È MORTO CLIVE, EVVIVA CLIVE

Il doveroso tributo a Clive Sinclair (di Starfox Mulder)

Il 16 Settembre scorso se ne è andato, a Londra, Sir Clive Sinclair, ed a riportare la notizia sono stati più o meno tutti. Quotidiani, telegiornali, blog e riviste. La maggior parte di noi se lo ricorda per aver creato il computer per veri uomini (quello dotato dello “spettro” di colori che i maschi sono in grado di percepire) ma nonostante quello sia stato il suo più grande successo, il nostro eroe era un inventore a tutto tondo che innovò, o tentò di innovare, su vari campi.
Quest’oggi ho scelto di celebrarlo proprio ripercorrendo alcune delle sue invenzioni più iconiche, la maggior parte delle quali con uno scarso successo ma un altrettanto enorme impatto sul mercato se si pensa che più avanti verranno copiate e riadattate da competitor più lungimiranti ma meno avanguardisti.
Iniziamo!

SINCLAIR EXECUTIVE

La prima calcolatrice tascabile della storia? Dipende da quanto grosse erano le vostre tasche. Diciamo che per il 1972 un formato di 56mm x 138mm x 9mm era da considerarsi davvero contenuto. Venduta al prezzo di 79,95 sterline (+iva) conteneva solo funzioni basilari ed un display a led rossi, ma sapeva rendersi utile e serviva allo scopo. L’allora 32enne Clive Sinclair divenne famoso in UK proprio grazie ad essa.

WRIST CALCULATOR

Quando una cosa la sai fare bene (le calcolatrici in questo caso) poi tendi a migliorarla, ma zio Clive non si accontentò di presentare nuovi e più avanzati modelli del suo executive. No, lui voleva piazzare calcolatori ovunque, anche al posto di un orologio da polso. Il Wrist Calculator arrivò nel 1977 e si presentò ad un prezzo bassissimo (11 sterline) ma solo in formato “kit da assemblare”. Era una cosetta facile con due viti da stringere? Manco per sbaglio. Il giornale International Design lo definì “impossible to build” e nonostante ne vendettero qualche decina di migliaia, sia in UK che negli States, di fatto si perse il conto delle unità rispedite al mittente.

ZX80

Lo ZX80 sta allo Spectrum come il Vic-20 al Commodore 64. Sinclair non era ancora arrivato a realizzare la sua punta di diamante e qui stava ancora prendendo le misure ma il risultato fu decisamente eccellente. Alla sua uscita (29 gennaio 1980) lo ZX80 veniva venduto a 79,95 sterline in versione kit da assemblare o a 99,90 già montato, il che lo rendeva di gran lunga l’home pc più economico sul mercato, cosa che lo fece apparire desiderabile da un gran numero di persone. Immagini a schermo in bianco e nero, conversioni di classici arcade come Defender, Space Invaders o Breakout, 1kb di RAM e via che si imparava a programmare con il Sinclair Basic preinstallato.

ZX SPECTRUM

Si potrebbe stare a parlare per ore dell’impatto incredibile che ebbe sul mercato lo Spectrum. Inizialmente era semplicemente chiamato ZX82 (per chi non lo sapesse: sì, c’era stato nel frattempo uno ZX81) ma tolta la sigla numerica per rimarcare l’importanza che questo nuovo home-pc aveva dato all’utilizzo dei colori, le caratteristiche che lo resero celeberrimo furono molteplici. Interprete basic super funzionale e di facile apprendimento, impostazione dei tasti che facilitava al massimo la rapidità di programmazione, prezzo super concorrenziale che nella maggior parte dei paesi appariva come dimezzato rispetto alla competitor diretta della Commodore ed una capacità unica di farsi “clonare” in tutta europa.
Oggi è l’home pc con più giochi realizzati di sempre (se ne calcola più di 14000 in costante crescita) e non è possibile fare una stima precisa di quanti perché non ha mai cessato la sua produzione ludica. Ogni anno, fans da tutto il mondo realizzano decine di nuovi titoli di altissima qualità e nel 98% dei casi li distribuiscono gratis in rete, dimostrando che essere possessori di ZX Spectrum non significa solo avere in casa uno dei più importanti pezzi di storia dell’informatica, ma anche far parte di una community tra le più appassionate di sempre.

C5

Non ne potete più di bici elettriche, monopattini elettrici, mia nonna in carriola elettrica e tutta quella elettro-mobilità che ci stanno propinando in quest’epoca in cui anche i grossi si sono accorti che il riscaldamento globale esiste? Beh, mi spiace per voi ma Clive stava sul pezzo già nel 1985.
40kg di peso, velocità massima a 24km/h, autonomia tra i 15 ed i 20km, 3 ruote e soprattutto la tendenza ad avere problemi di ogni tipo non decretarono alcun successo per quello che doveva essere un nuovo trend nel Regno Unito (e poi chissà: nel mondo). Mi ha sempre fatto ridere il fatto che un folle decise di modificarne uno portandolo a raggiungere i 240km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 in 5 secondi, ed entrando così (per un brevissimo periodo di tempo) nel guinness dei primati per il veicolo elettrico più veloce al mondo.

FLAT SCREEN POCKET TV o TV80

Clive aveva già fatto il suo ingresso nel mondo delle TV portatili nel 1978, con il Microvision TV- 1, ma nonostante l’insuccesso commerciale enorme pensò bene di riprovarci nel 1983 con questa nuova mini-tv dallo schermo a tubo catodico…piatto. Ebbene sì, una tecnologia avveniristica che non mancò di stupire il pubblico. Come andò a finire? Il pubblico era così stupito che non lo comprò, ed anche la seconda TV Sinclair divenne un buco nero per le finanze nel nostro.

QL

Tutti si ricordano dell’Amiga e del Atari ST ma in molti meno alzeranno le mani citando il Sinclair QL (Quantum Leap). Cosa avevano in comune con queste macchine? Erano tutti home computer con CPU a 16bit, senonché il QL uscì prima delle competitor Commodore e Atari.
Venduto dal 1984 a 399 sterline con 128kb di RAM espandibili fino a 640, il QL era un piccolo mostro di potenza, con un esclusivo sistema operativo (QDOS) multitasking, due lettori di microdrive ma la possibilità di attaccare la periferica esterna per i floppy da 3,5” e una libreria giochi di tutto rispetto. Cosa andò storto? Principalmente il fatto che in quel periodo Sinclair fece tanti di quei tonfi da esser costretto a vendere baracca e burattini ad Amstrad, la quale decise di non puntare sul nuovo computer ma continuare a vendere Spectrum a più non posso.

MY PERSONAL TRIBUTE

Il mio rapporto con gli inventori è sempre stato di profondo rispetto ma accoratamente limitato al contributo dato con la creazione dello strumento. Parliamoci chiaro: noi Bitelloni siamo qui per i giochi e Clive non ne realizzò nessuno. Attribuirgli meriti per Manic Miner o Jetpac sarebbe come ringraziare Adolph Rickenbacker (inventore del primo pick-up elettromagnetico per chitarre e bassi elettrici) per Nothing else matter.
Ciò non di meno lo Spectrum resta il mio computer preferito, con tutti i suoi limiti ed i suoi compromessi per contenerne i costi, capace di riunire sotto una sola bandiera i figli della classe sociale medio-bassa di tutta Europa. I ricchi compravano IBM, i medio borghesi Commodore e gli operai Sinclair, ragion per cui non c’è da stupirsi se il campione ad 8bit dei più umili non ha mai perso un grammo di stima nel cuore di chi lo possiede.

Clive Sinclair però, come tutte le menti dinamiche, non poteva fermarsi neanche un istante a contemplare quanto di bello avesse appena realizzato, perché stava già pensando alla prossima invenzione e probabilmente sentiva pure il formarsi di quella successiva in qualche anfratto della corteccia temporale superiore.
A fermarne l’estro creativo è stato il tempo, i troppi insuccessi e magari una passione particolarmente accesa per il gentil sesso che (almeno nel mio immaginario) ad un certo punto deve averlo fatto esclamare: “Sapete che c’è: io vado a f***!”

Un breve excursus sulla vita sentimentale del nostro ed a chiudere lui con l’ultima ex moglie.


Addio Clive, si dice che nessuno muore veramente finché resta nei cuori di chi lo ha amato, ma tu, che hai dato a tutti noi qualcosa da amare per sempre, non morirai mai!

CITAZIONE
Vedo ancora il mondo come un luogo di amara ironia e umorismo nero, speranze fallite e piani infranti. Spero di rendere il mio lavoro più parsimonioso, di superare la mia voglia di mettermi in mostra.” (Clive Sinclair)

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