BUGGY BOY (Elite – 1987)

Salve a tutti, carissimi fan Bit-ellonici!
Sono sempre io, il vostro adorato Magnum CD-i, pronto a portarvi un po’ di positiva distrazione in questo periodo tutt’altro che allegro.
In effetti non è che ci sia proprio da sorridere per la situazione generale, anche se qui alle Hawaii abbiamo festeggiato un certo risultato elettorale (ciao ciao parrucchino “paglia e fieno”).
Vista la scarsità di lavoro, sto proseguendo la stesura del libro, alternando il tutto con un po’ di sane partite retro-ludiche.
Tre giorni fa stavo ricontrollando l’armadio dedicato agli home computer, quando vedo il mio prezioso e fidato Commodore 64 di famiglia. Preso da una nostalgia canaglia, l’ho collegato al mio Sony Trinitron a 17 pollici (che usavo proprio con lui), scoprendo con orrore che la schermata principale era piena di simboli, sintomo evidente di un problema ad un chip.
Per fortuna ho amicizie importanti e, tempo due giorni, ho riavuto il C64 in forma smagliante. Quale gioco potevo testare per primo, per assicurarmi che funzionasse tutto? La risposta è apparsa scontata. Ufo sulla Casa Bianca (versione pirata di Saucer Attack) , il primo gioco di cui ho memoria. Purtroppo era meno interessante di quanto ricordassi, tolto l’incredibile impatto estetico (d’altronde il programmatore era quel James Sachs di Defender of the Crown, mica il primo arrivato), per cui mi sono subito rivolto ad altro.
Ecco arrivare davanti a me, all’improvviso, un flash. Sono ancora piccolo e davanti allo schermo, mentre faccio merenda, c’è un gioco di corse che illumina il salotto con i suoi colori vivaci. Trovata la cassetta, la inserisco nel registratore. Shift, Run/Stop, Press Play on Tape e la magia ricomincia. Signore e signori, ecco a voi Buggy Boy!

La locandina dello splendido cabinato di Buggy Boy, con ben tre schermi

Buggy Boy è un gioco di corse che ha come protagonista la celebre Dune Buggy, auto da sogno di tanti ragazzi cresciuti tra gli anni sessanta e settanta.  Sviluppato dal team giapponese Tatsumi nel 1985, il titolo arriva nelle sale giochi con un cabinato di lusso dotato di ben tre schermi e sfoggia un comparto tecnico impressionante. L’ottimo successo spalanca le porte alla commercializzazione internazionale, che avverrà l’anno successivo sotto etichetta Data East (in America) e Taito, a cui seguiranno le immancabili conversioni sugli home computer dell’epoca (C64, ZX Spectrum, Amstrad CPC, Atari St ed Amiga).
La versione per Commodore 64 arriva nel 1987 ed è commercializzata dalla storica casa inglese Elite, che affida lo sviluppo a Dave e Bob Thomas.

Il loading screen di Buggy Boy su Commodore 64, con accanto la medaglia d’oro di Zzap!

Graficamente Buggy Boy mette in mostra fin da subito le capacità del biscottone, offrendo un impatto accattivante, con un buon livello di dettaglio sia per quanto riguarda il nostro bolide che per la pista vera e propria. Il tutto si muove in maniera fluida e veloce con un convincente effetto di scaling applicato a tutti gli elementi presenti su pista. Il tracciato infatti è letteralmente invaso da ostacoli di ogni tipo, ma questo non causa mai problemi di fluidità. Il tutto è inoltre arricchito da un ottimo effetto di scrolling della pista e del fondale, che si muoverà coerentemente con le curve che affronteremo.

Sulla linea di partenza!

Sul lato sonoro troviamo un comparto audio piuttosto elaborato, con diverse variazioni di tono dedicate al motore ed una discreta varietà di effetti aggiuntivi, a cui si aggiungono dei piccoli intermezzi musicali che sottolineano momenti importanti, come il passaggio del checkpoint o la raccolta delle bandierine disposte lungo il percorso.

Paesaggi innevati, bandierine e massi giganti

Buggy Boy è un gioco di corse incentrato sulla lotta contro il timer ed il raggiungimento dei vari checkpoint, come da tradizione del genere. Quello che lo differenzia da buona parte della concorrenza è la costante presenza di una moltitudine di ostacoli sul tracciato, che andranno affrontati con buoni riflessi e qualche escamotage. Troveremo davvero di tutto a sbarrarci la strada: cartelli, alberi, muri di mattoni, grandi massi, gallerie, restringimenti di carreggiata e piccoli corsi d’acqua. Oltre a questi non mancheranno anche Buggy avversarie, che però avranno più la funzione di ostacolo che di veri e propri concorrenti. Sul tracciato saranno inoltre presenti dei rami, che ci permetteranno di saltare e dei piccoli sassi, che ci faranno andare per un po’ su due ruote. Imparare a sfruttarli in maniera strategica è la chiave per il successo, dato che ci permetteranno di evitare le situazioni più difficili. Sul percorso troveremo anche una moltitudine di bandierine colorate, che potremo raccogliere per aumentare il punteggio; saranno inoltre presenti alcuni gate che ci regaleranno punti o del prezioso tempo, oltre ad un pallone da calcio che potremo colpire, lanciandolo a velocità supersonica nel cielo.
I tracciati presenti sono cinque ed ognuno di essi avrà un totale di cinque sezioni. Il primo, Offroad, è una vera e propria pista con cinque giri da completare, mentre gli altri percorsi saranno invece progressivi (alla Outrun), con i vari checkpoint da superare.
Il gioco si rivela divertente ed appassionante fin da subito; completare tutti i tracciati richiede impegno e dedizione, ma regala una soddisfazione che in pochi riescono ad eguagliare.
Da ricordare, anche in questo caso, l’importanza dell’utilizzo di un buon joystick, che vi aiuterà sia nel cambio marcia (tranquilli, ce ne sono solo due) che nell’affrontare con precisione i vari ostacoli.

Un gate da 100 punti ci aspetta, mentre sorpassiamo un altro pilota

Buggy Boy è un titolo ancora oggi fresco e perfettamente godibile, che non risente del passare del tempo e risulta immediato e frizzante come solo i grandi classici sanno essere.
Non vi resta quindi che vestirvi in stile anni settanta, mettere su il 45 giri di “Dune Buggy” degli Oliver Onions e lasciar scorrere i ricordi con il vostro Commodore 64 (o un computer a scelta tra quelli menzionati sopra). Io lo sto facendo adesso e mi sento alla grande, nonostante lo sguardo contrariato di Higgins.

Non poteva mancare il percorso a tema estivo

Per oggi dalle Hawaii è tutto, il vostro Magnum cede la linea al collega Rusty Cage, che vi allieterà questo venerdì con un articolo speciale.

Alla prossima!!!

MAGNUM CD-i

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