BIG RIGS E LA TEORIA DEL CULTO

Un saluto agropunk accademico dal vostro Crusty Cage! Come mancare tra gli autori proprio nel mese in cui si declama il retropunk, i giochi agresti o improbabili ma geniali! Infatti non manco ed eccomi qua. Oggi però non solo parleremo di un titolo veramente importante, ma andremo oltre, cercando di capire come, chi, quando e perché l’uomo è attratto da tutto ciò. Barbero scansati, Crusty Cage siede in cattedra e, stivali sul tavolo, forgia le vostre giovani e avide menti. Incominciamo quindi questa somma Lectio Magistralis borchiata e che odora della peggiore birra da litro venduta in bottiglie di plastica e rigorosamente a temperatura ambiente.

  • Tema: Big Rigs e la teoria del culto
  • Tiene la lezione: Crusty Cage
  • Ingresso: Door Deal

OSSERVAZIONE DEL FENOMENO

Ogni teoria parte da una sperimentazione e poi si arriva a una spiegazione del fenomeno. Nel nostro laboratorio crust osserviamo oggi un gioco che ci porterà poi alla formulazione di una teoria generale. Partire dal particolare per poi astrarre. Il mondo domani non sarà più lo stesso.

Il gioco in questione si chiama “Big Rigs: Over The Road Racing”, sviluppato da Stellar Stone e rilasciato nel 2003 per piattaforma Windows. Pubblicato da GameMill.

Il gioco è ritenuto dalla comunità e dagli aggregatori di recensioni uno dei peggiori titoli mai pubblicati. Riporteremo a seguito alcune delle peculiarità di questo titolo immortale:

  • E’ un gioco di corse tra camion. Tra 4 camion.
  • Ci sono 5 livelli. Uno di questi scoppia malissimo se lo si apre.
  • Nel box della confezione parlano di consegna dei carichi e di polizia ma nel gioco non c’è nulla di questo.
  • Se vi chiedeste se ci siano dei glitch, la risposta è “ogni tanto NO”.
  • Non c’è la fisica. Il camion salirà lungo pareti verticali o scenderà lungo dirupi scoscesi come se stesse percorrendo una statale tra Ferrara e Rovigo.
  • Ogni ostacolo è immateriale e quindi ci si passa attraverso. No collisioni. Solo guida sicura.
  • Il nostro avversario NON parte e quindi si vince sempre!
    • Ho capito quà e là che ci sono degli aggiornamenti che risolvono questo problema, ma mi pare pure di capire che qualora l’avversario arrivi alla linea di traguardo non la supera e quindi si vince sempre lo stesso.
  • In retromarcia non c’è limite di velocità. E=mc^2 scansati
  • Quando si vince compare un trofeo e la scritta “You’re Winner” (tenete a mente questa cosa…)
Newton Is Nothing!!!

Ipotesi vogliono dovesse essere una versione embrionale del gioco “Midnight Race Club: Supercharged“. Non ci è dato sapere commercialmente quale casino sia successo e perché questo gioco sia finito in un box bello curato sugli scaffali dei negozi. Sì, è andata così. Non è un gioco finito sulla rete, rubato da qualche hacker ecc. E’ finito nei negozi. Data di pubblicazione 20 Novembre 2003.

Bene. Pare un disastro annunciato no? Invece no. O meglio, per certi versi no. L’essere umano notiamo avere una predisposizione inclusiva verso queste situazioni e questi prodotti. L’osservazione del fenomeno quindi ci porta a dire che Big Rigs: Over The Road Racing è diventato un culto. In questa osservazione notiamo anche come questi culti vengano celebrati e osannati tramite un particolare, magari marginale, ma che incarna poi tutto il fermento che vi gira attorno. Un feticcio, un idolo a cui chiedere prosperità e fortuna.

BIG RIGS: CULTO E FETICCIO

  • E’ un culto: Se ne parla. Tipo io. Adesso. Nel 2021. Ma non solo io.
  • Il feticcio: il trofeo e la frase “You’re Winner” incarnano il culto
    • Esistono ancora oggi online siti incentrati o con riferimenti espliciti al gioco e al trofeo feticcio.
    • Googlate “You’re Winner” e lo troverete in mille altre salse.
Il feticcio legato al culto

IPOTESI SULLA RELEASE

  • Programmatore 1:”Ohhh”
  • Programmatore 2:”Ehhh”
  • Programmatore 1:“Ascolta. Ieri sera ho avuto una illuminazione”
  • Programmatore 2:”Dimmi”
  • Programmatore 1:”Questo sarà un un buon gioco, ma non sarà un grande gioco. Non terrà mai testa ai leader di settore”
  • Programmatore 2:”Quindi? Andiamo a zappare la terra e buttiamo via tutto?”
  • Programmatore 1:”No! Lo pubblichiamo così!”
  • Programmatore 2:”Ma sei pazzo è una versione pre-alpha. Non si gioca!”
  • Programmatore 1:”Meglio essere il primo all’inferno che l’ultimo in paradiso”
  • Programmatore 2:”…”
  • Programmatore 1:”Il signor Giancarlo aveva ragione. Le Amazzoni vinsero battaglie grazie alla loro figa”
  • Programmatore 2:”Cosa serve vincere un montepremi quando puoi avere la gloria eterna!!”
  • Programmatore 1:”Esatto! Alza la cornetta. Io compilo e masterizzo. Rilasciamo il 20 Novembre”
Lui ha capito tutto

LA TEORIA DEL CULTO

L’ipotesi sulla release viene riassunta in questo passaggio chiave ”Meglio essere il primo all’inferno che l’ultimo in paradiso”. Citazione letteraria a parte, sotto mostriamo la matematica che regola la distribuzione di moltissimi fenomeni nell’universo, tra cui il mondo videoludico. Poniamo sull’asse delle x il gradimento esternato dalla comunità e dalla critica verso un titolo e sull’asse delle y la quantità di titoli per ogni indice di gradimento. Avremo probabilmente una distribuzione detta Gaussiana o Normale.

La matematica prestata al gaming

Sovrapponiamo a questa funzione una ulteriore funzione che descrive l’entusiasmo e l’interesse nel tempo per un titolo. Volete una dimostrazione di questa funzione? Ho una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non entra nel margine stretto della pagina.

A Fermat piace questa dimostrazione

Doverose alcune osservazioni sovrapponendo le due funzioni. Definiamo la sezione gialla come “zona di culto” e la sezione verde come “zona di capolavoro”.

  1. l’andamento è di tendenza opposto rispetto alla funzione di distribuzione dei titoli per gradimento
  2. abbiamo due picchi massimi equivalenti nel gradimento minimo e nel gradimento massimo, rispettivamente sezione gialla e verde.
  3. Subito usciti dal settore giallo la discesa è repentina. Pertanto si pattina sul filo del vaffa. Passare dalle stelle alle stalle è un battito di ciglia.
  4. La risalita è lenta ma, arrivati ad un certo indice di gradimento, si nota un aumento nella crescita fino poi a stabilizzare la funzione nella sezione verde.
La faccenda si fa interessante

Ricordiamo che noi facciamo parte dell’Universo. Siamo caccole nell’Universo ma lui è composto da noi e noi siamo dentro di lui. Pertanto, se si considera la teoria dell’Universo che lo vuole come un sistema chiuso e curvo, possiamo dire che ogni fenomeno al suo interno potrebbe approssimare questa natura agli estremi. Ecco quindi come possiamo ridisegnare la nostra Gaussiana e la funzione di entusiasmo e interesse. La dimostrazione di questo teoria è nel detto popolare: “Di ninin ta ne sé?? gli estremi si toccano!”.

Saggezza popolare e Universo

Quindi la tesi

CULTO = CAPOLAVORO

CONCLUSIONI

L’uomo è attratto sia dal capolavoro, sia dal culto. L’uomo tende a non considerare la mediocrità e il suo intorno prossimo. E’ bene ricordare però che dal culto al disastro su tutta la linea il passo è veramente breve e superata quella linea c’è solo l’inutilità più totale!

  • Sui siti di recensioni guardate sempre sia i migliori ristoranti sia i peggiori e sui migliori non cliccate mai sui 846 Ottimo ma sempre sui 5 Pessimo.
  • Andate (andavate… ma siamo ottimisti!!) sempre ai concerti mastodontici con nmila persone, stadi pieni, fuoco, fumo e funamboli oppure a quelli dove siete in 20 in una sala maleodorante ( quanto mi mancano 😥 ) e magari il cantante caga e vi tira la merda addosso.
  • Leggete la recensione di un videogame, disco o un libro solo quando prende 2 o 1 oppure 9 o 10. Quanti di voi leggono le recensioni che prendono 6.5? Quanto fa cagare prendere 6.5!?!?

Potrei andare avanti. Big Rigs: Over The Road Racing sarà ricordato per sempre. Un tizio su internet lo vende a 4500 dollari. Non è mio compito dire se ne valga perché il culto non ha prezzo e non va nemmeno recensito. Va solo venerato. Longevità, sonoro, giocabilità ecc… non frega niente a nessuno.

Vi saluto con un culto. Lezione finita. Pogate in pace.

4 pensieri su “BIG RIGS E LA TEORIA DEL CULTO

  1. Oh cielo, sono sbagliato! Io non guardo i numeri e leggo le recensioni delle cose che mi incuriosiscono… e se la recensione non è argomentata, segno il nome di chi ne parla e non lo leggo più XD

    Comunque, direi che c’è anche da considerare i casi in cui capolavoro e culto coincidono…

    Piace a 1 persona

    1. crustycage

      I suoi spunti sono molto interessanti Conte e magari seguirà una ulteriore lezione sui casi di coincidenza dei due fenomeni. Magari verranno usati rudimenti di informatica teorica, fisica quantistica e teoria dei grafi.

      In merito alla prima parte della sua argomentazione Conte non so se si riferisse a codesta argomentazione ma lungi da me far recensione. Il culto non va recensito. I numeri li lasciamo alla smorfia.

      Piace a 1 persona

      1. Recensione può essere una spiegazione per far capire a qualcuno s qualcosa può interessare, ma anche un pezzo con “tendenze saggistiche” (inteso molto alla lontana, senza impegno) per stimolare una discussione.
        In entrambi i casi, apprezzo le argomentazioni un minimo concrete, mentre mi dà sui nervi “e bello, punto” o “come acqua di fonte boschiva, la freschezza iperuranea di quest’opera nutre quello spirito sopito dal tedio dea quotidianità rinfrancando (…)” a cui segue altra “poesia” che non ti da capire se un’opera sia da leggere, guardare, giocare, mangiare, usare per pulire per terra etc. 😛

        Da questo punto di vista, il meglio del peggio lo dà il play store android, devo dire: non si capisce mai una fava delle caratteristiche dei giochi e tre quarti dei commenti sono “Bellissimo, peccato per la lingua, per ora X stelle, metto la quinta se mettete italiano” XD

        Comunque, attenderò la lectio sulla absoluta coincidentia oppositorum (si scriverà absoluta? Sempre stato scarso col latino) tra capolavoro e culto, immagino che sarà uno spasso ^^

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  2. Pingback: CRUSTY CAGE E GLI SPORT GAMES: UNA RELAZIONE COMPLICATA – I bit-elloni

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