GAME GEAR MICRO

Il tipico carisma di chi non ha nessun senso di esistere. (di Starfox Mulder)

Questa foto è più grande del prodotto stesso (anche se la state guardando da smartphone)

Uno dei grandi vantaggi dell’occuparsi di retro è che non dobbiamo essere attuali.
Quali sono le novità nel mondo del retrogaming?
Homebrews (belli), console emulative (du palle) e mini console.
Ah, le mini console.

Con la quarta uscita avrete in omaggio il raccoglitore….no, non è vero: non vi regaliamo una ceppa!


Siam partiti a chiappe strettissime, lo ammetto. Qui in redazione non ci credeva nessuno!
In quel lontano novembre del 2016 Nintendo scese in campo e disse che si potevano far soldi sulla nostalgia anche in via ufficiale e senza subappaltare alla AtGames coi suoi accrocchi.
Ci prese, fece la grana, montò l’onda lunga. Tutti a salire sul carro dei vincitori.
Neo Geo, Commodore 64, Pc Engine, Megadrive…la lista è lunga e non si è ancora sgonfiata del tutto.
Qualcuno però non aveva ancora osato la mossa paradosso.
Quel gesto così impavido e folle che magari qualcuno aveva anche suggerito in consiglio amministrativo dopo il quinto caffe corretto Varnelli, ma ehi: prenderlo sul serio era tutt’altra questione.
Sì, sto parlando delle portatili MINI.
Perché fatta eccezione per il PC Engine (che è praticamente grande quanto l’originale, quindi “Mini staceppa”), tutte le altre avevano il diktat di dover “comprimere” le dimensioni originali.
Quindi che fai? Comprimi lo schermino del Gameboy? E poi come lo usi?
No signora Iolanda, noi di Kyoto si scende dal carrozzone. Manco quei folli di Sega avrebbero il coraggio di ….ehi …SEGA? Che fai? Nooooooooo!

LA CONSOLE PIÙ PICCOLA MAI CREATA
Che poi io faccio fatica a ritenere questi gadget commemorativi delle console, solo che wikipedia le considera tali ed io chi sono per dar contro a un sito che vi chiede soldi ogni anno per pagarsi i server e voi glieli date?
Appunto!
Quindi sono console, o almeno cosplayers delle stesse.
Per il trentennale del lancio di quella che arrivò seconda nella sanguinosa guerra delle console portatili, Sega decide di far uscire non una, non due, ma bensì quattro versioni del GameGear Micro, ognuna con 4 giochi al suo interno e un packaging dedicato.
Perché conquistarli con la quantità quando puoi puntare ai collezionisti?

Qualche precisino potrebbe già alzare la mano e dire “ma professor Starfox, io so che ne uscì una quinta con i due classici capitoli di Aleste più un terzo programmato proprio per l’occasione” ed io ti prendo a bacchettate le mani Loris caro (Nota: Loris è il tipico nome da compagno stronzo che ti trovi in Romagna come vicino di banco alle medie), non tanto perché fai il saccente e quello va bene, ma perché professore a me non lo dice nessuno!
Chiarito ciò, sì: ne è uscita una quinta, proprio come descritta dal piccolo rompicoglioni che però si è scordato di far presente anche i due capitoli per Master System (Power Strike 1 e 2).


Ma nelle altre cosa c’era dentro? Eccovi la lista completa:

BLACK Game Gear Micro Games:
– Sonic the Hedgehog
– Puyo Puyo 2
– Out Run
– Royal Stone

BLUE Game Gear Micro Games:
– Sonic Chaos
– Gunstar Heroes
– Sylvan Tale
– Baku Baku Animal

YELLOW Game Gear Micro Games:
– Shining Force Gaiden: Ensei – Jashin no Kuni he
– Shining Force: The Sword of Hajya
– Shining Force Gaiden: Final Conflict
– Nazopuyo Aruru no Ru

RED Game Gear Micro Games:
– Revelations: The Demon Slayer
– Megami Tensei Gaiden: Last Bible Special
– The GG Shinobi
– Columns

WHITE Game Gear Micro Games:
– Aleste/Power Strike
– Power Strike 2
– GG Aleste
– GG Aleste 2
– GG Aleste 3

Piccolo inutile bellissimo Game Gear Micro

BELLEZZA VS GIOCABILITÀ
Bene, il pacchetto è chiaro, ma sta roba è giocabile?
Ebbene sì, nei limiti del gioco che cercherete di provare.
Nonostante la più palese delle critiche,fatta nella quasi totalità dei casi da gente che manco l’ha mai avuto tra le mani un GG Micro (i migliori opinionisti son quelli che non sanno di cosa stanno parlando, questa è una regola di tutti i socials), quello schermino da poco più di un pollice è sufficiente per giocare a titoli come Sonic o Outrun.
Come lo so? Ce l’ho ed ho finito entrambi! “Prove i’m wrong now!”

La questione cambia quando si va sui titoli in cui la componente scritta è corposa ed importante, come i vari Royal Stone o Shining Force. Purtroppo la mancata localizzazione occidentale ci rende il tutto incomprensibile, e lì non c’è schermo che tenga se poi le cose me le scrivi in kanji.
D’altra parte i tasti, compresa la croce direzionale, sono precisi e reattivi. Meno della versione adulta ma molto, molto più di quello che mi sarei aspettato da una roba più piccola di una sigaretta.

Foto mia, la parte difficile è stata trovare la sigaretta.

CONCLUSIONI
Insomma è bello? Sì, fighissimo.
E’ utilizzabile in maniera diversa dall’esposizione sulle mensole?
Sì, ma ha il limite enorme che i giochi son tutti in lingua nipponica e pochissimi.
Ve lo consiglio? Manco per il c……

In alto a sinistra lo schermino lente per vederci meglio (venduto a parte). In basso a sinistra il pezzo da collezione per eccellenza. A destra non lo so, immagino la collection di Aleste per una console che non esiste.

Dai, siamo seri gente.
Io son qui a darvi dritte sui bei giochi che vi siete persi, cerco di proteggervi dalle ciofeche cosmiche e in generale cazzeggio come posso per farvi evadere una volta a settimana dalle notizie dei TG, però qui non siamo di fronte a qualcosa che ha una sua dimensione concreta oltre quella del Gadget Commemorativo.
Se siete in cerca di un prodotto davvero carino e nostalgico lo avrete già preso, non vi serve la mia recensione.
Se la notizia della sua uscita l’avevate invece posizionata in area “quando scende di prezzo quasi quasi” allora tenete conto che ci farete molto poco sul piano del gaming, tanto vale prendervi un vero GameGear recappato e divertirvi sul serio…a meno che non si decidano sul serio ad hackerarlo.
In quel caso cambiate il consiglio in: SKIACCIAAAAAAAAAA!

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