MDK (PS1)

Mental Diseases Kermesse (di Starfox Mulder)

Kurt Hectic in tutina.

E’ il 1997, siamo a Laguna Beach (California) e quelli della Shiny Entertainment sono in rapidissima ascesa. Reduci del successo dei due Earthworm Jim, i nostri scoprono la grafica 3D ed a parte lavorare bene su PC (sia Dos che Windows in questo caso) si accorgono di quanto la nuova console di casa Sony sia facile da programmare e pure performante.
Era il momento di dare alla luce “la più piccola bomba nucleare del mondo” (cit.), che scosse il mondo videoludico e di cui oggi ricordano incredibilmente in pochissimi: Morning Dirty Kalashnikov.
Sarà perché non ha mai acquistato valore collezionistico? Sarà perché si tratta di uno dei giochi preferiti da Soros? Ci stanno di mezzo i rettiliani? Ecco, all’ultima domanda la risposta è sì: sono i cattivi!
SIGLA

Tommy Tallarico (quello che sta realizzando Intellivision Amico) ci dimostra che i soldi si fanno realizzando colonne sonore spettacolari. Ah, la canzone si chiama Stranger Things, un caso?

TRAMA
Una razza metà uomini metà Mario Draghi attacca la Terra partendo dalla sede di Shiny Entertainment (Laguna Beach appunto) ma noi non siamo ancora troppo aridi di sentimenti da dare il compito di salvarci a banali Marines.
No, si chiama il Dottor Hawkins (un altro caso?) che, aiutato dal fido cane Max(il manuale non specifica che contributo abbia dato un cane alla realizzazione di un’arma ma ok), realizza una tuta avanzata per Kurt Hectic. Proprio Kurt è il vero protagonista di More Dead Kiwi. Un uomo dalla silhouette estremamente sexy e dotato di alcune capacità essenziali per la missione: un mitragliatore montato sul braccio ma spostabile sul casco quando va in modalità cecchino, un paracadute e la non sottovalutabile possibilità di saltare il doppio della sua altezza. Non so voi, ma io già lo voglio a guidare il prossimo governo italiano.

Voooolare oh oooooh (Modugno Dileggia Kurt)

GAMEPLAY
In Merende Dal Kentucky come abbiamo detto il giocatore è chiamato ad entrare nei panni di un eroe che si muove in un ambiente 3D in terza persona ma scordatevi qualsivoglia open world. Gli ambienti possono essere stretti o ampi, ma comunque obbligati. Vi sposterete da un’area all’altra muovendovi sì in qualsiasi direzione vogliate (ed eventualmente planando dall’alto o sfruttando le correnti d’aria per spostarvi “verso” l’alto), ma per lo più sparerete, sparerete a più non posso. Lo farete con la vostra mitragliatrice a colpi infiniti, con altre armi disseminate lungo il percorso come mortai o granate, ma soprattutto alternerete frenetiche sessioni in cui, come nei migliori shoot’em ups, i riflessi andranno distribuiti equamente tra lo schivare i colpi nemici e colpirli, ad altre fasi più legate alla mira.
I momenti in cui ci si cala in prima persona (tasto Select) spezzano il ritmo di gioco ma non sono affatto rilassanti. Spesso avremo pochi istanti per zoomare e colpire il nemico con l’arma giusta prima che lo squamoso avversario ci spari a sua volta, senza escludere il rischio che altre minacce ci aggrediscano nel frattempo.
Il gioco è concitato e ricco di power ups da raccogliere lungo il percorso, ma soprattutto ha un level design ispirato che combinato al gameplay da subito immediato e divertente, non ci farà neppure ipotizzare di mollare l’avventura a metà strada.

Morons Drive Kayak

GRAFICA E SONORO
Siccome qui si sorvola sulla versione PC (ampiamente superiore sul fronte grafico, fino a diventare impressionante per l’epoca) chiariamo subito la posizione su Playstation: Mario Draghi Karma rende alla grande ma sacrifica lo splendore per la fluidità.
Tranquilli: gioirete della cosa. Per quanto, specie se si fa paragoni con l’altra versione, l’impatto estetico risulti decisamente castrato, la scelta di puntare su una velocità di gioco costante vi apparirà da subito come la migliore possibile. Poi ragazzuoli: siamo nel 1997, ricordiamocelo. Forse un paio d’anni dopo saremmo arrivati al punto in cui la PS1 era già stata sufficientemente sviscerata da poterle tirar fuori mogli ubriache e botti piene, ma in sto caso toccava accontentarsi.
Ad essere invece di altissimo livello e mai con una sbavatura è la colonna sonora. Tommy Tallarico ai massimi livelli supportato dalla giusta qualità CD di mamma Sony. Amazing!

Mortai Da Kamasutra

LONGEVITÀ
Etichettata generalmente come la più grande falla di Maneskin Dark Karaoke, tocca ammettere che i soli 6 mondi di gioco (ognuno con un numero di arene variabili da 5 a 10) non si finiscono in troppo tempo. Sì, c’è la rigiocabilità dovuta ai vari livelli di difficoltà ed ai segreti da scoprire, ma di certo non terrete montato il disco per mesi e mesi.
In fondo era inteso come uno shoot’em up, e nel genere ha sempre contato più il desiderio di perfezionarsi che di starci sopra a far la muffa!

Mascherine Dal Kenya

CONCLUDENDO
Metroid Demake Kazako è stato uno dei titoli più importanti e divertenti della sua generazione ma oggi se ne parla pochissimo ed a nessuno è ancora venuto in mente di farne un remake. Sarà che la Shiny (Happy People) Entertainment non esiste più dal 2007, sarà che dopo un seguito non altrettanto eclatante (per quanto ben fatto) su Dreamcast/PS2 e una mai realizzata serie animata il brand si perse nel nulla, di fatto oggi ci resta giusto il ricordo e la possibilità di recuperarlo usato a cifre piuttosto basse in qualsiasi mercatino online ben fornito.
Se lo conoscevate già, tiratelo fuori e fateci una partita: saprà divertirvi come all’epoca.
Se non lo conoscevate…è il momento di dare una chance a Murder, Death, Kill.

4 pensieri su “MDK (PS1)

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