GLI SPORT GAMES: UNA RELAZIONE COMPLICATA

CRUSTY ODIA, GLI SPORT GAMES NON POSSONO GIOCARE

Saluti agropunk dal vostro Crusty Cage. Era il mese dello sport, ora è il mese del “dissing”. Facciamo un bel blend??

Vi siete andati ad ammassare inneggiando ai vostri idoli che buttano la palla in una rete? Oppure siete più dalla parte di quelli che, con le loro bici da 5000€ di cui 3500 spesi per alleggerirla di 2 Kg con materiali che nemmeno i satelliti nello spazio (quando poi a mezzogiorno si sparano 3 etti di tagliatelle), intasano, in rigorosa fila NON indiana, le statali di mezzo mondo e fanno ripassare due volte il calendario agli automobilisti? Oppure siete di quelli che, quando l’Italia vince i Mondiali, scrivono sui social “Bravi gli azzurri. Ma nessuno parla della nostra squadra di guerra con il Liquidator che due settimane fa si è piazzata terza ai mondiali tenutisi in Turkmenistan. Scommetto che la finalina che passavano mercoledì su “tv locale a caso” alle 2 di notte non l’avete vista? che tristezza….“.

Saggezza popolare e verità indiscutibili!!

Oggi siamo carichi e partiamo da un assunto. Gli sport games mi hanno sempre annoiato. Tra me e loro c’è proprio una repulsione viscerale (probabilmente reciproca), anche se ciò non toglie che negli anni abbia provato a giocarne qualcuno. E’ dovere di cronaca però riportare che il sottoscritto vinse un torno di NBA Hangtime su N64 al primo torneo Bit-ellonico a cui partecipò. Perché sì, un tempo si potevano fare cose assembrati e i droplets erano sulla bocca di tutti ma anche di nessuno. Aggiungo che non ci avevo mai giocato prima. Ciò non toglie che gli sport games li metta in fondo alla mia classifica personale sebbene fosse spassoso, per i primi 15 minuti, giocare ai vari FIFA 9X o titoli simili e vincere il campionato del mondo in hard mode con le isole Vanuatu. Insomma se dovessi fare una equazione soggettiva:

SportGames : Giochi = Ska : Musica

ANEDDOTO DEL CRUSTY: RPG E SPORT

Giocavo a Final Fantasy X su PS2 e, un po’ complice la mia innata voglia di battere i boss con millemila punti vita, un po’ il lockdown vecchio stile, decisi di volere sconfiggere Der Richter a tutti i costi. I Final Fantasy senza un po’ di aiutini sono impossibili da completare al 100%, diciamocelo! Sbirciando quà e là scoprii come ottenere le armi finali e dal magico mondo del web capii che il team più gettonato per l’impresa era composto da Tidus, Rikku e Wakka. Bene. Per ottenere la Turbotecnica devastante e l’arma finale di Wakka bisognava vincere non una, non due, ma tornei su tornei di Blitzball, lo sport game incastrato dentro FFX. Realizzato questo Wakka è rimasto una mezzasega con 300 HP e 5 di danno. L’impresa è riuscita comunque e senza giocare neanche una partita, tolta quella obbligatoria che “ah di!”, tocca farla!

Scusa se anche solo per 1 minuto ho pensato di sostituirti!!

IL MISFATTO

Bene. La divinità che vigila e protegge questa categoria di giochi evidentamente si deve essere sentita offesa, poichè a causa di una (mia) maldestrezza tecnica ho perso il mio articolo a tema sport a meno di 48 ore della pubblicazione e, qui la divinità non ha colpe, avevo fatto backup solo dell’intro. Quindi che si fa? Mah… c’è chi potrebbe prostrarsi davanti codesta divinità e chiedere perdono, magari rispolverando il vecchio International Superstar Soccer Pro del ’96 gridando al miracolo, oppure si rimane fedeli alla linea e si continua peggio di prima. A tal proposito oggi articolo a flusso di coscienza ma con punteggiatura. Quindi DISSING CONTRO ME STESSOMooooseca…

Il calcio mi scazza, il tennis mi stende, il basket non mi riprende…

VIRTUA TENNIS 2

Eravamo da poco entrati nell’euro, giravo con le borchie ma portavo ancora la riga nel mezzo, retaggio del decennio passato. Con la mia compagnia ero solito ritrovarmi in salagiochi e iniziamo subito con una confessione: ho speso molti gettoni a Virtua Tennis 2, gioco di tennis pubblicato da SEGA nel 2001 e conosciuto in Giappone come Power Smash 2. Con un amico passavamo diverso tempo a giocare in modalità “doppio”. Il gioco appartiene al gruppo di sport games a marchio SEGA ma almeno a differenza di Virtua Striker i giocatori non sembrano degli ubriachi con la labirintite. Volevo parlare del gran gioco di calcio della SEGA per eccellenza ma veramente non l’ho mai mai mai sopportato neanche un po’, meglio sorvolare….

Torniamo al tennis. In Virtua Tennis 2 è possibile giocare sia in singolo che in doppio e la partita arcade consiste nel vincere un numero di incontri a difficoltà crescente fino ad arrivare alla finale. Una volta vinta anche la finale è possibile incontrare i vintage King o Queen in base al sesso del giocatore scelto. Mi pare che non si debba perdere nemmeno un set per scontrare i due masters.

Noi Bit-elloni siamo per il genio e sregolatezza

La fisica del gioco non è a livello simulazione avanzata ma neanche niente male, tanto che è possibile dosare la potenza dei tiri, scegliere tra tocchi di potenza o vellutate carezze ad effetto. Ogni giocatore/giocatrice ha delle peculiarità: potenza, precisione, bilanciamento, gioco a rete ecc. Se la palla è alta si schiaccia di bruttoooo, se la palla è troppo lontana il personaggio si tuffa ecc ecc. La grafica è abbastanza fluida e le ombre ben calcolate. A rete il giocatore diventa una sorta di cyborg con dei riflessi non associabili all’essere umano, ma va bene…

La musica non me la ricordo minimamente. Era di sottofondo e sovrastata dai classici suoni del tennis. Mancano gli urli che le partite nel mondo reale spesso ci regalano ma il religioso silenzio del pubblico è rispettato. Ecco forse sarebbe stato meglio mantenere il religioso silenzio piuttosto che una tracca un po’ tamarra a volume 1/10.

La longevità è abbastanza limitata a mio parere ma parlo della versione arcade sia chiaro dove le possibilità sono sempre molto più ridotte, infatti si poteva giocare solo la modalità Torneo. La versione per console ha diversi sottogiochi e modalità diverse dal Torneo per rendere l’esperienza molto più duratura. Tornando alla salagiochi, una volta che si erano capite le dinamiche del gioco era sempre la stessa minestra, da cui noi però mangiavamo ancora e ancora e ancora… ancora mi chiedo perchè.

Perchè mi sta sul c**o? Un amico ci diceva “eeeh basta tirare quelle palle, andiamo a fighe!!“. Col senno di poi, quanto tempo sprecato a tirare palle 😥

STREET HOOP

Continuo questo dissing a tema sport verso me stesso parlando di questo titolo di Basket che ho potuto apprezzare sempre in modalità arcade sempre nella solita salagiochi. Qui ero più piccino e se nel 2000 avevo la riga nel mezzo anni 90 mentre tutti giravano con “i capelli dritti”, da ragazzino avevo la testa di capelli stile beat anni ’60. Mai essere di moda! Mai!

Torniamo al basket. Il gioco è sviluppato da Data East e pubblicato per NeoGeo nel 1994. Il titolo originale è Dunk Dream, ma in Europa uscì come Street Hoop e in America come Street Slam. Il gioco arcade consiste nel disputare e vincere un numero di partite di Basket da strada di quello true, nel campetto di quartiere con pubblico tamarro/gangsta . Vi sono diverse squadre e qui occorre fare una distinzione tra tra le varie versioni. Nella versione americana le squadre rappresentano le varie città USA, mentre nelle restanti sono squadre nazionali. Ancora mi sveglio sudato la notte chiedendomi perchè la squadra con il miglior tiro da 3 sia il Taiwan. L’Italia è abbastanza equilibrata. Gli americani schiacciano come “a vergar per terra“.

Locals Only, Anarchy, Home Boyz e la gravità lasciamola ai borghesi

La fisica del gioco, per il tempo, è abbastanza godibile ma sicuramente sviluppata con un ordine preciso: “siate tamarri“. Poco importa se i passaggi non sentono la gravità e godono di moto rettilineo uniforme senza attrito dell’aria, e se un tiro un millimitro dentro l’area entra sempre e un millimetro fuori (3 punti) non entra mai. Quello che importa è poter picchiare l’avversario per fregargli palla, fare salti che nemmeno Goku dopo allenamento a 30g, schiacciare piegando il canestro e, FROM DOOOWNTOOOOWN , tirare da 3 points basket! Come non citare poi il Super Shot che massimizza la tamarraggine e permette punti sicuri! Tirare infuocato da 3 is for boy, fare la mega schiacciata ombra con tanto di urlo del cronista da 2 punti is for man.

La musica è decisamente un punto a favore: hip hop, tamarra, gasava ma mai invadente. Il cronista gasa pure enfatizzando schiacciate, tiri da tre e fallosità varie.

Longevità e perchè mi sta sul c**o. Qui vengono i dolori. In salagiochi se sei sotto al primo tempo HAI PERSO. Ecco sta cosa mi ha talmente fatto girare le scatole che ho smesso di giocarci quindi non ho idea di quanto sia longevo. Il gioco è carino e tamarro al punto giusto, ma certe ingiustizie non possono essere perdonate. Potevo benissimo giocare a un picchiaduro ascoltando i Beastie Boys e avrei appagato la voglia di picchiare il prossimo ascoltando della buona musica rap/hip-hop. Scegli Rain, indietro calcio alto e l’avversario vola FROM DOOOWNTOOOOWN. A Mortal Kombat se perdi il primo round c’è il secondo! Cioè oh, siamo seri!

HOCKEY NON SOLO BIT

Basta lo faccio!! Noi siamo retrogamer e siamo nati, cresciuti e svezzati con le avventure testuali, quindi vi racconterò di questo gioco a parole, colorando la storia con elementi di vita vissuta. Sono sicuro che la vostra immaginazione farà un lavoro egregio e che i walls of text non vi spaventeranno! Se non avete voglia, vi ricordo che ci sono altri articoli a tema sport pieni di immagini su cui potete spolliciare e condividere per sentirvi cool!!! Anzi ve li linko qui sotto, così vi risparmio la fatica!! Viva lo sport!!

  • BOCCE di Starfox Mulder
  • Un calciopolistico Bionic Cummenda indovina le formazioni di VIRTUA STRIKER 2000
  • SPORT E MUSICA, binomio perfetto. A cura del maestro Segata Kenshiro
  • HYPERBLADE. Quando il gioco si fa duro, le teste iniziano a volare! Di Magnum CD-I

Se siete arrivati a leggere qui siete delle belle persone… ma cos…mi squilla il 3310. Mi chiamano dalla redazione.

  • CrustyCage: oooooh!!!
  • Bit-elloni: ma Crustyyy senza immagini l’articolo è pesanteee, poi la gente si annoiaaa.
  • CrustyCage: Poco importa. Questo articolo un capolavoro non è. Però può fare schifo o diventare un culto. Vi ricordate la teoria del culto? Io rischio…
  • Bit-elloni: Ma Crustyyy fai tu dei disegni al limite dai.
  • CrustyCage: E con cosa? Con Paint? A disegnare sono un cane…
  • Bit-elloni: Ci sono un sacco di strumenti più evoluti.
  • CrustyCage: E poi? Faccio la recensione di Resident Evil The Village già che ci siamo?
  • Bit-elloni: Rimane il fatto che le immagini servono.
  • CrustyCage: Dite?… you are standing in an open field west of a white house, with a boarded front door.There is a small mailbox here

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Bene. Passiamo a qualcosa di analogico e qui solo buoni ricordi. Sempre in salagiochi chi di voi non ricorda il tavolo da Hockey, che nient’altro era che un piano con fori che buttavano aria per ridurre l’attrito di un dischetto di plastrica? Si giocava 1 Vs 1 ma c’erano anche versione evolute 2 Vs 2. Spesso era davanti ad un altro must ovvero il canestro fisico in cui tirare palle da basket sgonfie e pensatissime che sovente volavano ovunque tranne che verso il canestro.

Torniamo all’ Hockey. Consideriamo la versione classica 1 Vs 1. Ogni giocatore in mano ha un piattino in plastica che serve per colpire il dischetto e farlo avanzare a tutta forza verso la porta avversaria. Se il disco entra nella porta avversaria si fa 1 punto. Vince chi a fine tempo ha totalizzato più punti. Ci sono poche ma rodate strategie: tiro di precisione negli angolini della porta seguito da sguardo all’avversario come per dire “ma chi sono??”, tiro di rimbalzo e tiro di ignoranza (nell’accezione romagnola del termine) e potenza. Quest’ultimo di solito finiva in due modi:

  1. gran pacca sul tavolo con rischio di danni al gioco e al polso. Il dischetto faceva si e no 2 cm.
  2. un missile terra aria che usciva dal tavolo da gioco, si schiantava contro qualcosa o qualcuno e il proprietario della salagiochi urlava ooooh volete fare piano??

Fisica del gioco: evoluta e semplice. L’aria rallenta l’attrito, le sponde rimbalzano. C’è veramente uno studio dietro. Newton approved!

Musica: ping, ping, sbooom, “oooooh volete fare piano???”, ping, ping, “dai ooooh ma l’aria non va da meeee!!”

Longevità: non importa come sarebbe proseguita la partita, poteva stare anche 74 a 0 ma quando finiva l’aria, e quindi il dischetto diventava più pesante di un buco nero, lo si fermava, ci si guardava e si diceva “oh, chi fa questo vince eh??”. Da lì in poi la musica cambiava

Musica senza aria: sboom, sbooom, sboooom, “ooooooh vi caccio eh!??!?“, sboooom, GOOOOOOAL CAMPIONI DEL MOOONDO

contro: nessuno.
pro: tutti

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