Dark Chambers (Atari 2600)

The Dark Side Of Atari (di Winona Raiden)

Oggi, Venerdì 13 Gennaio 2017 (Starfox, non partire con numerologie e teorie complottistiche, grazie) mi sembra la giornata ideale per evocare spiriti, spettri, teschi e zombie e andare tutti insieme a fare una bella passeggiata in un antico castello! Chi viene con me?

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Trama

La trama coincide quasi con la proposta che vi ho fatto sopra, solo un po’ meno edulcorata: i cavalieri protagonisti di Dark Chambers infatti non vogliono fare quattro passi assieme agli amichetti delle tenebre, ma voglio debellarli tutti, stanza per stanza, come fossero insetti fastidiosi, e conquistare il castello! Vi sembra giusto?

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Ammazza gli zombie, col Flit!

Gameplay

Il gameplay è semplice ma meno banale di quanto appare all’inizio, con visuale dall’alto delle stanze in cui ci si muove. Un precursore dei giochi d’avventura, praticamente. Vi accorgerete subito che i miei amici mostriciattoli sono a livello “tenerezza” in quanto a difficoltà di uccisione, soprattutto considerando che la vostra arma è infinita e gli spazi piuttosto ampi, quindi è pressoché impossibile trovarsi accerchiati dai nemici. Certo, è vero che uscendo da una camera e rientrandoci li trovate di nuovo lì, come se non li aveste mai sfiorati con un dito, ed è anche vero che incontrerete spesso un mega teschio che genera fantasmi, scheletri e guardie a getto continuo, ma non si tratta di nulla di inaffrontabile.

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Davvero vorresti fargli del male?

La vera sfida, qui, è riuscire a orientarsi: ogni livello è composto da più stanze e di ciascuna si vede circa un quarto di superficie alla volta, quindi prestate attenzione e cercate di ricordarvi i vari percorsi se non volete trovarvi a vagare a casaccio, giacché qui non ci sono mappe da consultare come nei giochi moderni! Durante il viaggio avrete la possibilità di migliorare il vostro arsenale raccogliendo pistole, scudi, pugnali più potenti, bombe e oggetti indispensabili come le chiavi per aprire le porte e le pozioni per rimpinguare la salute. Presenti anche veleni e mine che, al contrario, la faranno scendere e sono spesso posizionati in modo che non possiate evitarli…
Naturalmente il fatto che i nemici siano pochi e deboli vi spingerà a credere che basti evitarli per superare il livello ma non è affatto così semplice, visto che nella maggior parte dei casi è proprio uccidendoli che scoverete chiavi e passaggi per lo stage successivo. Quindi armatevi di pazienza e sparate!
Se vi stavate preparando a un mega battaglione col boss finale mi dispiace ma devo smorzare gli entusiasmi: nessun boss qui, lo scopo è arrivare sani e salvi alla fine dell’esplorazione!

Grafica & Sonoro

Per me siamo a livello “commozione”. Mi tolgo subito il dente del sonoro che non c’è, o meglio non c’è nessuna colonna sonora di accompagnamento ma solo lo schiocco dello sparo, il tintinnio delle chiavi e il rimbombo dei vostri pensieri più oscuri mentre vi addentrate nelle profondità del castello.
Per quanto riguarda la grafica… avete presente quando a teatro mettono sul palco un tavolo, una tazza e voi capite che i personaggi stanno facendo colazione? Ecco, la grafica di Dark Chambers funziona un po’ così: un quadrato per segnare sullo schermo che avete lo scudo, un altro quadrato per la pistola e anche se prendete 2 chiavi lui continua a segnarne una sola tanto il gioco “si ricorda”. E ditemi se tutto ciò non è commovente! Gli omini invece sono più elaborati e sono sicura che all’epoca il fantasma con quella faccia vuota e il Tristo Mietitore pre-Dissennatori incutevano un certo timore. Poi per quanto mi riguarda è affascinante vedere come con pochi pixel si riuscisse comunque a dare una forma e una caratterizzazione ai personaggi per cui tanti kudos da parte mia!

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Un po’ di mostri

Longevità

Tanta, se vi fate prendere dal gioco e vi impuntate che volete finirlo. Ben 26 livelli che potete gestire in diverse maniere per far durare la partita più o meno a lungo: volete semplicemente arrivare alla fine? Allora correte alla ricerca delle porte. Se invece volete prendervela con più calma potete sollazzarvi ed esplorare ogni anfratto del vecchio maniero.
Nella schermata iniziale è presente un trucchetto che vi permette di cominciare dal 4° livello e, finendo il gioco una prima volta, anche dall’8°. Il vostro uomo è la faccina con gli occhiali: cambiateglieli per partire da dove volete voi!
Inoltre, dopo aver terminato la partita in modalità principiante, il gioco cambierà automaticamente in modalità advanced.
Potete anche decidere di intraprendere il viaggio con un amico e giocare in double player: certo, ho sentito di gente che dopo aver affrontato 26 livelli assieme stava per arrivare alle mani, ma sono convinta che con lo spirito giusto ci si può divertire parecchio.

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Reperibilità\Come cacchio ci gioco:

Se vi accontentate della sola cartuccia ve la cavate con 10 euro sui più famosi siti di compravendita. I prezzi si alzano leggermente se volete anche scatola e manuale ma si tratta sempre di cifre accessibili, per cui occhio!

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Curiosità: è perfettamente normale avere quelle righine nere sulla sinistra. No, non è la vostra copia che funziona male

Concludendo:

Dark Chambers è stato inseguito per tutta la sua esistenze dal paragone con Dandy, prototipo su cui è stato sviluppato, e con Gauntlet, titolo-fratello poiché realizzato sullo stesso prototipo. Non ne ho fatto menzione nella recensione perché cheppalle sempre sti paragoni, mi piace considerare Dark Chambers per quello che è!

Sì, so anche che lo stesso anno è uscito Dark Chambers 7800 con una grafica più elaborata e un gameplay leggermente diverso ma non temete, non è detto che non sia protagonista di queste pagine prossimamente!

Concludendo davvero:

Ritengo Dark Chambers un bel titolo un po’ sottovalutato: dovevo cogliere la palla al balzo per farlo riscoprire almeno a qualcuno!

Citazione:

“Nessuno torna indietro, nessuno” (Jason Voorhees)

English version:

If you are a foreign reader and you’d like to read this review, you can download the english version here! Enjoy!

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3 pensieri su “Dark Chambers (Atari 2600)

  1. Gran bell’articolo, come al solito. Sai che? Dalle righe che hai scritto traspare il vero amore per questo giochino. Anch’io l’ho provato quell’amore e ti assicuro che è ben riposto. Dark Chambers non ha niente da invidiare a Gauntlet, anzi, quando si parla di conversioni casalinghe è nettamente il migliore dei due.

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  2. Pingback: RETROLAMPI #9 – I bit-elloni

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