TORICO (Saturn – 1996)

Salve a tutti, adepti del culto bit-ellonico. Sono sempre io, il vostro Magnum CD-i, anche oggi pronto a salpare con voi verso gli inesplorati orizzonti del videoludo.
Come vi ho raccontato nell’articolo del mese scorso, dedicato a quei due gran pezzi di software chiamati Inca (trovate l’articolo qui), recentemente mi sono dedicato a collaborazioni di ogni tipo, soprattutto con i cugini di GameRevs, ma la vera novità di oggi è che ho aperto un profilo Instagram (qui), che si affianca ovviamente a quello ufficiale del collettivo bit-ellonico (qui).
Ammetto di essere abbastanza negato con questo genere di cose, ma grazie all’aiuto del buon Rick, sempre all’avanguardia quando si tratta di tecnologia, sto iniziando a capire misteri e segreti di questo immenso album fotografico digitale (che comunque non batterà mai la bellezza delle diapositive proiettate sul muro del salotto).

Non sapete cos’è una diapositiva? Filate a studiare!!!

Come avrete visto dal titolo, nonché dall’annessa copertina, oggi voliamo in terra nipponica, per parlare di un’altra perla a cui sono particolarmente legato, rimasta esclusiva del mio adorato Sega Saturn. Prima di addentrarci nella misteriosa Misty Town, città crepuscolare al confine tra realtà e sogno, è bene però spendere un paio di parole sul team di sviluppo.  
Quando si parla di software house giapponesi, System Sacom è un nome che difficilmente viene menzionato in occidente. Oggi, da quel che ho capito, è una compagnia specializzata nella vendita di apparecchi elettronici, ma in passato ha avuto grande fortuna (in patria) come sviluppatore di videogiochi. Divenuta famosa per la serie “Novel Ware”, che ha contribuito ad influenzare il genere “Visual Novel”, tutt’oggi apprezzatissimo, Sacom ha all’attivo molte produzioni per il florido mercato computeristico giapponese, a cui si è dedicata fin dalla metà degli anni ottanta.
Con l’allargarsi del mercato console, ad inizio anni novanta, tante compagnie decidono di fare il grande salto, e la nostra protagonista di oggi è tra queste.

Mega CD mon amour!

Il genere dell’avventura grafica è uno dei loro punti focali, tanto che alcuni titoli riescono ad oltrepassare il confine insulare, arrivando sia in Europa che in America. Uno dei più noti è l’evocativo “Yumemi Mystery Mansion” per Sega Mega CD (a cui renderò presto omaggio), assieme al relativo (ma meno riuscito) seguito “The Mansion of Hidden Souls”, giunto su Saturn nei primi mesi del suo ciclo vitale.
Facendo ammenda per le critiche ricevute sul secondo capitolo della serie, System Sacom si rimbocca le maniche e sforna una delle avventure più particolari che mi siano mai capitate tra le mani, “Torico”, uscito in Giappone sotto etichetta Sega alla fine del 1996, e sbarcato in Europa ed America l’anno successivo.
Negli States il gioco viene pubblicato da Atlus con il nome “Lunacy” e, date le pochissime copie vendute, è ad oggi uno dei titoli più rari dell’intero catalogo Saturn americano.

Benvenuti nel mondo di Torico!

La storia di Torico ha inizio con l’arrivo di Fred nel paese di Misty Town.
Il giovane non ha alcun ricordo del proprio passato, ma sente di essere legato in qualche modo alla piccola cittadina, immersa in un’atmosfera tra il sospeso e l’irreale. Stando alle dicerie popolari, infatti, l’ingresso per la leggendaria “Città delle lune” si troverebbe proprio a Misty Town e solo pochi scelti sarebbero in grado di trovarlo. Fred, suo malgrado, scoprirà presto che il vistoso tatuaggio (a forma di luna crescente) che porta sulla fronte ha già attirato l’attenzione di persone tutt’altro che raccomandabili, disposte a tutto pur di scoprire l’accesso alla mitica città.

Fred non sembra molto convinto

Torico è interamente realizzato con grafica precalcolata: locazioni e personaggi sono modellati generalmente bene, con punte di eccellenza per la resa artistica di alcune ambientazioni. Le animazioni sono anch’esse di buona qualità e risaltano soprattutto nel parlato e nell’espressività dei volti. Menzione speciale per la regia delle numerose sequenze, che regalano inquadrature decisamente evocative e contribuiscono alla riuscita dell’atmosfera. La compressione video, invece, risulta discreta ma con alcuni occasionali cali di qualità, che portano alla presenza di artefatti fastidiosi. C’è da dire che i filmati a tutto schermo sono sempre stati ostici da gestire su Saturn, soprattutto in assenza di codificatori software adeguati.

La parte artistica è decisamente riuscita

A livello audio troviamo un’eccellente colonna sonora, che si sposa perfettamente con l’atmosfera surreale del gioco, unita ad effetti di buona qualità e ad un doppiaggio (in inglese) generalmente efficace, con riserva sulla voce del protagonista, tutt’altro che memorabile.
L’aspetto meno riuscito, purtroppo, è la pessima sincronizzazione dei dialoghi con il movimento delle labbra dei personaggi, cosa peraltro presente anche nella versione giapponese.
L’adattamento occidentale soffre inoltre di qualche incertezza grammaticale, ma il senso generale è comunque perfettamente comprensibile. Va inoltre ricordato che non è presente l’opzione per i sottotitoli, cosa che potrebbe far storcere il naso ai non anglofoni.

A colloquio col dottore

Torico è un’avventura grafica con visuale in soggettiva: ci muoveremo attraverso Misty Town tramite filmati pre-renderizzati, interagendo sia con l’ambiente che con i personaggi che popolano la strana cittadina. Non mancherà la classica raccolta di oggetti, che potremo tenere nel nostro inventario, nonché usare all’occorrenza. Una delle caratteristiche più interessanti è la presenza della funzione “Memory Select”, con cui potremo rivedere tutte le conversazioni che abbiamo avuto, in modo da non perdere nessun dettaglio o indizio. Dall’inventario potremo inoltre accedere al nostro diario, dove potremo salvare la partita ogni volta che vorremo.

Un piccolo scorcio di una delle tante vie di Misty Town

La vicenda di Torico si snoda su due cd ed offre una longevità piuttosto consistente, che risulta superiore alla media di titoli con larga componente filmata. Gli enigmi che affronteremo, inseriti efficacemente nel contesto narrativo, non si riveleranno mai complessi e saranno affrontabili anche dai giocatori meno avvezzi al genere. Ciò che invece dovremo imparare velocemente sarà la topografia di Misty Town, visto che la attraverseremo in lungo ed in largo innumerevoli volte.

La seconda parte del gioco, senza anticipare nulla, ci vedrà invece in un’altra zona, non particolarmente intuitiva, che ci darà un po’ di filo da torcere. Sarà in questa fase, inoltre, che ci troveremo davanti a scelte importanti che determineranno il finale del gioco, per cui state attenti.

Cosa ci attende alla fine del tunnel?

Tirando le somme, ci troviamo davanti ad un’avventura inusuale, figlia di un altro tempo, ma che possiede qualità artistiche tutt’altro che scontate. Il senso di immersione, l’atmosfera sospesa e crepuscolare, la stranezza dei personaggi: tutto questo gioca a favore di Torico, un titolo che riesce ad offrire una vicenda interessante e ben raccontata, e che merita per questo un posto nel cuore degli avventurieri più coraggiosi. L’essere rimasto un’esclusiva Saturn, unito alla scarsità di copie vendute, lo ha relegato ad un pubblico estremamente ridotto, cosa che oggi per fortuna può cambiare grazie ad emulatori o modifiche di ogni genere, per cui rimboccatevi le maniche e cercatelo.
D’altronde, se è il vostro adorato Magnum a consigliarlo, potete forse rifiutarvi di dargli una chance? No perché poi vi vengo a cercare a casa!!!

La copertina giapponese, perché si!

Anche per oggi il vostro Magnum vi saluta e vi ringrazia dell’attenzione, ci sentiamo quanto prima sul social a tema fotografico, e (forse) presto anche altrove. Occhi aperti 😉

MAGNUM CD-i


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