DOUBLE DRAGON III – THE SACRED STONES (NES)

Saluti agropunk dal vostro Crusty Cage. Novembre, uno dei mesi più schifati dall’opinione pubblica a causa della totale realizzazione del concetto “l’Estate sta finendo, un anno se ne va”. Il mese ricordiamo, già inizia con la polemica tra tradizionalisti e resto del mondo riguardo Halloween. Quest’anno abbiamo cose molto più serie a cui pensare, ma molti di voi ricorderanno il Marione che spaccava le zucche urlando “Io Halloween non lo voglio festeggiare” e trashate simili (in rete si trova anche un simpatico giochino dove appunto nei panni di Mario Giordano bisogna spaccare zucche). Posso dire la mia? Bene la festa dei Santi, ma Halloween, limitandoci alla sua concezione più consumistica, è molto più divertente! Piccolo aneddotto del Crusty. Ero fuori dalla Romagna e raccontavo che qua, per la festa dei morti, si fa un dolce tipico a base di uvetta e frutta secca che prende il nome di “Piada Dei Morti“. La persona a cui l’ho raccontato a pranzo disse “Mi raccontava che dalle sue parti fanno un dolce che si chiama La Piadina Della Morte“.

Tratto del nuovo film di David Lynch

Comunque in questo mese arrivano i primi freddi seri, c’è la nebbia, ancora non è Natale e nessuno, tranne qualche eroe, prende ferie a Novembre. Sicuramente andrebbe approcciato con un’ottica commerciale, ovvero cercando l’opportunità nel problema (quanto fa incazzare sta frase?). Viva quindi le castagne, la cagnina, i giochi da tavolo con gli amici e poi scusate, quale miglior mese per girare per strade deserte con la felpa e il cappuccio ascoltando del buon Black-Metal/Post-Metal/Sludge/Doom.

Veniamo all’oggetto dell’articolo. Ho rispolverato da poco un titolo a cui ho giocato parecchio da bambino, ovvero Double Dragon III – The Sacred Stones per NES. Per curiosità ho fatto qualche ricerca su Internet e mi sono accorto che, soprattutto in italiano, non si parla un granché di questo titolo. Sicuramente succedère a due capitoli molto ben riusciti come il primo e il secondo, per il quale noi Bit-elloni già vi abbiamo deliziato con una recensione a cura di Mystical Tango, non era impresa facile e infatti, a mio parere, non riuscì tanto bene. Ma ciancio alle bande, mooooseca...

Reggaeton!! La noche caliente!

GIOCO

Double Dragon III – The Sacred Stones è un picchiaduro a scorrimento. Nasce come progetto parallelo del sequel arcade Double Dragon III – The Rosetta Stone con cui condivide in parte la trama ma con un gameplay e implementazioni diverse. Fu pubblicato in Giappone da Technos mentre in EU e in Nord America da Acclaim nel Febbraio 1991, alcuni mesi dopo quello arcade. Oltre alla versione NES, il gioco arcade ebbe anche un porting più fedele su piattaforme come Amiga, ZX Spectrum, C64 ecc.

Molto diverso dal titolo per salagiochi, che ebbe un discreto successo, il progetto NES fu abbastanza deludente in termini commerciali. C’è anche da dire che da lì a poco lo SNES, già uscito in Giappone, sarebbe diventato dominante in tutto il pianeta rispetto al fratello maggiore. Non da trascurare anche la difficoltà intrinseca nel succedere a due titoli molto ben riusciti.

Cover del gioco

TRAMA

Qua iniziano quelli che, secondo me, sono punti interrogativi. Mi baserò sulla mia esperienza di gioco per recensire la trama di questo capitolo. Spoiler Alert! Ma fossi in voi me ne sbatterei ampiamente la ciolla!!

Il gioco inizia con lo spiegone scritto in cui si dice che sono passati diversi anni da quando Billy Lee, e suo fratello Jimmy non se lo caca mai nessuno, sconfissero gli Shadow Warriors. Sembrava andare tutto bene finché Marion (morta nel secondo capitolo ma non in quello per NES. Qui comunque viva ma sempre nei guai) non svanisce nel nulla. Fu così che appare sta vecchia decrepita di nome Hiruko che si spacca per amica e che avrebbe informazioni riguardo la sparizione della ragazza. I suoi rapitori la rilasceranno solo quando tu gli consegnerai le tre sacre pietre del potere. Ovviamente tu cosa fai? Ti fidi!

La prima missione parte negli USA dove ti trovi in una palestra di arti marziali ad affrontare un nemico pelato a torso nudo e sulla sinistra agonizzante un personaggio che vi chiamerà a sé una volta che avrete sconfitto il nemico. Tale personaggio si chiama Brett e vi racconta che ha cercato di fermare i rapitori ma sono stati troppo forti per lui. Vi dice agonizzante che sono ottimi combattenti ma quello da temere di più èMORTO!… Suspance!!!

Brett morente e davanti a lui il personaggio principale del gioco. L’altro è Billy Lee

Il primo livello prosegue in ambiente urbano (per certi aspetti ricorda un po’ il precedente capitolo della saga) fino al Boss, un bestione barbuto e borchiato che sembra uscito dal miglior metal anni ‘80. Sconfitto il primo Boss torna Hiruko a dirvi che le dispiace per Brett, che va vendicato ma che non bisogna perdere tempo. La prima pietra è in Cina!

Lo stage Cina non regala nulla a livello di trama finché non appare il Boss, ovvero Chin Semei, un maestro di Kung-fu e custode della pietra. Egli dice che ha aspettato da tanto tempo questo momento per vendicare il fratello ucciso dai fratelli Lee durante la battaglia contro gli Shadow Warriors. Una volta sconfitto, Chin dice che i fratelli Lee sono fortissimi, consegna loro la pietra e chiede di unirsi a loro. Il fratello insomma lo archiviamo, incidente di percorso, amici come prima…

Arredamento minimal nella casa del maestro Chin

L’avventura continua in Giappone dove tra ninja, trappole e l’immancabile pelato a torso nudo dobbiamo recuperare la seconda pietra custodita da Yagyu Ranzou, un ninja. Bhè cosa vi aspettavate di trovare in Giappone, i faraoni(…)? Come tutti i Boss Ranzou si presenta con una spocchia assurda, ma appena sconfitto, da onorevole giapponese quale è, decide di unirsi alla causa dei fratelli Lee. Ci sono quindi due americani, un cinese e un giapponese su un aereo… barzellette a parte ecco che ricompare Hiruko che, colpo di scena, ammette di possedere la terza pietra (tutto normale insomma) e quindi siamo tutti pronti per andare a liberare Marion in Egitto. Prima però andiamo a cazzo matto in Italia a fare un po’ di training in vista della battaglia finale… -_-’

Il personaggio più figo del gioco… parlo del pelato a torso nudo che qua non c’è

In Italia c’è sempre l’immancabile pelato più altri nemici, un mix tra gladiatori e attori di un porno anni ‘70 che fanno anche una mossa simile ai ninja. Squadra che vince non si cambia! Anche qui non succede nulla finché non arriva il Boss, una sorta di armadio tutto muscoli, che una volta sconfitto… niente, non viene detto nulla. Si va in Egitto!!

Egitto. Abbiamo già detto che squadra che vince non si cambia? Bene qui troviamo tutti: pelati a torso nudo, punk, gente che ci prende a bottigliate, gladiatori e pure i ninja!! Avere presente il famoso ninja Ramses Hanzo? Anche qui botte da orbi senza troppi risvolti di trama quando si arriva finalmente alla stanza in cui, una volta sconfitto tutto questo mischione culturale di nemici, Hiruko appare dal nulla dicendo che piazzerà le tre pietre in tre appositi vani, e a questo punto “loro” apriranno la porta e finalmente potremmo salvare Marion!

Entriamo nella nuova stanza. Ovviamente ninja. Sconfitti appare una nuova pietra del potere e la carissima amica Hiruko ci dice che ci ha mentito, che Brett ci voleva avvisare ma lei l’ha zittito per sempre e ora grazie alla quarta pietra potrà conquistare il mondo! Hiruko entra nella stanza per uscire subito dopo e morire. Musica fuori campo. Scritte a schermo: “Hiruko non conosceva tutta la leggenda che narra così. Colei che entra nella tomba senza avere con sé tutte le quattro pietre sarà ridotta in cenere. Nella sua fretta di ottenere il potere Hiruko commise un errore che le è costata la vita”.

Okinawa – Cairo solo andata. Grazie.

Il nostro team entra nella stanza dove dovrà affrontare tre mummie. L’ultima di questa si trasformerà in? Un ninja? Un gladiatore? Mario Giordano? No… in una specie di Cleopatra che nella versione NES si chiama Noiram e che ci darà non poco filo da torcere. Una volta sconfitta il gioco finisce e appare a schermo l’epilogo! I nostri Double Dragons hanno sconfitto la principessa Noiram che in realtà era Marion in balia di un incantesimo malvagio. Marion si è risvegliata illesa e poi niente, c’è una una fine a tarallucci e vino: i fratelli Lee continueranno ad insegnare arti marziali, Chin tornerà in Cina rimanendo amico dei fratelli e ciaone al fratello morto, Ranzou ritornerà in Giappone per diventare un ninja (prima forse era davvero un faraone) e un giorno imperatore. Infine moralone: Hiruku non è stata la prima me nemmeno l’ultima a perdere la vita alla ricerca del potere.

!!! FINE !!!

Madga? Ma tu ci hai capito qualcosa?

Bho…forse l’hanno pensata in 10 minuti alla macchinetta del caffè. I picchiaduro a scorrimento non ci hanno mai abituato a intrecci articolati, ma qui ci sono più cose a caso che in un cinepanettone.

Leggendo qua e là ho comunque capito che Hiruko in realtà era una sorta di indovina e il viaggio in Italia sarebbe servito per recuperare qualcosa funzionale alla missione in Egitto. Sicuramente c’è anche qualche altro particolare che in adattamento è scappato e rendeva tutta questa storia meno “???”. Magari anche il background dei personaggi era funzionale al tutto.


GAMEPLAY

Il gameplay è in continuità con il capitolo precedente come concetto ma con qualche novità. Il gioco è un picchiaduro a scorrimento diviso in livelli. Ogni livelli ha diversi scenari dai quali si potrà avanzare solo una volta sconfitti tutti i nemici.

A parte poter usare, una volta sconfitti, personaggi aggiuntivi come Chin e Ranzou, sarà possibile correre e ogni personaggio avrà qualche mossa dedicata. Come non citare a riguardo l’immancabile calcio rotante in volo dei fratelli Lee! In questo capitolo i nostri Double Dragons potranno fare anche una presa acrobatica in volo che afferrerà i nemici per la testa e li scaraventerà lontano. Rispetto al capitolo precedente è stato mandato in pensione l’uppercut e la ginocchiata che era una roba assurda!!

Menù di scelta del personaggio

I tasti A e B non riflettono più la direzione in cui colpire ma sono pugni e calci. Premuti insieme A+B permettono al personaggio di saltare. Oltre alle mosse base ogni personaggio ha anche a disposizione un’arma speciale. I fratelli Lee hanno un nunchaku, Chin un artiglio di ferro e Ranzou ovviamente gli shuriken. Fatto divertente è che ogni arma ha un numero limitato di colpi per ogni livello: “ATTENZIONE, questo nunchaku si autodistruggerà!!”

I vari personaggi giocabili si differenziano anche per capacità: i fratelli Lee sono abbastanza bilanciati e agili. Chin fai prima a saltarlo che a girarci intorno, ha una corsa ridicola ma mena come a vergare per terra! Ranzou è molto agile, veloce e salta in alto, ma scarseggia nel danno e nella resistenza ai colpi avversari.

A vederlo correre non gli dai due lire, ma cavolo se mena!!

Rispetto al capitolo precedente i movimenti in generale sono più fluidi, il che rende un po’ ( ma solo un po’, i primi salti in Egitto vi faranno ripassare il calendario qualche volta) meno frustrante gestire i personaggi nello spazio, soprattutto nei punti dove occorre muoversi di precisione. Sempre rispetto al suo predecessore vengono quasi meno (e la pressione arteriosa ringrazia ma tutto sommato spezzavano bene la monotonia del picchia picchia picchia) quei momenti più di ispirazione platform: niente piattaforme che scompaiono, ruote dentate con sotto aculei, tappeti direzionali e compagnia imprecante.

Immagine del II capitolo: momento di raccoglimento religioso

Visto che siamo in vena di paragoni, in questo terzo capitolo si è cercato di creare livelli eterogenei come ambientazione ma con scarsi risultati dal punto di vista della varietà dell’esperienza di gioco. USA, Cina, Giappone, Italia, Egitto: sarà sempre la solita minestra o quasi. Il secondo episodio a parte avere quell’atmosfera un po’ tra ghetto e cyberpunk, vantava sicuramente più varietà di gioco. Come non citare poi la sfida verso sé stessi: un piccolo capolavoro di atmosfera.

E’ possibile iniziare l’avventura sia in single player che in due giocatori. Il multiplayer ha due modalità: la A e la B. Con la prima non ci si potrà picchiare tra alleati, mentre con la seconda il fuoco amico sarà all’ordine del giorno, quindi occhio a non stare troppo vicini! Quando un personaggio finisce i punti vita viene sostituito da un altro del team ancora in vita. Quando sono tutti crepati è game over. E’ comunque possibile cambiare personaggio in ogni momento del gioco.

Se dovessi tirare delle somme il gameplay ha alcuni aspetti migliorativi ma nel complesso si potevano giocare molto meglio le carte a disposizione. Buone idee ma sfruttate male.


GRAFICA E SONORO

La grafica nel suo complesso né lode né colpa sebbene ci sia qualche piccolo glitch grafico ma oh, chi se ne frega. Impossibile però non notare che, non so se per limitazioni tecniche, gli ambienti sono veramente scarni. La casa di Chin ad esempio è una stanza completamente vuota con solo un camino acceso in un angolo e, in generale, molte ambientazioni sono minimali, con al massimo qualche particolare di sfondo o di contorno. Nulla di trascendentale. I colori mi piacevano di più in Double Dragon II.

Il sonoro come musica in background regala una bella esperienza di gioco e sento di promuoverlo. Ogni livello ha una colonna sonora che bene richiama il posto in cui state picchiando, che sia USA, Cina, Giappone, Italia o Egitto. La mia preferita è sicuramente quella del Giappone una volta entrata nel covo di Ranzou.

Gli effetti sonori sono abbastanza uguali a quelli del precedente capitolo: colpi, salti, porte che si aprono, ecc. Poi ditemi quel che volete, ma sentire un garage, una entrata di un dojo, una porta di legno ecc aprirsi tutti con lo stesso rumore di uno sportellone di una astronave spaziale anche no!!!

Missione Giappone!

LONGEVITA’

Abbastanza scarsa. Il gioco si finisce velocemente e non ci sono sottogiochi, livelli aggiuntivi, gradi di difficoltà maggiori. Si poteva fare di più! Per dare un po’ di pepe all’avventura, a parte gli immancabili speedrunner, su internet ci sono video in cui si cerca di terminare il più velocemente possibile i livelli di Italia ed Egitto usando solo Ranzou che, figo quando volete, ma è il personaggio più scarso. Il popolo dell’internet è sempre pronto a trovare soluzioni!


REPERIBILITA’/ COME CACCHIO CI GIOCO?

Metti la cassetta nel NES e schiacci Power… ahahahah… -_-’… sul web si trova a prezzi contenuti ma c’è sempre chi spara la cifra! Con scatola, libretto, cazzi e mazzi sicuramente costa di più, ma non parliamo di cifre assurde. Se ne valga la pena? Non è un gioco brutto ma sicuramente perde su quasi tutti i punti di vista rispetto al predecessore. Se voleste investire dei soldi in un Double Dragon per NES vi consiglierei il II.


CONCLUSIONE

Ma solo a me Chin nella schermata di scelta del personaggio ricorda Marrabbio di Kiss Me Licia con i baffi alla Salvador Dalì?


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