RetroZen: Ever(y)Drive You Take

RETROZEN

I PREZIOSI INSEGNAMENTI DEL MAESTRO SEGATA KENSHIRO CHE CI IMPARA LE COSE

Miei giovani PandaVan, il vostro Segata Sensei è tornato!

Non guardatemi stupiti con quei soliti occhietti vacui da cefali del Bisagno! Credevate davvero che fossi scomparso per sempre, lasciandovi orfani dei preziosi insegnamenti che vi innalzeranno dal vostro status di debosciati e permettevi finalmente di diventare guerrieri degni di essere il Successore della Sacra Scuola Kalinske?

Ma nemmeno per il bélino! Per raggiungere il Settimo Senso e portare il cosmo oltre il limite massimo della costellazione della Focaccia di Recco mi sono sottoposto ad una lunga ed intensa sessione di allenamenti speciali tenuti nientemeno che dal Gran Maestro Tom in persona.

Voi non lo sapete ma essere il Successore è solo il primo passo per raggiungere la perfezione nelle tecniche di combattimento. Per elevarsi al rango di guerrieri eccezionali, bisogna temprare lo spirito ed il corpo affrontando situazioni sempre più impegnative ed al limite delle proprie capacità.

Qui una foto di Sensei Tom mentre mi spiega l’allenamento del Riccio Padulo, quello che se ti prende ti infila un dito nel ….

Oltre all’allenamento fisico, come dico sempre, è importante anche elevare la propria mente, non giudicando mai le cose alla prima impressione ed imparando ad osservare tutto da un’angolazione differente. Per farvi capire meglio cosa intendo, vi racconto cosa ho appreso questa estate in un importante momento di epifania.

Mi trovavo nella prefettura di Okinawa in meditazione sotto una gelida cascata. Mentre aiutavo la mia concentrazione ripetendo il famoso mantra A, B, A, C, A, B, B, che all’uso ti sblocca pure arcane feature nascoste nei picchiaduro Midway, fui interrotto da uno dei monaci di guardia al Tempio della Sacra Scuola che mi annunciò una visita inaspettata.

Direttamente dal Dojo di Supaisu vennero a trovarmi Kuraudia e Andoryū, i miei primissimi studenti, venuti da lontano solo ed esclusivamente per portarmi un regalo di compleanno. Li guardai stupito e mi resi conto che erano passati ben due mesi dal mio arrivo. Come passa veloce il tempo quando non hai da fare una mazza.

Era l’ora di interrompere per festeggiare il genetiliaco mangiando tipici cibi giapponesi come le famosissime Pesuto-tsuki tore netto. Fra un piatto e l’altro arrivò il momento di scartare il pacchetto infiochettato che conteneva questa bella cosa qui sotto.

Senza il Mega Drive sopra però!

Finalmente, dopo tanto tempo, sono riuscito ad entrare in possesso di un Mega CD, che per noi che apparteniamo alla Sacra Scuola Kalinske vale molto più di un esame per il passaggio di cintura. Soltanto chi ha giocato un gran numero di giochi per la più grande console Sega mai prodotta è degno di possederne uno e passare al livello successivo. Il fatto che ne ricevessi uno proprio in presenza di uno stranamente sorridente Sensei Tom, che se guardate le foto sembra sempre incazzato, è stata per me fonte di immensa gioia e gratitudine.

Nel pacco assieme al Mega CD però c’era anche un oggetto demoniaco, creato dai peggiori Oni che popolano gli inferi: UNA EVERDRIVE.

Mi alzai in preda ad un misto fra lo sdegno e la rabbia. Come potevano i miei primi studenti portare proprio a me un oggetto così impuro e malevolo come il nefando cartuccione pieno di giochi taroccati?

Stavo per prendere a mazzate negli stinchi i due quando il Magnificiente Kalinske in persona si pronunciò:

“Segata, anche gli strumenti del male possono essere usati a fin di bene. Ad esempio, puoi caricare il Bios del Mega CD Nipponico e giocare con i giochi import. Sono sicuro che sei abbastanza forte per resistere alla tentazione di smettere di collezionare giochi. Ti dirò di più: l’Everdrive potrà aiutarti nella tua ricerca della perfezione.”

Le parole di Kalinske San mi colsero di sorpresa. Il Sommo mi stava dando la la sua benedizione per utilizzare la malevola cartuccia?

Capite, miei giovani PandaVan: è un po’ come se il Papa uscisse dal balcone la domenica e si mettesse a lanciare preservativi alla folla sottostante cantando Oilele’ Oilala’ delle Teste Sciroppate. Son proprio cose che non ti aspetteresti.

Appena finimmo di mangiare, mi congedai dai miei commensali per andare a provare subito il nuovo arrivato. Il lato oscuro però stava già agendo attraverso l’Everdrive. Sentivo una voce ghignante che sussurrava frasi tentatrici.

“Cosa vuoi che ti possa succedere utilizzandomi? Prova solo un gioco fra quelli che non hai originali, su. Non lo dico a nessuno…. Hai forse paura, SEGATA?”

La bastarda faceva leva sul mio orgoglio guerriero per farmi cadere in trappola ed io non feci nulla per resistere. Presi la cartuccia, la infilai nel Mega Drive e accesi, trovandomi davanti alla schermata di selezione.

Mi trovavo con qualche migliaio di titoli a disposizione. Dovevo solo decidere con quale gioco mettere alla prova il mio spirito. Dopo 3 minuti buoni di navigazione, decisi di mettere su la conversione di Sunset Riders. Quando ero ancora un giovane imberbe, ricordo che lo affittai circa 25 anni fa nella videoteca sotto casa, spinto dall’infinito amore che provavo e provo ancor’oggi per il coin op originale.

Dopo i primi momenti di sorrisoni a 58 denti per la felicità di riprovare questo gioco, che ad oggi sta sulle 90 carte secche secche in versione PAL, cominciai però a notare che, effettivamente, gli Occhi della Memoria non è che se la ricordassero proprio bene ‘sta conversione.

Ed è stato in quel momento che capii l’allenamento a cui voleva sottopormi il Sensei Tom. Anche una antitesi del purismo videoludico come l’Everdrive e le sue sorelle, oramai esistenti per tutte le console mai prodotte dal ’75 al 2000, potevano essere usate per il nobile scopo di evitare di spendere milioni di petrodollari per giochi che, alla fin fine, fanno cagarissimo e che oltre il puro valore economico non hanno una mazza.

Forse Sunset Riders per Mega Drive non rientra nella categoria (Spoiler: se amate il coin op ci rientra eccome) ma con me ha funzionato.

Tutto questo per dirvi che, anche se siete degli hardcore gamer e piuttosto che comprare un gioco tarocco infilate il ベリノ in una fresa, non è una idea così stupida possedere una multigioco del genere.

Personalmente, dopo questa illuminazione sulla via di Tokyo, ho capito di avere una manciata di buoni motivi per volerne una per ogni console che possiedo.

Vediamoli al volo.

BELIN, I GIOCHI COSTANO!

L’ho già detto prima ma è giusto ribadirlo, sia mai che sono dei finanzieri che leggono.

Partiamo da un presupposto: non voglio dire che sia giusto abbandonarsi una volta per tutte alle confortevoli braccia della pirateria. E’ innegabile però che il mondo del retrogaming sta diventando sempre più costoso e, se non si appartiene alla schiera di collezionisti che comprano videogames per tenerli sugli scaffali come Action Figures, bisogna fare acquisti oculati per non ipotecarsi il primogenito per quel titolo che da bambini ci piaceva tanto e che ora costa quanto una villa alle Barbados.

Perchè magari da bambini non capivamo una beneamata di videogames e il tanto blasonato titolo è diventato una ciofeca che piuttosto che comprarlo mi infilo un raudo acceso nelle mutande.

BELIN, I GIOCHI SI ROVINANO!

L’Everdrive può esserci utile anche per preservare lo stato di conservazione dei nostri cartuccioni costosoni.

Conosco persone che non giocherebbero mai con la loro copia di Battle Mania 2 per paura di rovinarlo e, sotto un certo punto di vista, non mi sento nemmeno di dargli torto visto che costa quanto uno stipendio medio. Ed ecco che grazie alla nostra nuova BFF possiamo goderci una partita senza doverci comportare come degli artificieri ogni volta che dobbiamo mettere o togliere la cart dalla console.

Inoltre, vi ricordo pure che è legale avere una copia di backup di un titolo che si possiede, quindi non infrangete nessuna legge. Anche per la Sacra Scuola Kalinske questo comportamento è del tutto ammesso, basta averci l’originale che sennò è peccato mortale e devo venire a prendervi a casa per farvi capire che non si fa.

BELIN, I GIOCHI SI TRADUCONO!

Non tutti hanno la fortuna di essere madrelingua giapponesi come me.

Al mondo esistono anche creature sfortunate che non parlano il divino idioma del Sol Levante e per questo motivo sono costretti ad una vita fatta di sacrifici e di rinunce verso quei titoli usciti solo in estremo oriente e mai tradotti ed importati ufficialmente in Europa. Che poi, mediamente, ‘sti giochi son tutti J-Rpg dove capirci qualcosa è tipo fondamentale per sapere anche solo che per iniziare il gioco bisogna pigiare il tasto Start.

Fortunatamente in rete ci sono fior fior di traduzioni che possiamo applicare ad una rom di un gioco e godercelo in una lingua comprensibile e per giunta su hardware originale!

Mica pizza e fichi.

Alcuni di voi si chiederanno: “Ma maestro, al posto di fare tutto ‘sto casino, non posso scaricarmi le roms dall’internetto e giocare emulato da qualche parte?”

Si che puoi, ma se ti becco ti prendo per le orecchie e ti alzo come se fossi la Coppa della Champions. Noi della Scuola Kalinske giochiamo solo sulla console originale! Inoltre la pirateria è brutta e puzza, anche se si parla di retrogaming. L’unica eccezione ammissibile sono gli abandonware ma di quelli ne parliamo in un altro momento, che sennò si divaga!

Anche per oggi abbiamo finito. State tranquilli, non passeranno di nuovo mesi prima della prossima lezione. Sono tornato ed intendo restare ancora per un bel po’. La via per diventare i nuovi successori è lunga e prima di essere pronti, dovrete ancora superare una moltitudine di prove mortali!

Ci vediamo il prossimo mese.

Ora prendete questi insegnamenti, fatene tesoro ed andate a menare dei belini da un’altra parte!

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