ZOSYA ENTERTAINMENT (Part 2)

La seconda (ed ultima) parte della recensione di tutti i titoli della SH russa. (di Starfox Mulder)

Starfox temperature is rising

Ci siamo lasciati la settimana scorsa con la promessa che avrei concluso la disamina sui titoli di Zosya Entertainment ed eccomi qui a mantenerla. Proseguono imperterriti i festeggiamenti per i 40 anni del home-computer con tutti i colori necessari allo spettro visivo ed i miei appunti sono tornati bel belli al loro posto mentre il marrano ladruncolo è stato consegnato alla polizia del karma.

“Parole dure…parole dure di un uomo piuttosto strano” (cit.)

Ciancio alle bande quindi e proseguiamo con le ultime 4 Reviews!

JUST A GAL

Gal, acronimo di Galli Against Lattuga

PLOT – Voi siete Maureen Miles, motociclista.
Sì, è un gioco di moto e sì: siete una donna.
In un genere spesso votato al machismo ed al pilota “senza nome” qui avete invece un’identità ed un genere ben specifico.
Ombrelline non ne volete: “sole, non ti temo!”
Lo scopo è dimostrare a tutti i maschietti in circolazione che siete la migliore e ad aiutarvi nell’impresa ci sarà decisamente un talento da affinare in tante e tante partite.

“Aspettare”

GAMEPLAY – In questo genere di giochi il pensiero corre rapido ad Hang On e non potrebbe essere altrimenti. Fatta eccezione per il superfluo tasto M, utile a mettere in pausa il gioco se la mamma vi chiama perché è pronto in tavola (scenario plausibilissimo dato che se amate lo spectrum come minimo avete 30 anni), l’intero gameplay si basa su Q (acceleratore) ed OP per curvare. Null’altro.

Beati i terzi: non saranno secondi a nessuno.

Il gioco ci mette di fronte a tre modalità possibili di approccio:
* Single Race – una sola gara, difficilissima e super punitiva. Per scaldarvi.
* Championship – non scordate di fare le qualificazioni o il gioco vi farà partire direttamente 24esimi.
* Arcade – Tre vite, ogni crash equivale a perderne una, altrimenti il gioco va avanti ad oltranza e non serve neppure schiacciare l’acceleratore dato che lo manda in automatico al massimo. Unico scopo: schivare tutti gli avversari e procedere fino al traguardo successivo che porterà ad un cambio di pista automatico e senza soluzione di continuità.

Come sempre: le collector moderne ci puppano la fava!

In tutti i casi l’obbiettivo è superare gli avversari, non andare a sbattere contro nessuno di loro per nessun motivo (potete direttamente rinunciare al podio altrimenti) e dosare bene il gas nelle curve per evitare di finire fuori strada.
Un classico dei videogames di motociclismo insomma ma la forza di Just a Gal sta nella fluidità.
Il frame rate è costantemente alto, la grafica pulita ed i pochi motivetti decisamente calzanti.
Nel suo genere: il gioco da avere su Spectrum!

Se volete gli spoilers sulle piste, tocca cacciare la grana!

Fan fact: nella versione fisica sono presenti le mappe di tutti e 24 i tracciati e dal momento che il gioco non ci mostra nessuno di essi, direi che è molto utile possederla per avere la meglio del tutto!

RUBINHO CUCARACHA

Direttamente dal secolo scorso: Roberto Scarafaggio

PLOT – E’ da poco iniziato il torneo europeo di auto violente. Come funziona? Semplice: si compete ma ci si mena pure. Ogni contendente ha la sua specifica arma ed ora vi farò qualche esempio: Daisy lancia tazzine da te che fanno l’effetto di triboli sull’asfalto, Goro pensa bene di menarci direttamente con una Katana mentre Checo ci lancia le molotov. Il tutto all’insegna del fairplay ovviamente.
E noi? Chi siamo noi? Ma ovviamente il personaggio che da il nome al gioco: Rubinho Cucaracha (Roberto Scarafaggio?), esperto in tamponamenti.

Enzo, armato di coltello e coppola sempre in testa.
Gli stereotipi ci piaceranno sempre!

GAMEPLAY – Il miglior racing game per Zx Spectrum. Grazie, arrivederci!
Tornando in noi: sto gioco è esageratamente divertente! Si inizia imparando le solite 5 posizioni: destra e sinistra per lo sterzo, avanti e indietro per acceleratore e freno, un tasto Turbo che può occasionalmente venirci utile. Presa confidenza si comincia dal circuito italiano e si prosegue per un totale di 16 percorsi, con la difficoltà crescente non solo in quanto a curve da affrontare, ma soprattutto a posizione da raggiungere.

Direttamente da Tijuana, con la faccia di Danny Trejo.

Ogni gara ha infatti un obiettivo minimo che dovremo soddisfare per passare al circuito successivo. Si inizia con un accettabile ottavo posto ma poi si va scalando di pista in pista fino ad arrivare all’ultima (in Finlandia) dove l’unica posizione tollerabile per non dirsi perdenti è la vittoria assoluta sugli avversari. Il problema, nonché la caratteristica peculiare del gioco, è che i nostri avversari sono incazzatissimi e pronti a farci malissimo.

Facciamo che sull’arabo armato di spranga mi evito battute.
Je suis Karun (ok, non ce l’ho fatta).

Quando arriveremo in prossimità di un “pilota con nome” (chiamo così tutti quelli effettivamente armati, per distinguerli dai generici che si intervalleranno lungo il percorso senza darci danno), dovremo evitare i suoi attacchi e speronarlo di nostra sponte. Superarlo è impossibile, l’unica è abbatterlo.

Daisy (Duke?) col suo sorriso da chi ha terminato le anfetamine.

O violenza o niente!
Questo è il genere di racing che piace a me e considerato il livello di immediatezza e spasso direi che c’ho pure ragione da vendere!

TRAVEL THROUGH TIME VOLUME 1: NORTHERN LIGHTS

PLOT – Ho scritto nell’articolo scorso di non amare i giochi d’auto ed eccomi già che mi devo smentire: sto gioco è una favola. Sarà perché non si limita alla semplice collezione di piste da percorrere superando gli avversari ma ha una plot e una grandissima varietà di missioni.
TTTV1 (perché se vi aspettate che lo ripeta ogni volta siete persone buffe) ci vede nei panni di Sven Larson, un ragazzo degli anni ‘50 intento a sfoggiare la sua nuova auto e far conquiste tra le ragazze partecipando a gare clandestine di automobili. Il gioco si apre con una missione molto semplice che consiste nel guidare fino alla gara. Una sorta di Tutorial in cui inizieremo a prendere confidenza sia coi comandi che con lo stile di gioco dato che la missione verrà interrotta a metà da una chiacchierata con un nostro conoscente al volante di un trattore.

Classe!

GAMEPLAY – Ad ogni missione portata a termine c’è un pezzo di trama che evolve ma di fatto il gioco si articola nelle missioni stesse. Quali? Sono estremamente varie, dalla gara diretta al percorso inframmezzato da checkpoint. Dal duello in auto al percorso in moto e così via.
Il gioco si gestisce nel più classico dei modi, con Q ed A predisposti rispettivamente ad accelerazione e freno, mentre OP serviranno a curvare. Si aggiunge la marcia M (tutti i tasti elencati riguardano la mia configurazione, non so cosa preveda di base il gioco ma tanto lo cambierete a vostro gusto) e le jeux son fait.

Sven esce di casa con la scusa che deve andare ad una gara di auto, quando invece cerca da scopà!

Quel volume 1 nel titolo fa capire che, nonostante a fine gioco si siano raggiunti gli anni ‘60, ci sarà ancora molto da scoprire nei titoli successivi ma intanto godiamoci un’esperienza appagante e abbordabile da tutti.

Sei come la mia moto, sei proprio come lei…

Il comparto tecnico è di quelli che vengono mostrati in rete per dire “Vedete, vedete: lo Spectrum è capace di questo!”
Oltre 25 fps, una fluidità eccellente delle immagini, una colonna sonora perfetta e, strano da dirsi, una trama che tiene attaccati.

Suspance!

Non è difficile, e se ve lo dice uno scarsone come me dovete credermi, anche perché permette di ricominciare ogni missione fallita senza dover recuperare tutto il gioco dall’inizio, ma ovviamente va portato a termine in una run dato che non c’è modo di salvare.
Se amate i racing game, lo spectrum o anche semplicemente i videogiochi: questo è da provare!

VALLEY OF RAIN

L’armatura del 2000 è il bikini.

PLOT – Probabilmente il gioco che ha fatto scoprire al mondo Zosya lasciandolo con la lingua di fuori. Mia madre è la ninfea, il più bel fiore della Terra. Mio padre è la formica, l’essere più forte sulla Terra. Il vulcano mi ha dato il fuoco. La cutrettola mi ha benedetto affinché compissi grandi azioni. Mi sono messa in cammino per restituire la vita alla Valle delle Piogge.
Un po’ di poesia ai porci per narrarvi il più classico degli intrecci: la Valle (fantasy) delle Piogge è stata invasa da esseri malvagi e voi dovrete liberarla. Oh Yeah!

Add-On come se piovesse (questa arriva dopo).

GAMEPLAY – Al di là del solito pezzone su grafica e sonoro da urlo a cui ci hanno abituati quelli di Zosya, Valley of Rain è lo stato dell’arte del gameplay per un run and gun, non a caso ha vinto il premio Yandex Retro Game Battle 2019, lasciando tutti di sasso. La nostra protagonista può muoversi su due dimensioni in grandi stage a scorrimento orizzontale, saltare, abbassarsi ed attaccare con l’arma di turno.

Bikini sì, ma disegnato da Pamela Anderson.

La varietà di nemici è enorme, si accalcano a schermo e richiedono precisione e rapidità per non venirne sopraffatti. Ad aiutarci c’è anche un’ottima selezione di “spari” differenti, che si sommano ad invincibilità temporanee, scudi, add-on che danno un boost alla vitalità della protagonista o al tempo rimastoci per terminare lo stage e molto altro ancora.

Il color clash c’è, ma con sfondi del genere mi pare infame farglielo notare.

Valley of Rain è un gioco ricchissimo, degno di un arcade alla Rastan (il cabinato, non le conversioni domestiche) e con una fluidità sempre eccezionale.
Se Zosya fosse Quentin Tarantino, Valley of Rain sarebbe Pulp Fiction.


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