EXHUMED (Saturn – PS1 – PC)

Walk like an Egyptian (di Starfox Mulder)

Belle le cover giapponesi, lasciamo stare che non si capisce nulla.

Vi sembra caldo? A me no, io sotto i 32° tendenzialmente sto da schifo, ma si sa che noi canidi una volta che ci siam bagnati la lingua siamo apposto. Winona invece la pensa assai diversamente ed a forza di ripetere “È caldo…oh che caldo!” se ne esce Magnum che al volo butta lì un “Qual è il tema di Luglio?” e siccome lei continuava in loop a manifestare la sua mancata accettazione del clima estivo, alla fine si è deciso così: si parla del caldo!
Difficile? Ma quando mai: c’è l’Egitto!

Exhumed in Europa, Powerslave in America (sì, come l’album degli Iron Maiden) e “Seireki 1999: Pharaoh no Fukkatsu” in Giappone, fu l’opera prima dei Lobotomy Software (e l’unica originale).
Chi erano costoro? Dei geniacci che seppero convertire Quake e Duke Nukem 3D sul Saturn come nessuno pensava possibile e siccome dimostrarono da subito di sapersi muovere sulla console a 32 bit Sega, io vado a recensirvi quella versione. Daje!

Miss you so much!

TRAMA
Oggi (1996) a Karnak è scoppiato un gran casino. L’antica città egiziana è stata la prima a vedere fuoriuscire demoni dimenticati dalle viscere della terra, col palese intento di dominare il mondo conosciuto o renderlo una distesa di morte. Creature antropomorfe con la testa di sciacallo, bestie giganti dall’aggressività incontenibile ed enormi mostri (o Boss) pronti a distruggere tutto e tutti. A chi toccherà mettere le cose apposto? Chiaramente, come andava tantissimo in quel periodo, sul luogo erano già stata inviate squadre speciali che si ritrovarono presto al silenzio radio perenne, quindi noi soli, ma motivatissimi, vedremo di bastare per la salvezza dell’Egitto, del Nord Africa e del pianeta Terra tutto!

Walk like an egyptian

GAMEPLAY
E’ un fps in prima persona, quindi sapete perfettamente cosa aspettarvi.
Ben lontani dallo standard odierno dell’utilizzo grilletti come “prendo la mira(L) e sparo(R)”, Exhumed dedicava i tasti laterali allo strafe, mentre AB e C servivano rispettivamente a sparare, saltare ed aprire porte. Con la X spostiamo la visuale mentre Y e Z scorrono le armi e via che si scorrazza indirizzando il nostro personaggio con la croce direzionale.
Vi allineerete ai comandi in pochissimo tempo quindi non state a preoccuparvene troppo e parliamo invece di quel che è davvero il gioco.

E dite grazie che fino ad un attimo prima ci si difendeva a spadate.

A differenza dei titoli dell’epoca (Doom, Quake, etc..) in cui si esploravano i livelli per recuperare munizioni e cure, qui vengono rilasciate dai nemici uccisi (o dai contenitori fatti scoppiare) sotto forma di sfere rosse o blu. Le prime curano i Punti Ferita persi, le seconde rigenerano le munizioni per l’arma che staremo impugnando in quel momento. Le armi, a proposito, sono tante e vanno dai revolver alle bombe a mano, passando per la sempre utile sciabola che non si scarica mai. L’esplorazione comunque la fa da padrona a più non posso per due motivi:

La mappona


1 – Oltre alle già citate armi dovrete trovare, per terminare il gioco, tutti i pezzi di una ricetrasmittente ben nascosti in certi stage, i power up che renderanno il nostro personaggio capace di mirabolanti imprese (respirare sott’acqua, saltare molto in alto, etc…) ed i collezionabili supercelati dagli sviluppatori pronti ad elargirci il mini gioco extra “Death Tank”.

Tipo Worms ma con meno carisma.


2 – …ve lo dico nel capitolo sulla Longevità!

Il mezzo migliore (nonché il solo) per spostarsi tra gli stages.

LONGEVITÀ
Oltre ad essere un gioco molto figo ed originale, di grande impatto anche sul fronte tecnico per l’epoca, Exhumed presentava una longevità particolare perchè ogni singolo livello era esplorabile più e più volte. Prendiamo il primo stage da cui inizierà il gioco (ok il secondo, il primo è praticamente un tutorial) ossia Karnak: come minimo ci si dovrà ripassare 4 volte. Ogni nuovo power up o arma acquisita dal nostro personaggio gli permetterà di procedere in direzioni precedentemente precluse, ed ecco che un livello apparentemente corto ci risulterà alla fine davvero immenso per tutte le diramazioni che saremo riusciti a sbloccare in esso. Non proprio free roming, più un motivante backtracking degno dei titoli d’avventura che fino a quel momento eravamo stati abituati a vedere in 2D, con poche eccezioni sul fronte fps (qualcuno ha detto Hexen?).
I livelli son comunque parecchi, nascondono molti segreti che dovremo in certi casi trovare anche solo per completare il gioco (i già citati pezzi di trasmittente) e presentano sessioni platform ben calibrate ma parecchio punitive.
In tutto ciò: nessun livello di difficoltà selezionabile.
O si porta a termine così com’è o si muore da eroi.

Fire in the…sarcophagus

GRAFICA E SONORO
Calatevi nei panni del voi stessi nel ’96 e….bomba! Sia sul fronte estetico che sul quello uditivo Powerslave/Exhumed è un piccolo miracolo. La potenza della macchina è sfruttata al meglio ed il motore grafico dedicato per la versione console non ha nulla da invidiare ad altri giochi simili, restando anzi (con buone probabilità) il miglior fps uscito su Saturn.

Ramses è il nostro Charlie, noi siamo i suoi angeli.

REPERIBILITÀ/COME CACCHIO CI GIOCO
Fino a poco tempo fa Exhumed era uno dei titoli che meglio coniugava il rapporto qualità/prezzo di tutta la soft-teca Saturn. Versione Pal completa a 15-20€ senza problemi. Oggi la cosa si è un po’ complicata e vi potrebbe capitare di girare a vuoto prima di trovarlo al giusto prezzo, che comunque si attesta sulle cifre appena citate. In edizione USA o JAP le cose peggiorano invece enormemente e non ci vorrà nulla che vi tocchi sganciare il centone. Evitate e viaggiate a 50hz, ne vale la pena.

Chiudere la recensione con la schermata di apertura: fatto!

CONCLUDENDO
Mi stupisco che a 5 anni dall’avvio dei Bitelloni sono arrivato solo oggi a parlare di Exhumed. E’ uno dei miei giochi preferiti per una delle mie console preferite e questo primato se lo è guadagnato in tante maniere. La programmazione certosina che permette un frame rate sempre alto e costante, l’ambientazione originale, lo stile di gioco che punta più all’esplorazione che allo scontro nudo e crudo (comunque presente e ben fatto) più una serie di altre chicche che capirete solo giocandoci.
Sì, è un titolo da provare e va fatto su Saturn o, in alternativa, su PS1. Fatevi il favore di evitare la versione PC che, pur arrivando prima, fu creata sul motore di Duke Nukem 3D e perde lo splendore dei Lobotomy che si arrangiavano da soli.
Dio Anubi quanto mi mancano i Lobotomy.

2 pensieri su “EXHUMED (Saturn – PS1 – PC)

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