LIFE FORCE / SALAMANDER (NES)

Il senso della Konami per il level design. (di Starfox Mulder)

life force
Negli anni 80, se parlavi di biscione, non sempre ti riferivi all’Inter o alla Fininvest.

Quando entra un nuovo membro nel team dei Bitelloni di solito lo fa in maniera violenta e fastidiosissima. Segata Kenshiro ad esempio ci è entrato in redazione al grido di “trasmigrazione attraverso i Monty Python” che è di un nonsense spaventoso, ma tant’è!

Dovendo trovare un “retrogaming meaning of life” mi è comunque venuto subito in mente Salamander (da noi Life Force) per Nes, un’ottima conversione del classico arcade con una caratteristica singolarissima: slow boss, fast levels.
Detta così non si capisce niente, quindi: SIGLA!

La Salamandra non è un serpente.

TRAMA

Due anni sono passati dalla battaglia sul sistema stellare di Bacterian (quindi dopo Gradius III). Nel pacifico pianeta Gradius stavano già tutti impegnati in banalità tipo tornei di Burraco o gare di lancio del nano quando ad un tratto comparve in cielo una nuova terribile minaccia: l’organismo biologico denominato Life Force. L’essere assorbe ogni energia che gli capita a tiro nelle vicinanze, forme di vita incluse, finendo per far suo pure il pianeta Gradius. Inutile dirvi che il sopravvissuto è sempre l’eroe del precedente Gradius: il Vic Viper – Voi!

Carichi e pronti a sparare (mai come in questo caso) vi dirigete contro la creatura con lo stesso approccio di un Marion Cobretti spaziale. Hell Yeah!

Salamander-3
Se vedete il punteggio per il secondo giocatore è perchè Sì: c’è il multiplayer.

GAMEPLAY

Life Force/Salamander non è altri che uno spin-off della serie Gradius, a sto punto dovrebbe essere palese anche ai più smaliziati di voi, e di conseguenza ne eredità tutte le dinamiche. Oltre a muoverci con la croce direzionale, il Viper sparerà con il tasto B ed attiverà il power up raggiunto con il tasto A. Nient’altro. Val quindi la pena aprire una bella parentesi sul sistema di power up della serie (tanto è sempre uguale).

Raccolto un power up dai nemici uccisi ci si accenderà la prima casella dei power up disponibili. Attivandolo subito otterremo un boost permanente (almeno finché non moriremo) alla velocità della navetta, azzerando subito il contatore dei power up recuperati, mentre se attenderemo di prendere un secondo power up ci si accenderà la casella relativa ai missili e via di seguito. I potenziamenti più forti sono ovviamente a fondo scala ma recuperarli significherà restare nudi e crudi fino ad allora mentre una strategia più diretta potrebbe essere quella di pomparci prima coi power up minori. La varietà del gioco sta principalmente in questo sistema che prevede un minimo di tattica, variabile da giocatore a giocatore.

lifeforce-7
Vieni qui, fatte abbracciare!

I Boost disponibili sono 6:

– Speed: Aumenta la velocità della navetta e può esser preso fino a 5 volte. Ad un certo punto diventa ingovernabile quindi penso dipenda dai vostri riflessi capire quando fermarvi.
– Missile: Iniziamo a sparare dei bei missili in varie direzioni. Acquisibile due volte.
– Ripple: Un colpo circolare che va a sostituirsi al nostro normale sparo per una potenza di fuoco aumentata. Fino a due avanzamenti.
– Laser: Come il precedente ma con una potenza di fuoco ancora maggiore e francamente da preferirsi sin da subito. Due volte avanzabile.
– Option: Un nome che apre a mille possibilità ma si traduce in un uno sparo più diffuso dovuto ad un mini pod che graviterà intorno al Viper. Se ne possono avere due nella nostra versione, in quella giapponese tre.
– Force: In sostanza uno scudo pronto a circondare la navetta e parare un tot di colpi ad essa diretti.

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Verticalizzatevi, su Vic Viper channel!

GRAFICA & SONORO

Andiamo assai bene su entrambi i fattori, specie contando che il Nes non è che potesse far miracoli, eppure non rallenta, rimane sempre coloratissimo e ci incalza con le sue musichette iconiche. La Konami dell’epoca non aveva grandi rivali e qui lo ribadì alla grande pure su una conversione.

Life_Force_-_NES_-_Stage_1
…felice di stare lassù.

LONGEVITÀ

Capitolo interessante sia perché i sei stage di cui è composto il gioco non sono affatto uguali tra di loro, sia perché il livello di difficoltà è altissimo….tranne quello dei boss.

Come accennato in apertura la caratteristica che più mi ha stupito di Life Force è un level design mortale in maniera indecente. Stage che si modificano mentre ci passiamo attraverso ed ecco che un fiotto di lava improvviso ci investirà uccidendoci, una parete inesistente fino ad un attimo prima sorgerà rendendoci impossibile attraversare (ed uccidendoci) o un altro dei tanti modi inventati dai programmatori per farci bestemmiare ci si porrà dinnanzi. Per uscirne con meno morti possibili tocca per forza imparare a memoria ogni pattern ed avanzare anticipatamente quando serve così come arretrare a fondo schermo in altri casi. La prima volta moriremo per forza, ancora ed ancora, finché la frustrazione non ci spingerà ad usare il celeberrimo Konami Code.

Konami_Code_-_03
+30 vite

D’altra parte invece, i sei boss di fine livello sono una mezza passeggiata, almeno per chi è abituato come me agli shoot’em ups. Strategie semplici che si traducono sempre nel capire come attacca l’avversario e quando è il momento giusto di contrattaccare (suggerimento: mirate sempre agli occhi o presunti tali). Non sono mai morto contro nessun boss, giusto per farvi la tara della loro semplicità.
Da segnalare inoltre che la struttura dei livelli si alterna tra orizzontali (1-3-5) e verticali (2-4-6). Interessante variazione sul tema.
La longevità è quindi di quelle alte perché se da un lato avrete i vostri momenti di riposo contro i grandi antichi di turno, dall’altra dovrete affinare riflessi e memoria per non schiantarvi contro i mille pericoli disseminati lungo il percorso. Addestratevi!

salamander-1
Se vi pare il boss della copertina è perché…forse…

REPERIBILITÀ/COME CACCHIO CI GIOCO

Stando nel PAL c’è una sostanziosa differenza tra Pal A e Pal B (per chi non lo sapesse, la seconda categoria è dedicata a Francia e Germania). Manco a dirlo: Pal A costa molto di più. Circa 60 paperdollari per la versione completa, la metà per il loose. Ed i Pal B?Dividete tutto a metà e risparmiate un sacco.
Certo, non è scontato che il vostro Nes sia in grado di leggere i Pal B, quindi armatevi di cacciaviti e seguite il dottore.

salamander-11.png
Alla voce impegnarsi duro: questa è la schermata finale di Salamander. Life Force presenta invece la sola scritta KONAMI. Meno male che sul resto avete lavorato bene và!

CONCLUDENDO

Stiamo di fronte ad uno dei migliori shoot’em ups degli 80es e sicuramente nella top 3 del genere per Nes. Se non siete ostili ad un genere che vi obbligherà a morire e ricominciare decine e decine di volte, francamente non c’è un solo vero motivo per cui non farlo vostro. Divertente ed impegnativo…what else?!

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