Nintendo World Cup (1990)

Botte Magiche (di Bionic Cummenda)



Kick Off a temperature toasty da Heat Man che fanno sembrare i 36 Celsius di Pasadena ’94 una settimana blanka all’Hotel Cristallo con Sub-Zero. Movioloni biscardiani alla ricerca di falli da gomblotto come il lopez sulla coscialunga, la gamba gigia sotto il ginocchio o il coppino al limite dell’area di rigore. Tempi di recupero da 24 ore di Le Mans dove la Zona Cesarini diventa uno squarcio nel continuum spazio-temporale lungo quanto il Paleozoico. Petrodollari che finiscono nelle borse conservanti degli europarlamentari che frignano per la rimozione del tetto al contante e vivono sotto tetti foderati di contanti. N.C.S.:questo mondiale sul Golfo è così sciroccato da farci rimpiangere i bei tempi da libidine quando a Natale ci si ammazzava dalle risate con il cinepanettone che tutto il mondo di invidiava, invece di dover digerire la finalina tra gli eroici maruga e i pixellatissimi croati o peggio ancora la telefonatissima finalona tra i due bomberoni che militano nella squadra di proprietà del più esoso billionario qatariota. Coincidenze? “I Want To Believe” direbbe quel volpone di Mulder. Intanto piazza Duomo sembra Casablanca con tanto di assalto alla quiete pubblica a smitragliate di clacson, mentre la nostra Alfetta Turbo col bandierone nazionale arrugginisce in garage dopo 8 anni di astinenza dal mundialito. E allora la memoria torna sotto il sole, il whisky e la pole position di quell’Estate italiana col Bennato e la Gianna che cantavano le Notti Magiche di Italia ’90 e della nostra mascotte assemblata col Tetris e battezzata col nome del più famoso motociclo da Supergiovane della Piaggio. La Coppa del Mondo del retrogaming si gioca in casa NES tra Super Tiri da New Team e un po’ sulle Super Piste da Pibe De Oro, sognando le Superbotte magiche di Nintendo World Cup!

Sigla!



Gameplay 9

Governo Tecnico

Natale 1981 e Giappone fa rima con secessione. Alla Data East tre sviluppatori fanno una mossa Frusciante e decidono di uscire dal gruppo per lanciarsi nel business con la loro nuova software house Technos Japan Corporation. Vanno pazzi per il puroresu, il wrestling giapponese del compianto Antonio Inoki e di un nuovo campione che ha debuttato proprio in quell’anno, ispirato a un anime di grande successo: Tiger Mask. Il primo titolo dei Tecnici, Tag Team Wrestling, è dedicato proprio alla loro grande passione, al quale fa poi seguito Karate Champ che verrà considerato tra i precursori del beat’em up assieme al suo successore Yie Ar Kung-Fu. I videogiochi di menare saranno il marchio di fabbrica di Technos che raggiungerà il successo mundial con Double Dragon. Le origini del titolo piazzato oggi sotto il pendolino magico di Maurizione Mosca passano proprio da questa voglia di viuuulenza dello shogun di Technos: Kunio Taki.

Kunio-Ginyu e la cumpa

Il genio di Kunio è grande quanto il suo ego e la sua voglia di slappe e pacconi, decide quindi di lanciare una serie ispirata al suo alter ego Kunio-kun, dove kun sta per bro, frate, raga, vez o comunque qualcuno con cui ci si dà di gomito in friendship. Il primo titolo che sarà poi la prova generale di Double Dragon è Renegade, picchiaduro a scorrimento conosciuto in patria come Nekketsu Koha Kunio-kun, letteralmente “Kunio, un duro dal sangue caldo”, insomma Premio Sylvester assicurato. La violenza della serie si sposta poi nello sport con Super Dodge Ball, dove la palla mano diventa a mano armata. Qui nasce il game design che diventerà il marchio inconfondibile della saga, personaggi originali e ricorrenti in ogni altro titolo successivo capitanati proprio da Kunio, mascotte ufficiale di Technos e monumento autoreferenziale conosciuto dalle nostre parti come Alex, uno dei due protagonisti della libidine di River City Ransom, a.k.a. Street Gangs.

Kunio-kun per Intimissimi

Dopo aver insozzato di sangue le strade della città fluviale non restava che riportare la violenza negli stadi, questa volta esercitata non dai soliti giargiana hooligani dangereux ma dalle formazioni in campo. World Cup nasce come football game in omaggio al mondiale di casa nostra, ma realtà somiglia più a una Royal Rumble tra la WWF e la NJPW. Spegnete il tubo catodico del VAR, mandate a letto i Pulcini e la Primavera perché negli stadi di “Nekketsu Kōkō Dodgeball Bu: Soccer Hen” non esistono cartellini gialli o rossi che potranno salvarvi da spallate e tackle criminali che farebbero spavento anche a Taribo e Pigna Montero. Più avversari riuscirete a bastonare più semplice sarà la partita e a un certo punto nemmeno si rialzeranno più, lasciandovi via libera verso l’area di rigore. Si gioca in sei e non ci sono sostituzioni, alla faccia delle cinque a disposizione del mondialaccio next-gen, potrete solo scegliere prima della partita chi sacrificare sul terreno di giuoco.

Rigore è quando arbitro fischia, ma l’arbitro lo hanno rapito a River City

Ma la cosa che ci esalta di più sono ovviamente loro: gli Special Shots! Ogni squadra ne ha uno personalizzato, si parte dalla palla schiacciata giapponese stile Tiro della Tigre di Lenders passando per la sfera infuocata sovietica da Final Atomic Ballbuster fino al Super Santos Mirage dei carioca e al Super Tele Zig-Zag-Zickler dei crucchi. Per eseguire il Supershot basterà una rovesciata, un colpo di testa al volo o un numero di passi precisi prima del tiro, che cambiano per ogni squadra a seconda di quanto la pallonata sia esosa o meno. Dai tre di Giappone, Francia e Camerun fino addirittura ai nove di Argentina e degli Azzurri. E il Dream Team qual’è? Stranamente gli yankees, dove nella vita vera il soccer è considerato uno sport femminile mentre qui su Nintendo vanno fuori di gamba assegnando a ogni giocatore il suo personale tiro speciale. Team America Fuck Yeah!

In Soviet Russia Ball Kicks You!

Grafica 8 e Sonoro 8

Poteva essere questo Ultimate Team e invece è Team Ultimy

Come nella miglior tradizione cinepanettonica anche nella serie Kunio-kun riconoscerete gli stessi protagonisti in nuovi ruoli, come ritrovarsi ogni anno con il Jerry, il Terruncello e il Cipollino prima al Piano Bar sulle nevi di Cortina e poi alle tendopoli degli Sbabbari. Ogni squadra sarà composta dai volti noti super-deformed dei precedenti titoli della serie, in particolare troverete Kunio nei panni del capitano della nazionale giapponese e il suo rivale-amico Riki come leader della vostra squadra selezionata, che schiererà in campo molti dei protagonisti di Street Gangs e Renegade. Poco importa che le divise delle squadre siano completamente a caso, tipo la Francia verde come le rane tanto gradite sulle tavole dei galletti o la Spagna con la maglia della Fiorentina di Codino Galfano. A proposito di anagrafica tarocchissima qui sono presenti all’appello grandi nomi come la Furia Rossa Tonto, il Chicano Adolfo, il nostrano Emilio o i più ruffiani come El Pibe Diego o Pantegana Jurgen.

Dal bleu Lin Kuei al vert Reptile è un attimo

I Technos si fanno perdonare con una serie di cartoline di categoria piazzate nella copertina di ogni match, con un carosello di beni culturali come il Colosseo, il Big Ben, l’Arc Du Triomphe e altre superstar dell’UNESCO accompagnate da grandi classici musicali riarrangiati in versione chiptune. Una playlist con Santa Lucia, London Bridge Is Falling Down e la Cucaracha. Roba da far disertare Jorge Campos dal suo ruolo di portierone per partire in un dribbling infinito alla Benji Price.



Longevità 7

Dove sono le Ultrà?



Un solo giocatore sotto il vostro controllo con il quale potrete dirigere il resto della squadra grazie a varie tattiche di gioco, tra le quali spiccano “Segagli i garretti”, “Falla girare”, “Tira una castagna” e “Finish Him!“. Potrete scegliere nel pre-partita tra quattro strategie tecnico-tattiche di grande umiltè alla Arighe Sacchi, in ogni caso le sfide che vi separano  dalla finalona contro la Germania Ovest saranno fin troppo semplici e spesso finiranno con risultati cestistici in doppia cifra, con metà dei giocatori K.O. e sdraiati a terra come i Doors. Ma la Coppa del Mondo diventa da doppia libidine in multiplayer, ma anche tripla e pure coi fiocchi. Sfide a 4 giocatori contemporaneamente su sei differenti terreni di gioco con tanto di pista di pattinaggio sul ghiaccio, sterrato con pietroni spacca-alluci, cemento metropolitano e la sabbia del deserto che renderà il tutto più lento e ingestibile. Un po’ come giocare tra le dune del Qatar, ma vieni giù dalla palma Aladino!

Parigi-Dakar, anzi Qatar


Reperibilità \ come cacchio ci gioco?

Quando il bundle era Istituzione

Uè animale segaiolo, fai ballare l’occhio sulla copertina: Nintendo World Cup. Parcheggiati in panca col Master System, se vuoi tornare titolare soffia nella cartuccia e schiaccia su Start per il fischio d’inizio, rapido!

Concludendo

Lele Adani e la libidine

Domenica sera si gioca la finale di un mondiale criticato per la sua censura, i suoi stadi faraonici eretti dalla manodopera sopravvissuta alla costruzione della Piramide di Souther e i suoi tifosi più finti dei cartonati sugli spalti dei campionati pandemici. Voi potete fare di peggio. Spegnete il digitale terrestre, accendete l’Entertainment System e sganciate uno Shoryuken sul faccione ruffiano del Fair Play. Che odiate o amiate il calcio chissene, sarà una notte piena di botte magiche. Claro il teorema? Taaac.

Citazione:

Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più” (Pelè? Good. Maradona? Better. George? Best!)




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