DOOM

Noi non siamo degni! (di Starfox Mulder)

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No, non abbiamo chiamato un dottore. (Questa è per pochi)

I ragazzi dell’ID software lo ripetevano davanti a tutti i loro miti. Lo dissero a Silas Warner, l’inventore dell’originale Castle Wolfenstein per Apple II. Lo dissero a Ken e Roberta Williams, fondatori della Sierra Entertainment e sarebbero stati pronti a prostrarsi di fronte ad ognuno dei loro programmatori preferiti. Erano videogiocatori, fans, metallari e giovani. La vita gli aveva già dato e tolto tanta roba ma quel che gli stava dando nell’ormai lontano 1993 era l’impennata di fama a cui ambivano. Wolfenstein 3D era andato benissimo e con i ricavati si erano comprati pc nuovi ed affittato nuovi uffici. La comunità dei videogiocatori dell’epoca sapeva chi era l’ID Software ma presto lo avrebbe saputo tutto il mondo. Il destino arrivò a batter cassa durante la mezzanotte tra il 9 e il 10 dicembre 1993, quando l’università del Wisconsin vide i server andare in crash per i troppi utenti online pronti a scaricare lo shareware del primo indimenticabile capitolo. Da lì fu solo violenza! Sigla.

TRAMA:

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Cose di cui potevamo fare a meno…

C’è ancora qualcuno che non conosce la più celebre battuta di John Carmack sull’argomento? Allora correte a fondo articolo che ve l’ho riportata, sappiate solo che la trama è così inconsistente e pretestuosa da non poterci manco fare un episodio di una webserie…quindi ci hanno fatto un film.

Il protagonista (Doomguy, aka il tizio di Doom) è un Marine che è stato mandato in punizione sulle lune di Marte dopo aver assalito un superiore che gli aveva ordinato di sparare su civili disarmati, insomma un eroe fresco di anni 80. Arrivato sul posto scopre che dai portali di teletrasporto han cominciato a venir fuori demoni, il personale delle basi militari è stato trucidato ed è risorto come zombie, ed inoltre pure sto weekend probabilmente non si scopa. Incazzato come un sedicenne cocainomane in un convento benedettino, il nostro si arma con ogni cosa che trova per strada ed inizia a fare una strage. Va bene? Alla grande!

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…come sopra.

GAMEPLAY:

Gli FPS nascono qui. C’è chi vi dirà da Wolfenstein 3D, chi scaverà ancora più indietro citando Battlezone ma son tutte chiacchiere: il genere ha iniziato ad avere senso con Doom ed i motivi sono svariati. Finalmente le texture presenti riguardavano tutto l’ambiente di gioco, il nostro protagonista si può muovere su diversi piani tramite scale ed ascensori, interni ed esterni. WASD gente, movimento avanti/indietro e strafe destro/sinistro con il mouse deputato a voltare lo sguardo, sparare ed aprire porte. Tanti nemici, tante armi, level design eccezionale (Carmack avrà pure creato la Fender Stratocaster ma era Romero il Jimmy Hendrix che la suonava all’epoca) e frenesia mai vista prima. Se ad un certo punto c’erano molti più PC con installata la versione shareware di Doom di quanti avessero windows 95 un motivo c’era. Che le finestre di casa Microsoft facessero schifo? Indubbiamente, ma il vero motivo è che sto cavolo di gioco dava più dipendenza della maggior parte delle droghe chimiche in circolazione. Ci giocava chiunque: studenti, impiegati, operai, mamme, preti, criceti spaziali, mia nonna in cariola, tutti! Con buone probabilità penso che il voto 10 al gameplay se lo possano meritare una manciata di videogiochi in tutta la storia dell’umanità e non mi pento di darlo a Doom. Immediato e spassosissimo. What else?

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“Doomguy, ti vedo perplesso sin da subito.”

GRAFICA E SONORO:

Il nostro amico uscì per PC ma nel giro di qualche anno fu convertito per ogni console esistente: Sega Megadrive 32x, Super Nes, Sega Saturn, Atari Jaguar, 3DO, Playstation, eccetera eccetera. Quasi ogni apparecchio elettronico capace di far girare un videogioco intorno al 1996 possedeva la sua versione di Doom ed ovviamente i risultati erano molto differenti tra loro. Io giudicherei unicamente la versione PC e beh: il top della gamma! All’epoca una grafica così non si era mai vista. Non era particolarmente bella, ammettiamolo, ma sapeva essere superfluida e non rallentare mai anche nelle situazioni più complesse. Giochi di luce, sprite ultra-variegati ed ottimi effetti visivi rendevano l’esperienza angosciante ed appagante al tempo stesso. La musica poi era il giusto connubio di metal, rock e grunge che in quel periodo andava alla grande.

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Unleash Hell!

LONGEVITA’:

Il gioco non è lunghissimo ma ha tutta quella serie di segreti (achievement per i fighetti coi risvoltini odierni), composta da aree segrete, livelli segreti, record da raggiungere ed armi segrete da scovare, che ne rendeva sin da subito la vita più lunga rispetto ai 24 livelli standard (giocabili a quattro differenti difficoltà) che il pacchetto prevedeva. Ciò che però sin da subito rese Doom eterno furono i WAD. Di che sto parlando? Carmack, l’inventore del motore di gioco, era un hacker, un nerd e soprattutto un genio pirata che voleva solo creare prodotti che potessero essere modificati da chiunque avesse avuto abbastanza volontà e talento. Per Doom poi volle far sì che di talento ne servisse pochissimo ed a tal fine predispose sin da subito che il gioco potesse caricare (tramite una semplice riga di comando) livelli extra creati da appassionati e fans. Nel giro di una manciata di giorni i livelli moddati, presentati sotto le spoglie di file.wav, iniziarono a spuntare come funghi e ad oggi con buone probabilità Doom è il gioco con più livelli giocabili al mondo. Se qualcuno avesse la malsana idea di scaricare tutti i livelli creati da chiunque per Doom e giocarselo molto probabilemente non gli basterebbe una vita, e questo prevedendo che l’ipotetico pazzo abbia 18 anni e da adesso nessuno crei nuovi episodi per il gioco. Probabile? Per niente. Pochissimo tempo fa John Romero stesso ha pubblicato la sua versione dell’ultimo livello del primo episodio di Doom e l’ha ovviamente condiviso a gratis in rete: un capolavoro. Giocare a Doom è come bere birra: prima o poi passi ad altro, fai il fighetto col whisky o l’Amarone della Valpollicella, ma alla fine ci si torna sempre perché ….perchè Sì cazzo!

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Suck my BFG Seymour

REPERIBILITA’ / COME CACCHIO CI GIOCO?

Non so neppure da dove cominciare. Qualsiasi sia il supporto con cui state leggendo questo articolo state pur tranquilli: esiste una versione di Doom per essa. Non andrò a fare una ricerca approfondita su ogni singola edizione del gioco ma a meno che la vostra unica ambizione nella vita sia quella di giocarci su 32X (per cui gli infami di ebay sparano cifre imbarazzanti), in linea di massima farete vostro il gioco per il costo di una pinta di Lager. Poi vabbè, fossi in voi ci giocherei su pc ed altresì rimedierei il Doomsday Engine, un software gratuito scaricabile in rete che pimperà la grafica del gioco rendendolo una figata per gli occhi anche del giocatore moderno.

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“Ed ora siete voi a non essere degni, razza di fighetti coi risvoltini!”

CONCLUDENDO

Lo so gente, sono stato estremamente serioso in questa recensione, prometto che col prossimo mi sfogherò come mio solito ma qui siamo al cospetto del Re, l’unico ed inimitabile.

La settimana FPS non poteva che cominciare da qui e per quanto i figli del Destino siano riusciti, ognuno a modo loro, a migliorare il genere, con Doom già tutto quel che conta davvero era stato scritto quindi potete tranquillamente considerarlo L’Odissea degli sparatutto in prima persona.

Accendete il pc, scaldate i Pad, agguzzate la vista sulle vostre portatili e giù di Big Fucking Gun!

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Doom è anche giocabile nella comoda versione “a cazzotti in da face”!

Citazione

La trama in un videogioco è come la trama in un film porno, ti aspetti che ci sia ma non è così importante.” (John Carmack)

starfox

Un pensiero su “DOOM

  1. Pingback: The House Of The Dead (1997) – I bit-elloni

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