Sonic the Hedgehog (1991)

Il Rovescio della Piattaforma (di Winona Raiden)

Ebbene sì, devo confessarvi una cosa. Detesto Sonic. E come la famigerata volpe che non arriva all’uva, lo detesto principalmente perché non riesco a giocarci. Il punto non è che non riesco a finirlo, il punto è che non riesco a finire neanche il primo livello. E quindi fanculo, puffo con le spine!

TRAMA

Vabbè, nei platform la trama non ha davvero importanza. Serve più che altro a differenziare i competitor e a creare introduzioni sempre nuove per svolgimenti sempre uguali. Insomma, chi gioca a questo genere lo fa perché ha voglia di mettersi lì e schiacciare ripetutamente un paio di tasti con lo scopo di fare 3 cose ben precise:
– schivare nemici
– raccogliere punti
– potenziare le proprie abilità (questo non è un vero scopo ma è più che altro un’azione propedeutica alle due appena elencate)

Il tutto a difficoltà sempre crescente eh, perché ci piace la sfida, non è che abbiamo un disturbo ossessivo compulsivo!
Quindi ecco, dateci queste 3 cose e non ci impunteremo per sapere se stiamo salvando il mondo immaginario da un’invasione aliena, se stiamo sventando una guerra nucleare o se dobbiamo trovare le tagliatelle migliori per la ricetta di nonna Pina!

Chi invece si impunta sono quelli della produzione e del marketing, che costringono gli sviluppatori a sforzi di fantasia inimmaginabili e mal pagati, ed ecco, lavorando in pausa pranzo, cos’hanno tirato fuori quelli della Sonic Team (un nome per niente ridondante): il Dottor Ivo Robotnik vuole rubare i 6(66) smeraldi del caos e usarli per non si sa bene cosa, pertanto ha deciso di ottimizzare le risorse e intrappolare tutti gli abitanti di South Island dentro robot aggressivi a lui sottoposti. Compito di Sonic, sventare il piano e trovare gli Smeraldi prima di Mr. Tectonik. Mecojoni!

Perchè non ne sapevo nulla?

GAMEPLAY

Ecco il tasto dolente: io nella vita ho fatto molte cose discutibili, tra le quali NON usare sostanze psicoattive, e forse è proprio questo che mi ha precluso la possibilità di godermi Sonic. Come posso io, in uno stato di coscienza più o meno normale, riuscire a controllare questo esserino che di elettrico non ha solo il tono di blu, e che appena si sfiora il tasto “direzione destra” parte abbombazza e finisce dall’altra parte dello schermo senza che io sia riuscita a seguirlo? Anzi, magari finisse direttamente dall’altra parte!

“Siam pronti alla morte”

Ricordiamo che stiamo parlando di un platform, quindi generalmente finisce nel giro di 3 secondi ucciso da qualche avversario, o messo ko dal tetano preso dagli spunzoni, o nei casi più drammatici finito giù per un crepaccio. Il tutto mentre i miei neuroni sono ancora lì che registrano l’informazione “Ok facciamo una partitella a Sonic”.

GRAFICA & SONORO

Sia il comparto video che quello audio contribuiscono a creare sollecitazioni estreme al sistema nervoso che si dice possano sfociare in vere e proprie crisi isteriche. La palette di colori urla “anni 90” da ogni pixel, pescando a piene mani dai toni più psichedelici possibili e, nel dubbio, sparando a 1000 la vividezza degli stessi. Sempre per andare sul sicuro, hanno pensato anche di realizzare dei fondali il più realistici possibili (per quanto consentito dalle tecnologie dell’epoca) includendo più livelli, texture diverse ecc…

Il tutto mentre un motivetto martellante segue il ritmo dei movimenti che state effettuando. Adorabile!

LONGEVITÁ

Mah, qui non è tanto questione di longevità del gioco quanto di longevità mia, che è pari a zero.
Credo di non aver mai superato il primo livello, e se mai è accaduto c’era sicuramente qualcuno dall’alto che guidava la mia mano.

Ecco una parte che non ho mai visto

CONCLUDENDO

Se il franchise di Sonic è arrivato ad accumulare tutti i titoli (non solo videoludici), il merchandising e un posto ben saldo nella cultura pop da decenni a questa parte, vorrà dire che quella che ha qualcosa che non va sono io.
Oppure no, sapete che vi dico?

3 pensieri su “Sonic the Hedgehog (1991)

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