno si stiracchiava lungo la costa toscana.
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Una delle letture più appassionanti che abbia mai fatto, e che iniziai proprio in un’assolata estate di tanti anni fa, è Berserk, un manga dark fantasy di Kentaro Miura. Una storia cupa e violenta come poche altre, una qualità di disegno impressionante, un’atmosfera impareggiabile: così ricordo Berserk. Con il passare del tempo il manga (ancora oggi lontano dalla conclusione) si è ammorbidito ed ha subito influenze e contaminazioni che ne hanno alterato in parte lo spirito, ma rimane comunque un’opera importante nel vasto panorama del fumetto giapponese.
Come gli appassionati sapranno, oltre a tre film d’animazione ed a due serie uscite nel corso degli anni, esistono ben tre videogiochi dedicati alle avventure di Gatsu e compagni: Berserk and the Band of the Hawk della Koei, di cui non parlo per non essere ammonito dal team bit-ellonico (troppo recente), il notevole Berserk Millennium Empire Arc: Chapter of the Holy Demon War della Yuke’s per Playstation 2 (2004), rimasto purtroppo relegato al solo territorio giapponese, e un capitolo esclusivo per Dreamcast, di cui vi parlerò oggi.
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E’ proprio sulla grande console Sega che vede infatti la luce Sword of the Berserk: Gut’s Rage, un hack and slash, sviluppato sempre da Yuke’s, uscito a fine 1999 in Giappone e ad inizio 2000 in America ed Europa.
Gatsu e Caska, finalmente riuniti, stanno andando verso le terre degli Elfi, nella speranza di trovare una cura che guarisca la giovane guerriera dalla sua pazzia. Al loro fianco, come sempre, c’è l’elfo Puck. Il gruppo si imbatte in una carovana attaccata dai banditi. Gatsu riesce a metterli in fuga e conosce una giovane artista, Rita, che li invita a seguirli in un piccolo borgo dove potranno trovare riposo. La cittadina però è infestata da una misteriosa pianta, la mandragora, che si impadronisce dei corpi delle sventurate vittime li fa diventare dei mutanti omicidi.
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Il gioco vede il coinvolgimento diretto di Miura, che scrive una storia originale dal grande impatto emotivo, realizzando anche alcune illustrazioni apposite. Il risultato è una narrazione di grande qualità, realizzata attraverso lunghe sequenze particolarmente d’impatto, realizzate col motore grafico del gioco.
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L’impianto estetico è di ottima fattura: grande cura è riposta nella modellazione di ambienti e personaggi ed il tutto è arricchito da un buon uso di luci dinamiche ed effetti, a cui si aggiungono le coreografiche scene di intermezzo. Nonostante i vent’anni sulle spalle, Berserk riesce quindi ad essere ancora esteticamente accattivante, soprattutto se giocato con l’attacco VGA su un bel monitor (possibilmente crt).
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Il comparto audio è caratterizzato da un buon doppiaggio in inglese, unito ad un discreto comparto effetti e ad una eccellente colonna sonora, composta interamente dal grande Susumu Hirasawa, che aveva precedentemente lavorato proprio su quella dell’anime televisivo del 1997 (con risultati splendidi tra l’altro). Se vi capita ve ne consiglio assolutamente l’ascolto.
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Gut’s Rage è un hack and slash tridimensionale. Attraverseremo i vari livelli con Gatsu, affrontando decine di nemici di ogni tipo, dai classici soldati con armatura a mostri e creature sovrannaturali. Ci muoveremo in una serie di livelli dall’ambientazione molto varia, cercando l’uscita a suon di colpi di spada; occasionalmente ci troveremo di fronte ad un boss, che dovremo sconfiggere in scontri in aree circolari più ampie.
La caratteristica peculiare, che ha fatto storcere il naso a diversi giocatori, è che l’enorme spada di Gatsu sarà difficilmente utilizzabile in alcuni livelli, in quanto tenderà ad incastrarsi nel muro. Questo ci costringerà ad utilizzare un approccio molto più tattico, forzandoci a scegliere alcune (non particolarmente efficaci) armi secondarie per stendere i nemici, tra cui una balestra a ripetizione ed i classici pugni da corpo a corpo. Colpendo i nemici riempiremo lentamente la barra dello stato di furia (per dirlo alla Cannarsi); una volta carica Gatsu andrà in berserk, e potrà colpire con grande potenza i nemici ignorando muri ed ostacoli. L’uso tattico della barra si rivelerà molto importante, in quanto ci permetterà di uscire dalle situazioni più complicate. Per i momenti di particolare difficoltà, inoltre, avremo a disposizione un potente cannone montato sul braccio sinistro, che potrà essere usato solo una volta per livello.
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Durante le sequenze d’intermezzo ci troveremo ad affrontare situazioni impreviste, in cui dovremo premere il tasto su schermo al momento giusto. Berserk è infatti uno dei primi giochi in assoluto (assieme a Shenmue) a presentare gli ormai famigerati “quicktime events” in forma moderna, come li conosciamo oggi. In caso di errore, il percorso si aprirà su una sezione alternativa a quella principale, rendendo di fatto l’avventura comunque varia ed interessante.
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Il titolo presenta inoltre un livello di difficoltà abbastanza ben calibrato, con qualche punta di frustrazione solo in qualche particolare scontro. La possibilità di poter scegliere il livello di difficoltà metterà d’accordo tutti.
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La durata del gioco purtroppo si attesta su un livello piuttosto basso e presenta quasi più sequenze d’intermezzo che gioco vero e proprio. Questo da un lato rappresenta un grosso limite, ma dall’altro fa assomigliare Berserk ad un vero e proprio anime interattivo, in cui però la trama stessa risulta particolarmente interessante e si sviluppa in modo serio e coerente con l’universo narrativo tipico della saga. Questo ne fa un titolo da consigliare assolutamente ai fan della serie, mentre gli altri troveranno comunque un piacevole diversivo con cui trascorrere del tempo, magari proprio in questi afosi giorni d’estate.
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Il tramonto cala all’orizzonte e la serata è ancora lunga, tempo di risalire sulla 308 GTS e partire in corsa verso villa Masters. Appena tornerò in Giappone, vedrò di andare a fare quattro chiacchiere con il buon Miura, magari riesco a convincerlo a portare in fondo questa saga infinita…

Il vostro Magnum CD-i vi saluta e vi ricorda l’appuntamento col prossimo articolo Bit-ellonico che, a differenza di questo, dovrebbe essere disponibile il prossimo venerdì.

Ci vediamo in giro!!!

Magnum CD-i

magnum prova
“This Isn’t Even My Final Form”

 

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