Dragon Spirit (1987)

Dragotellum (di Bionic Cummenda)

Silviaenerys, Nato dal Palinsesto, Primo del suo nome, Megapresidente degli animali proletari, dei Bauscia e delle Prime Donne, CEO delle Sei Reti, Protettore del Seggio, Paròn di Hard-core, Khal del Grande Stadio d’Erba Sintetica, il “Non-interdetto-dai-pubblici-uffici”, “Padre del Biscione”, Capoultrà del Meelan, “Distruttore di Komunisti”. Dopo l’unexpected game over di Bettina, la tronista che ha chiuso il longplay imperiale più longevo dai tempi del millenariato di Shao Khan, anche il Belpaese dovrà incoronare il nuovo Generalissimo dell’esecutivo che andrà a sostituire il Governo Bowser, durato meno di una speedrun baratissima di Diablo. Le elezioni sono il trionfo del Fantasy, tra pulmini progressisti frenati dal caro bollette, finanziamenti esterni sovietici di tovarish Zangief, lotte a spadone tratto contro il nuovo rigassificatore Shinra e innalzamento del salario minimo a 1.000 gettoni al mese. In attesa dell’erezione della Barriera contro gli slittini clandestini dei Bruti e di nuove sanzioni per colpire l’export di bigiotteria made in Mordor siamo pronti al ritorno del Cavaliere Mascarato e del Partito Azienda e voliamo altissimi e levissimi sputando il nostro disprezzo flambé da 20d6 contro scribacchini inconcludenti con troppe iniziali come J.R.R e G.R.R e planando sulle ali di Dragon Spirit!

Sigla!

Trama

Spoiler Alert se sei gapponese

Tanto tempo fa durante la Prima Repubblica, la dea del sole Arlia, capogruppo della corrente shintoista della DC, riuscì a sconfiggere al ballottaggio il brezneviano demone socialista Zawell, riportando così la pace fiscale. Ma lo spettro del comunismo si aggirava ancora indisturbato, lontano dal flusso degli zaini protonici capitalisti. Questa volta Zawell si fece furbo e rapì la principessa Alicia del reame di Midgard con una mossa brigatista da anni di piombo. 

E i Rhapsody muti

Inutili furono i tentativi di liberazione dell’ostaggio da parte del capitano dell’antidrago Amul. Disperato decise quindi di rivolgersi direttamente alla misericordia della Divina Arlia, anche se inizialmente pare abbia tentato di chiedere aiuto al triplete Cody-Guy-Haggar, accordo saltato a seguito della richiesta del Sindaco di Metro City di un remake del patto del Nazareno tra il suo partito e quello della Principessa, ipotesi impraticabile e al limite del voto di scambio.

Per il culo di Grace!

E chi chiamerai contro i fantasmi sovietici? Gli acchiappafantasmi? Negativo! He-Man, claro. Anzi il capitano Amul, che uscendo lo spadone verso il cielo si trasforma in un Grande Drago Blu. Per il potere di Greyskull! Anzi, per la libidine dei microabiti di Arlia!

Domenica tutti in chiesa.

Gameplay 8

Loch Ness Mess

In principio era Space Invaders, e Space invaders era presso Taito e Space Invaders era Dio. Dall’Alfa degli shoot’em up partì la genesi di innumerevoli astronavi e razzi-missile votati alla distruzione di pixxellosissimi extraterrestri che fanno tanto brutto a Starfox Mulder. Un anno dopo anche la Namco decolla nella corsa allo spazio e nel ’79 esce Galaxian, primo sparaduro a colori RGB, seguito poi dal più sofisticato Galaga. Ma la vera svolta di Namco arriva quarant’anni fa con Xevious, finalmente l’astronave prende quota e non si limita soltanto a fucilare gli alieni che cadono dalla cima dello schermo, ma viaggia in pole position verso nord dando vita a quella che noi amanti della sciampagneria e del Dompero chiamiamo “la Verticale”. Taaac!

Hoyoku Tensho!

Dopo aver fatto scuola come lo spietato prof. Allocca della 3C la Namco decide giustamente di celebrare se stessa con un nuovo shoot’em up uscito sul finale del decennio più importante di siempre. Questa volta però niente cosmonautica, si scrolla in verticale indossando le squame di un drago sputafiamme lanciando palle infuocate sia verso i mostri volanti sia contro gli edifici e nemici al piano terra che tentano di costringervi a un atterraggio di sfortuna. Alzate il Grado di Sfida della situa mangiando gli ovetti pieni di colesterolo e power-up, per fare spuntare altre due teste al vostro dragone e andare a comandare sventolando il bandierone rossonero dei Targaryen. Dracarys!

Pronto per il threesome, Dracolich?

Grafica 8 e sonoro 8,5

Speleodragon

Dungeons al buio dove potrete orientarvi solo con un faretto più fioco dell’autoilluminazione del Game Boy. Dragons ovunque, in versione giurassica con esemplari di plesiosauro dalle dimensioni artistiche imbarazzanti o in puro stile Dragonlance come il Tricefalo a guardia dell’attico occulto di Zawell che ricorda tanto la Regina Takhisis.  

Tiamat, t’zi màt!

Come le multiteste della Regina delle Tenebre anche in Dragon Spirit grafica e sonoro si muovono in sinergia perfetta stile tag-team Cochi e Renato. Durante lo sviluppo Namco era a corto di compositori per la soundtrack e chiese a Shinji Hosoe, un tester e artista grafico, di scrivere la colonna sonora. Da grande fan dei Kraftwerk e della Yellow Magic Orchestra del sensei Sakamoto, Shinji (da non confondere con il noto piagnone spicca-angeli, per dirla alla Grezzo2) trasformò il suo debutto in un capolavoro sonoro che aiutò tantissimo anche il game designer Tatsuya tutte le volte che si trovava a corto di ispirazione, riuscendo poi a uscire dal blocco esaltandosi con le note di Hosoe. Oggi Shinji è in arte Megaten, electrostar di grandi opere come Ridge Racer, Street Fighter EX e la conversione di Tekken 2 su PlayStation. Insomma, da tampone antigenico per demo a vero e proprio drago della notte come DJ Franchino!

Longevità 7.5

Ocio al pentacolo griffato Zawell

Nove livelli con difficoltà ben dosata come la miglior robba di Pablo, con momenti di delirio bullet hell, anzi fireball hell, riservati solo agli ultimi stage con particolare viulenza sull’ultimo tratto prima del final boss Zawell. Che è abbastanza pippa, quindi rapidi con lo slalom gigante come sulla pista nera di Cortina e poi tutti a brindare con camparino e gineria in compagnia della princess!

Dragon Fest

Reperibilità\come cacchio ci gioco?

BCE RGB

Cromatici, metallici, prismatici o banchieri centrali con un grande cuore. Scegliete i vostri draghi preferiti tra le innumerevoli conversioni su Amiga, Commodore 64, Turbografx 16 e l’immancabile ZX Spectrum. Fà balà l’oeucc sulla versione NES, per quanto depotenziata è una sorta di sequel/reboot con protagonisti i gemelli figli della coppia Amul-Alicia e tantissime cutscenes di categoria.

E poi ti svegli tutto ustionato…

Concludendo

Tanta nostalgia del governo Bowser filo-Targaryen? Non sapete chi votare e soprattutto perché? L’alternativa c’è, ed è il retrogioco astensionista. Altrimenti potete fare come il buon Jack Black e scegliere il vostro contrassegno nella maniera più logica possibile: a cappella.

Citazione:

“La gente adesso vede draghi ovunque, io li vedevo già nel ’91” (DJ Franchino e la Dance of Ice and Fire)


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