LUPO ALBERTO (AMIGA, C64)

Il Lupo che corteggiava le gallinelle (di Starfox Mulder)

Lo sapete che il fumetto di Lupo Alberto esce ancora in edicola?
Non è scontato esserne a conoscenza dato che se avete più di 30 anni sapete sicuro chi sia il personaggio che un tempo trovavate anche sulle gomme per cancellare, ma oggi è soppiantato dalla qualunque.

Alla voce “politicamente corretto negli anni ’70”

In un’epoca antica, che ebbe inizio nei primi anni ‘70 del secolo scorso e durò due decenni buoni, tolti i fumetti seriosi alla Bonelli o Diabolik, il trio dei fumetti più noti e letti d’Italia era composto da: Cattivik, Sturmtruppen e Lupo Alberto.
I primi due erano frutto del parto di Bonvi, l’ultimo di Silver, nome d’arte di Guido Silvestri.

Risposte semplici a presupposti sbagliati.

Nel 1990 Lupo Alberto è celeberrimo. Io facevo le elementari e ricordo cartelle, astucci, quaderni e quant’altro si possa pensare con le effige di Alberto e i membri della fattoria McKenzie. All’apice della sua celebrità era il momento buono per far uscire un videogame e ci pensò l’italianissima Idea Software. Vi interessa la sua storia? Recuperatevi il podcast realizzato dall’amicone Simone Guidi l’anno scorso QUI.
Io recensisco giochi gente, quindi passiamo a parlare del VG di Lupo Alberto nella sua forma migliore: quella per Amiga.
Prima però: SIGLA!

Da un cartone animato che ricordiamo in pochi…e mi sa che è meglio così!

TRAMA
Ebbene c’è una trama. Grazie alla collaborazione con Silver stesso, Luca Stradiotto (l’uomo dietro la grafica del gioco) inserì nel manuale del gioco una serie di vignette incomplete, che vedevano la conclusione solo terminando il livello di turno.
10 vignette come 10 stages quindi, tutti con un unico file rouge: Alberto il lupo e Marta la gallina si vogliono imboscare, ma gli animali della fattoria McKenzie si mettono di mezzo.
Tra loro abbiamo il cane bobtail Mosè, il maiale Alcide, il papero Glicerina, il cavallo Lodovico, il toro Krug, il tacchino Alfredo, il gallinaccio Odoardo, il coniglio Osvaldo e la coppia di talpe Enrico e Cesira.

Quel simpa di Glicerina mentre ci sgancia sacchi di sabbia sulla testa.

GAMEPLAY
Il gioco presenta due opzioni da subito fighissime: giocare da soli (usando Alberto o Marta) oppure giocare in due, usando un personaggio a testa. La differenza? Alberto salta più in alto, Marta più in lungo. Perché sì cari, avrete già intuito che si tratta di un platform e oserei dire: un signor platform.
Nei primi anni ‘90 il genere non solo andava fortissimo ma aveva anche già visto svariate declinazioni messe in campo, tutte valide come spunto per la realizzazione di questa piccola perla.
I nostri eroi possono saltare sui nemici per abbatterli ma questi spesso non cadranno al primo colpo e si aggrapperanno alla sporgenza ritornando minacciosi poco dopo. Una volta finiti di colpire molto spesso rilasceranno frutta (dona punti) o power ups. Si va dal casco con cui sarà possibile colpire i nemici da basso alle scarpe da corsa per muoversi più velocemente, il tutto passando da alcune armi come le palle da bowling o in guantoni da boxe a molla.

Le riunioni di condominio delle talpe si dimostrano sempre un casino.

GRAFICA E SONORO
Il comparto grafico è fenomenale. Ad oltre trent’anni di distanza gli sprites risultano belli, colorati, animati egregiamente e carichi di carisma. Sul fronte sonoro si casca invece presto nel ripetitivo ma lo spazio su dischetto era tiranno ed i motivetti sono comunque di ottima qualità.

Guai a dire che gli ambienti non siano variegati.

LONGEVITÀ
I livelli sono vari, da subito estremamente ostici e capaci di nascondere segreti, per lo più votati al raggiungimento di nuovi punteggi. La loro bellezza sta soprattutto nel fatto che si sviluppano sia in orizzontale che in verticale, spesso alternando tra le due modalità in corso d’opera. Quel che comunque fa la vera differenza nel gioco è il grado di sfida: al limite del proibitivo. Non solo in molti passaggi tocca imparare a memoria cosa fare per non morire ma è necessario anche eseguirlo al millimetro. Le vite a disposizione sono scarse ed a poco servirà recuperarne lungo il percorso dato che senza save states o cheat per le vite infinite, terminare il gioco è un impresa che Ghost ‘n’ Goblins spostati proprio.

Krug è di un ignoranza rara ma lungi dall’essere il nemico più infido.

REPERIBILITÀ/COME CACCHIO CI GIOCO
Per un’esperienza completa vi tocca il gioco originale dato che l’idea di includere i fumetti nel manuale di gioco era stata pensata appositamente per combattere la pirateria (piaga maxima per l’Amiga che fu). La versione a 16 bit vi costerà però almeno un 200 papagne, mentre quella per C64 scende ad 80. Tantini vero?
L’alternativa è di fare tutto in digital senza finanziare gli scalper, accedendo agli Abandonware e ricordandovi che non ne avete i diritti ma non state facendo nulla di male finché non viene ripubblicato (ammicco ammicco).

Alla voce: le conseguenze della popolarità!

CONCLUDENDO
Lupo Alberto per Amiga è una piccola grande perla di cui poterci vantare nella lista dei “bei giochi realizzati in Italia”.
E’ difficile (anche troppo) ma tolto questo aspetto ha tutte le carte in regola per essere un gioco memorabile e se non vi pesa di “barare” ve lo godrete dall’inizio alla fine.
Per chi con quel personaggio c’è cresciuto vale sicuramente nostalgia mentre per i più giovani vale la pena scoprire con quanta leggerezza ci si divertiva un tempo. #beforemetoo #nonostantemartafossefemminista


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