VERO O FALSO? Come riconoscere le cartucce “pacco” del Game Boy

Ciao a tutti, sono sempre io, Morgana Shiranui, e sono tornata con un nuovo pezzo tutto per voi.
Sto per rinchiudermi nella mia comoda bara, dato che tra un po’ arriva l’estate (noi streghe/vampire non amiamo molto il sole), e quindi approfitto di questi ultimi momenti per farvi una bella guida.
Prima di iniziare, un buon modo per darvi la carica “plastica” giusta!

Come vi ho accennato, sono una collezionista, anche se non proprio di lunga data, ed ho cercato negli anni di studiare tutto ciò che circonda il Game Boy (“E ti pareva!” – n.d. Magnum), compresi strani aggeggi kitsch e diottrie che si sono perse nel tempo (retroilluminazione mon amour – n.d.M.).
Agli inizi andavo a caccia di lotti per scovare il gioco più bello da possedere e, proprio in uno di questi, trovai il mitico “Tom and Jerry: Frantic Antics“.

Mentre tutte le altre cartucce sembravano normali, questa era strana, pesava più del solito e la plastica della scocca era, come dire, molto diversa al tatto. Confrontandola con tutte le altre notai qualcosa di diverso e fu proprio lì che iniziai la caccia alle streghe! Controllai tutti i miei giochi ma solo quella non era originale (ma poi, perché fare una cartuccia falsa di Tom & Jerry? Vabbè dettagli).

Raccogliendo informazioni, negli anni, venni a conoscenza del fatto che queste cartucce erano create in diversi paesi asiatici (Korea, Taiwan etc.), per poi essere assemblate a Napoli, in uno stabilimento non ben precisato.

Sembra originale ma non è, serve a dare ai falsari l’allegria!!!

Le mie ricerche mi hanno condotta anche ad una attenta osservazione: i “repro” sono al 95% giochi DMG-USA. Questo ovviamente non vuol dire che non esistano anche con label JAP e UKV.
Oltre alle note raccolte di titoli in stile “64 in 1“, ci sono innumerevoli giochi singoli falsati.
Se non possedete il cacciavite “Game Bit“, strumento obbligatorio per l’apertura delle vostre cartucce, potete rischiare analizzando il numero punzonato sulla scocca in plastica, ma dovete fare attenzione, perché la punzonatura dei giochi Game Boy è particolare.

Come dite? Vi ho confusi? Ok, ok, andiamo per gradi. E’ giunto il momento di fare un elenco specifico, su come riconoscere un falso. Siete pronti?

Un comodo riassunto in caso vi serva al volo

1)L’ETICHETTA“: non deve presentarsi “tagliata” o “decentrata” e nemmeno composta da colori “sgargianti o poco nitidi“. Le false hanno una sorta di “pellicola lucida” sul disegno.
Se la label fosse storta, non per forza vuol dire che sia una copia. Capita che anche qualche originale lo sia. Le vere etichette, ad ogni modo, sono: nitide, centrate e tutte riportano una sigla di riconoscimento (ad esempio DMG-SS-ITA), nonché la scritta “fabbricato in Giappone” sul lato esterno. Se questa scritta sarà tagliata saremo certamente in presenza di un falso; da notare poi che l’etichetta lascia pochissimo spazio alla plastica, cioè ricopre un bel po’ di superficie dov’è posizionata.
2) “LA PLASTICA ED IL COLORE“: la plastica di un falso si riconosce subito, in quanto ruvida e più scura rispetto alla classica cartuccia originale. Presenta inoltre delle “fossette”, posizionate in alto nella parte destra e sinistra vicino alla label.
3) “IL LOGO SULLA CARTUCCIA“: la scritta “Nintendo GAME BOY” deve essere assolutamente poco marcata e delicata altrimenti è farlocca. Spesso vi sarete imbattuti in cartucce con la sola scritta “GAME” oppure senza niente, ovviamente queste sono assolutamente FALSE (ma anche un po’ Farze – n.d.M.)!
4) “LA LICENZA NINTENDO“: nelle cartucce fake il “Licensed by Nintendo” appare grande e sgranato, in una originale è piccolo e il logo “Nintendo” risulta ben nitido.
5) “IL MARCHIO“: “Nintendo Original Seal Of Quality” è super dorato senza se e senza ma, sia per la versione EUR sia per la versione USA (p.s. potrebbe anche schiarirsi con il tempo, ma si nota se è falso).
6) “IL PESO E LA FORMA“: una cartuccia originale è molto leggera, mentre una falsa sarà “pesantuccia” per via dei chip cinesi presenti. A livello di forma, essa si presenterà inoltre “gonfia” e non piatta come le originali.
7) “I CONTATTI“: spesso saranno poco dorati, ed a volte persino argentati.
8) “IL RETRO“: la parte posteriore non va assolutamente trascurata. Un troppo marcato “Made In Japan“, ad esempio, sarà spesso segno di un falso. Le scritte in rilievo, come riportato al punto tre, sono delicate.
9) “LA VITE“: le viti Nintendo si conoscono, nel bene e nel male (soprattutto la seconda – n.d.M.).
L’unico modo per smontarle è l’apposito cacciavite. Nel caso del falso di “Tom and Jerry: Frantic Antics” in mio possesso, per esempio, il cacciavite ha ridotto la vite in poltiglia, mentre un’originale si svita facilmente. In caso di viti tradizionali, come le classiche croci, siamo sicuramente in presenza di un fake!
10)”LA SCOCCA FRONTALE“: essa si presenta, in caso di falso, senza le due griglie laterali dell’ovale in cui è rinchiuso il logo. Esistono anche cartucce particolari, come Sachen, Gowin e Wisdom Tree, che sono uscite in maniera assolutamente non ufficiale.
6) “IL NUMERO IN CONTROLUCE” : questa è la parte più importante! Per capire esattamente se avete in mano un falso, basta mettere in controluce la cartuccia. A quel punto noterete un numerino “timbrato“: quello deve assolutamente essere presente sull’etichetta! Ma attenzione perché ci sono anche falsi punzonati, però il carattere numerico è in uno stile diverso. Se dovesse invece capitarvi un “A22“, è solamente una riedizione del gioco, a cui sono state apportate modifiche grafiche.

Si nota subito la falsità, no? Certo che il numero a destra ha un che di Burtoniano 🙂

Attenzione però, è bene munirsi di un cacciavite Game Bit e di un Tri-Wing, con cui poter effettuare ulteriori test. In “Donkey Kong Land“, per esempio, la cartuccia originale si smonta facilmente, mentre le false sono come incollate.

Aggiungo una curiosità, tanto incredibile quanto vera; negli anni novanta i giochi falsi venivano venduti in negozio, con commercianti spesso ignari della merce che arrivava. I malcapitati credevano che la provenienza fosse Nintendo (bene sai – n.d.M), visto che erano boxati con tanto di manuale.
C’è da dire che spesso un occhio attento poteva accorgersene, ma non era cosa da tutti. I giochi dei Pokémon, ad esempio, sono estremamente riconoscibili per l’artwork e per la grafica presente sulla scatola. Sui box non originali gli errori si vedono eccome, visto che spesso sono caratterizzati da immagini scure, con tracce di sbavatura nella stampa e linee varie, cosa impensabile per un prodotto ufficiale.

Riconoscere un falso in realtà non è così difficile, come abbiamo potuto vedere.
I giochi “pezzotti” circolano da sempre, ed è quindi assurdo credere che siano stati immessi nel mercato solo da poco tempo per la questione del valore economico. Spesso li potevate trovare anche in cartoleria, per cui figuriamoci se non era una pratica diffusa. I più gettonati, ovviamente, erano i multi game, ambiti da ogni ragazzino. se possedevi quella cartuccia eri un praticamente un dio!

Varie forme di divinità, dalla cartuccia 4 in 1 alla Bibbia di re Giacomo!

A questo punto vi starete chiedendo: “Morgana, o strega dagli infiniti poteri (tranne quello della retroilluminazione – n.d.M.), ma esistono multi cart originali per Game Boy?” La risposta è SI!!!
Sono delle “compilation“, contenenti quattro giochi della rispettiva casa di produzione. Potete infatti trovare perle come Namco Gallery, Sports Collection, Konami GB Collection e così di seguito.

Anche il colore della cart è importante: esistono pochi giochi colorati, se escludiamo quelli dei Pokémon. Se troviamo una cartuccia gialla, rossa o blu sappiamo che è sicuramente appartenente ai (maledetti – n.d.M.) mostriciattoli di Game Freak, ma possiamo imbatterci in un giallo appartenente a Donkey Kong, oppure rosa (dio mio – n.d.M.) bianco, giallo e azzurro per la quadrilogia Tamagotchi in versione giapponese. Ah giusto, anni fa mi sono imbattuta in un Wario Land II di colore blu, vai a sapere perché.
Per completare, le nere o le trasparenti sono generalmente destinate ai giochi del Game Boy Color.

Visto che pout-pourri di informazioni? Non vi resta che prendere appunti ed iniziare a ripassare, che i falsi (e i Farzi- n.d.M.) non dormono mai.
E’ tempo ormai di coricarmi nella mia comodissima bara, ma non vi preoccupate; tornerò presto con nuove ed entusiasmanti avventure Gameboyose (bastaaaaaa – n.d.M.).
Un saluto vampiroso dalla vostra bit-ella della portatilità, ci rivedremo a breve!!!

Morgana Shiranui


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