DRACULA (Intellivision)

Succhio succhio, lecco lecco. (di Starfox Mulder)

Ciao Edward Cullen, ciaone proprio!

Non ne avete un po’ piene le p…scatole dei vampiri?
Cioè, quando si era bimbi non è che il mostro dalle origini rumene fosse così diffuso. C’era il socio di Carletto principe dei mostri, il villain de l’Ammazzavampiri, qualche comparsata del padre di Ransie ma poco altro . Oggi invece: vampiri a pioggia (di sangue ihih…Cristo!).
True Blood, la saga dei luccicosi, The Strain, Vampire The Masquerade, eccetera eccetera.
Insomma han stancato oltre ogni misura, quindi mi rifugio in quel passato nostalgico in cui poter interpretare un non morto col mantello inamidato era un’evasione dalla realtà fichissima. SIGLA

TRAMA
Dal vostro castello tra i Carpazi ricevete la visita di Jonathan Harker, inviato per…no, nulla di tutto ciò. Il nome Dracula è stato dato al gioco solo per darci immediatamente il rimando ai vampiri ed è proprio quello che saremo: un vampiro innominato che dovrà scovare vittime con cui saziarsi per non morire di fame. I programmatori del gioco non han pensato all’eventualità di scassinare l’Avis, ragion per cui il sangue dovrete cercarvelo dalla fonte. Attenti però, se arriva l’alba finirete arrostiti, così come se verrete presi da un avvoltoio mentre siete in forma di pipistrello, ed in entrambi i casi sarà game over. A rallentarci anche gli sbirri (manganelli di frassino a noi) o i cani castrati.

“Signora, ho paura che mi morda, mica che mi inculi!”

GAMEPLAY
Alla Imagic avevano evidentemente capito che tutta quella tastiera andava lasciata da parte immediatamente dopo l’avvio del gioco, ragion per cui la userete solo per settare difficoltà e numero di giocatori.
Esatto: c’è il multiplayer e non solo il prevedibilissimo “alternato” ma addirittura il collaborativo (col second player che usa alleati zombie) o competitivo (col second player che muove le vittime rendendoci difficile l’assaggio).

Inlay in breve

Il grosso comunque lo farete con il disco direzionale con cui potrete spostarvi lungo le strade della vostra città e i due grilletti laterali: uno per mordere e l’altro per trasformarvi in pipistrello. La prima pratica mi pare non richieda delucidazioni, mentre per la seconda che devo dirvi: volare vi tiene lontani da certe minacce esponendovi ad altre, quindi a voi la scelta!
In qualsiasi momento comunque, cliccare su uno dei tasti numerati durante la partita richiamerà la barra di gioco in cui troverete il vostro attuale livello di sangue (terminato morirete) ed il tempo di gioco (tornate al cimitero entro le 5:00).
Scovare vittime sarà un po’ facile ed un po’ no. Alcuni si faranno trovare direttamente a passeggiare per strada in piena notte (giudice, mi ha provocato) mentre altre le andrete a stanare a casa loro bussando nelle case che presentano occhietti vispi intenti a scrutarvi dalle finestre.

Signore aspetti, ha un momento per parlare della piaga dell’emofilia?

Scopo di ogni stage? Ciucciarvi tutte le vittime, evitare di rimanere arrostiti dalla luce del sole (quindi tornare in tempo al cimitero) e non farvi rallentare da cani in calore o ausiliari del traffico.

Sullo sfondo il nemico numero uno dei vampiri: il sole che ride dei Teletubbies.

GRAFICA E SONORO
Contestualizziamo: per l’82 l’Intellivision rullava forte e questo gioco ne era una dimostrazione, almeno sul fronte grafico. Su quello sonoro stiamo un po’ scarsi ad effetti, ma la musichina classica da notte horror resta un culto.

E’ Baaaaatmaaaan

LONGEVITÀ
Siamo nel 1982 su una console domestica e, per quanto fosse di quel periodo l’eterno Cloudy Mountain, aspettarsi un gioco lunghissimo sarebbe stato se non altro ingenuo. Qui ci troviamo di fronte a tre livelli di difficoltà tra cui scegliere e le differenze ci sono eccome. Più insidie, meno tempo a nostra disposizione e una game-over pronto ad arrivare anche per gli errori più minimali a livello hard. Solito mantra quindi: easy to learn, hard to master!

CONCLUDENDO
Se volete passare un mese di Halloween davvero in stile retrò, non c’è nulla di meglio di una visita alla città senza nome nei panni di un fichissimo vampiro che Bela Lugosi levati proprio. Dracula ha un gameplay intuitivo, un ritmo incalzante e trasuda carisma retroludico in una maniera per cui possiamo metterci il cuore in pace: un remake non ci sarà mai. Quindi armatevi di Mattel Intellivision o di emulatore (jzintv consigliato dallo chef) e dateci dentro!

Citazione:
Due vampiri entrano in un bar. Il barista fa loro: “Che vi offro? Due mente?”. Al che il più anziano dei due risponde “Buon sangue, non mente.”

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