Toilet Kids (1992)

Un gioco da bagno… (di Winona Raiden)

“River Raid”, uscito per Atari 2600 nel 1982, fu un titolo da record.

La sua particolarità fu quella di essere il primo videogame programmato interamente da una donna, Carol Shaw, dimostrando così che il gentil sesso non ha nulla di meno dell’altra metà del cielo nell’inclinazione a tematiche nerd.

Ma non è di questo glorioso avvenimento che parleremo oggi, giacché ci troviamo ancora nel mese dei tarocconi. E spesso, le storie dietro alle “copie di” sono molto meno nobili, ma non per questo meno divertenti.

Sigla!

TRAMA

Mah, che trama volete che abbia un gioco che si intitola “Toilet Kids”? Davvero può esistere una storia in grado di giustificare il dover sparare a water volanti, cacche di varie dimensioni e dover combattere contro ragni a forma di culo?

Secondo Bits Laboratory, sviluppatori del gioco, sì!

Infatti il bimbo protagonista di Toilet Kids non si trova in quel mondo fecale così, a caso, ma vi giunge cadendo erroneamente nella tazza del cesso e venendone risucchiato.

Qui cominciano i guai…

Or che mi sovviene, conoscevo una bambina che aveva un certo terrore del water e per anni fece fatica a usarlo… chissà, magari aveva intuito qualcosa!

Adesso che tutto ha molto più senso, possiamo dedicarci ad analizzare cosa accade in Toilet Kids e vedere come farà il nostro eroe a tornare a casa.

GAMEPLAY

Come accennato più sopra, Toilet Kids è una sorta di River Raid (o una sorta di Xevious) in versione trash.

La modalità di gioco è quindi quella di uno sparatutto a scorrimento verticale. Anche in questo caso il giocatore comanda un aereo (aka vasino ) che però, invece di destreggiarsi in una zona di guerra popolata da militari, terroristi e bombe, dovrà farsi strada tra nemici un po’… scatologici.

Gli attacchi arrivano sia dalla terra che dal cielo, quindi massima attenzione.

Fortunatamente vengono in aiuto delle “colonie” di cacche dorate, che, se colpite in quantità sufficiente, concedono dei bonus.

Mi sovviene una bestemmia che in questo caso sarebbe solo una descrizione

GRAFICA & SONORO

Il tema ormai è chiaro e la parola d’ordine è NERDA. La grafica comprende un’incredibile varietà di utilizzi della stessa: ci sono nerde d’oro, templi con le cupole di nerda, isolotti a forma di nerda e chi più ne ha metta. Dove non ci sono nerde ci sono altri pezzi d’arredo dello stesso campo semantico, inclusi piccoli pisellini di bambino volanti, degni di quel tipo di inappropriatezza che solo i giapponesi sanno regalare. Il tutto ovviamente è molto colorato e dettagliato, sia mai che vi sfugga qualcosa…
Col sonoro invece hanno deciso di prendersela più comoda, sfornando un motivetto qualsiasi a 8 bit (anche questo giapponesissimo) e i rumorini di sorta che indicano spari, ferite e così via.

Capito cosa intendevo?

LONGEVITÀ

Siamo di fronte a un gioco non troppo difficile, in cui i riflessi pronti la fanno da padrone e diventano l’abilità principale che serve al giocatore per avanzare in questo mondo di merda (no, non è un attacco di sconforto!).

È uno di quei titoli ideali a fare da “svuotamente “, per passare una serata nerdando ma senza l’incombenza di dover ricordare trame complicate e risolvere intricati enigmi. Non è infatti nato per occuparvi chissà quanto tempo, e diventando sufficientemente bravi sarete in grado di completarlo in mezz’ora.

CONCLUSIONE

So che sembra incredibile, ma “Toilet Kids” non ricevette una distribuzione su scala universale, ma rimase un’esclusiva del PC Engine (poi ci chiediamo perché la console sia fallita…). Diventa quindi un titolo must have, o almeno must try, per tutti coloro che amano spingersi negli angoli più reconditi del retrogaming!

Vale la pena spenderci il cash già solo per il booklet

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